Sicurezza
Bolle di eleganza, il guru della danza apre Musart: «Firenze il mio luogo del cuore»
Bolle and Friends è una presenza consolidata della manifestazione fiorentina che da qui al 26 luglio accende i riflettori su alcuni grandi nomi, da Paolo Conte a Stewart Copeland
«Sarà una serata calda ma non tanto per la temperature infuocate di questi giorni quanto per l’entusiasmo, la partecipazione, l’energia che ogni volta che veniamo qui il pubblico ci trasmette». Roberto Bolle non ha dubbi: piazza Santissima Annunziata è diventato un “luogo dell’anima”, il palcoscenico del cuore delle tournée estive del suo Gala che stasera inaugura l’ottava edizione di Musart Festival. “Bolle and Friends” è ormai un punto fermo, una presenza consolidata e attesa, quasi un amico di famiglia, della manifestazione fiorentina che da qui al 26 luglio accende i riflettori su alcuni grandi nomi, da Paolo Conte a Stewart Copeland.
«È come se il colonnato del Brunelleschi ci proteggesse e ci spronasse al tempo stesso – racconta ancora Bolle – l’armonia dello spazio diventa fonte di ispirazione e di coinvolgimento anche per noi mentre il contatto con gli spettatori si fa più intimo, avvertiamo come un senso di raccoglimento che crea un equilibrio difficilmente replicabile in altre, pur suggestive location: qui è sempre stata un festa e una grande emozione». Negli anni il Gala ha cambiato i volti dei protagonisti ma non la filosofia.
«Voglio avvicinare alla danza quante più persone possibili, gente di tutte le età e sotto ogni latitudine, in luoghi non deputati, dove non c’è mai stata ma dove il pubblico può sentirsi più a suo agio, più libero, non intimorito dall’ufficialità dell’evento». E allora cosa significa esibirsi in luoghi speciali come questi: «Significa entrare in contatto con qualcosa che non ti appartiene ma che non ti è estraneo. È l’esaltazione dell’arte. Ti senti parte di qualcosa che è più grande di noi. È una bellezza visiva completa, una testimonianza che attraversa i secoli, che sta lì da centinaia di anni, mentre il gesto artistico ha un inizio e una fine».
L’impegno di Roberto Bolle è mosso dalla passione e dalla consapevolezza che la sua, oltre una forma di spettacolo, è una missione, civile e culturale. Era il 2008 quando “Roberto Bolle and Friends” spicca il volo. E da allora non si è più fermato, frantumando i record di presenze, riunendo il meglio del panorama coreutico internazionale, da Boston a Vienna, da Londra a Berlino, da Amburgo a New York.
Il “Bolle and Friends” ha fatto scuola, fino diventare una sorta di manifesto che ha aperto nuovi orizzonti alla danza attirando migliaia di appassionati «perché alla fine – sostiene Bolle – lo spirito della danza vive in uno stato di continuità, che modifica le traiettorie dei corpi ma non snatura la forma del movimento anche quando a esaltarlo saranno le tecnologie d’avanguardia», come le pareti video ad altissima definizione.
Il programma vede sul palco al suo fianco una parata di stelle, a partire da Melissa Hamilton del Royal Ballet, Paul Marque e Valentine Colasante dell’Opéra National de Paris, António Casalinho del Bayerisches Staatsballett di Monaco fino a Tatiana Melnik dall’Hungarian National Ballet, Bakhtiyar Adamzhan dall’Astana Opera, gli special guest Casia Vengoechea e Toon Lobach, più la partecipazione di Alessandro Quarta al violino che accompagna l’assolo di Bolle “Sphere” disegnato per lui da Mauro Bigonzetti.
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