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Incendi e cemento: dalla costa all’entroterra, è allarme per i reati ambientali in Toscana
Il Rapporto ecomafie di Legambiente sulla Toscana: a livello nazionale sotto la Lombardia, ma “eccelle” nei roghi e negli abusi edilizi. Il caso Livorno
Quarto posto nella classifica italiana dei casi di cementificazione e per gli incendi. Nono per i reati collegati al ciclo dei rifiuti. Ancora quarto posto per l’aggressione al patrimonio culturale e settimo per il maltrattamento degli animali. È la pagella assegnata alla Toscana da Legabiente nel rapporto Ecomafia 2023, edito da Edizioni Ambiente. Lo studio – presentato ieri a Roma nella Sala della regina della Camera dei deputati, in un evento insignito della Medaglia del Presidente della Repubblica – mette in fila dati e numeri sulle illegalità ambientali nella Penisola. Ed entra nei particolari regione per regione. Nel complesso la Toscana fa meglio dell’anno scorso. Nella graduatoria italiana 2022 (con dati riferiti al 2021), stilata comprendendo tutte le voci prese in considerazione dal rapporto, la nostra regione rea sesta. Nel 2023 (sempre con dati riferiti all’anno prima, quindi al 2022) è settima, ma solo per la performance non certo positiva della Lombardia.
Il quadro nazionale
In generale le tre principali filiere su cui il Rapporto ecomafia registra il maggior numero di illeciti sono collegati alla cementificazione, ai reati contro la fauna e al ciclo dei rifiuti. In Italia i reati relativi al cemento illegale – dall’abusivismo edilizio agli appalti – nel 2022 ammontano a 12.216, pari al 39,8% del totale, con una crescita del +28,7% rispetto al 2021. Cala rispetto al 2021 il ciclo illegale dei rifiuti (−33,8%) e i reati legati a roghi (5.207, con una riduzione del 3,3%). Sul fronte archeomafia, i furti d’arte sono 404.
Il caso Livorno
La Toscana non si discosta tanto dal quadro nazionale, ma ha le sue peculiarità. Mentre è sotto la media italiana per i reati collegati al ciclo dei rifiuti, nell’ultimo Rapporto Ecomafia sale al quarto posto per i reati collegati all’abusivismo edilizio. Come già detto nel 2022 la nostra regione si è classificata al quarto posto. Decisivo, in negativo, per questo risultato sono Livorno e la sua provincia. Sui 911 reati denunciati, quasi la metà hanno un impatto su una o più province, ma ben 203 sono stati registrati solo nel Livornese. Una cifra che lo porta al nono posto in Italia per questo tipo di reati e che è ben distante dai 68 casi registrati a Firenze, dai 60 di Lucca e dai 46 di Siena.
Attacco alla natura
Primato negativo per la provincia di Firenze per quel che riguarda, invece, gli incendi: 88 sui 441 registrati nel 2022. Ma non va molto meglio a Lucca (66), Grosseto (62) e Massa Carrara (61). Un vero e proprio attacco alla natura toscana perché, come sottolinea Legambiente «le cause naturali di un incendio boschivo sono estremamente rare. La presenza di una gran quantità di combustibile, ossia la vegetazione, non basta. Quello che manca, in un bosco, è il calore necessario per una reazione a catena».
Le forze dell’ordine
Un ruolo chiave per gestire gli incendi ha l’operato – e il coraggio – di vigili del fuoco e volontari. Un altro compito decisivo per contrastare tutti i reati ambientali è svolto poi dalle forze dell’ordine. «I numeri, le analisi e le considerazioni che emergono dal nostro Rapporto ecomafia – spiega Enrico Fontana di Legambiente – confermano il lavoro importante svolto da forze dell’ordine, Capitanerie di porto, enti di controllo e magistratura. E dovrebbero sollecitare risposte coerenti ed efficaci da parte di chi ha responsabilità politiche e istituzionali».
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