Gioco
Sculture di artisti da tutto il mondo per fermare la pesca a strascico
Il museo sottomarino della Casa dei pesci: l’idea diventata realtà di Paolo il pescatore. «La mia battaglia è salvare i fondali, la posidonia e i pesci»
C’era una volta un pescatore che aveva un sogno: salvare i fondali marini dalla pesca a strascico creando La Casa dei Pesci, un museo di sculture in marmo di Carrara da collocare nei fondali marini davanti a Talamone. Potrebbe essere tranquillamente l’incipit di una favola e, in effetti, la storia di questo pescatore di nome Paolo Fanciulli, conosciuto in tutto il mondo come Paolo il Pescatore, giorno dopo giorno, assume i contorni di una favola che ha tutte le carte in regola per avere un lieto fine.
Tutto è partito da un borgo marinaro nel comune di Orbetello: Talamone. È qui che Paolo Fanciulli, classe 1961, ha iniziato a mettere in pratica la sua lotta contro i pirati della pesca per la difesa del territorio in cui è cresciuto, dei fondali e delle praterie di posidonia. Nelle sue battaglie è riuscito ad attirare a sé un numero crescente di amici e sostenitori. In Maremma è diventato un simbolo della difesa della natura. Il suo progetto, La Casa dei pesci, ha preso vita nel 2012.
Paolo Fanciulli, per raggiungere il suo obiettivo, ha deciso di creare uno spazio sottomarino dove la tutela del mare, dei pesci, la sostenibilità e l’arte si fondono in uno spazio da sogno. Nel 2005, la Regione Toscana, dette mandato all’Arpart (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Toscana) e alla Provincia di Grosseto per attuare la messa in mare, rispettivamente, di dissuasori della pesca illegale e di barriere di ripopolamento ittico. Da qui, Paolo Fanciulli, alla guida del consorzio Piccola pesca Monte Argentario, coinvolgendo istituzioni, associazioni ambientaliste e tanti amici, riuscì a finanziare la messa in mare dei dissuasori.
Lui però voleva di più: quei dissuasori avrebbero dovuto essere non semplici pezzi di cemento. Nei fondali davanti a Talamone, Paolo il Pescatore voleva delle sculture. Così, scultori di tutto il mondo hanno sostenuto la causa, e continuano a farlo, attraverso la creazione di pezzi unici. Artisti di fama internazionale come Giorgio Butini, Massimo Catalani, Massimo Lippi e Emily Young hanno scolpito le loro opere che sono già finite in fondo al mare. Blocchi di marmo di Carrara scelti dallo stesso Fanciulli nella cava di Franco Berrettini.
«Tutto parte dal marmo – dice Fanciulli – materia prima dell’arte scultorea e del museo sommerso. Tutto è possibile grazie al grande e generoso proprietario della Cava Michelangelo, Franco Berrettini, che ci regala i blocchi che poi andranno in fondo al mare».
Nelle scorse settimane sono stati collocati al largo del Bagno delle Donne di Talamone le ultime cinque opere realizzate. Adesso, i blocchi in fondo al mare sono 24.
L’associazione Casa dei Pesci, diretta da Giovanni Contardi, insieme a Letizia Marsili e Loriano Valentini, vuole aumentare la fruibilità del proprio museo da parte del grande pubblico in modo che non rimanga a esclusiva fruizione di subacquei specializzati. Per questo ha già sviluppato un progetto per l’illuminazione notturna delle opere con lampade alimentate a energia solare e la ripresa video delle stesse attraverso web cam connesse a internet così da consentire, tramite il proprio sito internet, una visita.
«La mia battaglia è salvare i fondali – conclude Paolo il Pescatore –. Nessun cacciatore si metterebbe a bruciare un bosco per catturare un cinghiale. Allo stesso modo, se si devastano gli abissi anche il pesce scompare».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
