Attenzione
Il sistema River Eye e River Cleaner contro la plastica nei corsi d’acqua
Ideato dalla fiorentina Blue Eco Line è in funzione sul Po ed è in fase di test nel canale San Rocco a monte del porto di Marina di Grosseto
Se è vero che l’80 percento delle plastiche viene riversato in mare da fonti terrestri, è altrettanto vero che un’appropriata gestione dei rifiuti e il monitoraggio della loro presenza nei corsi d’acqua può ridurre l’inquinamento. Secondo gli studi addirittura del 50 percento. Da questi dati di fatto partono due progetti innovativi che hanno come protagonisti Plastic Free, un’associazione senza scopo di lucro nata nel 2019 con lo scopo di liberare il pianeta dalla plastica, e Blue Eco Line, una startup innovativa nata nel 2018 dalla volontà di quattro ragazzi per tutelare l’ecosistema marino. Grazie al comune desiderio e alle conoscenze ingegneristiche di Blue Eco Line, sono partiti due progetti: “River Eye” e “River Cleaner”. Si tratta di due sistemi tecnologici, che impiegano algoritmi di intelligenza artificiale, con lo scopo di ridurre l’inquinamento marino.
“River Eye” è stato ideato nel 2021 con lo scopo di monitorare i rifiuti plastici fluviali. È formato da un hardware (centraline e telecamere) e un software che acquisisce le immagini dalla superficie dei fiumi, le elabora e le classifica in diverse categorie come rifiuti organici e plastica. Prepara infine un database degli oggetti che vede. Le telecamere funzionano tra le sei alle dieci ore al giorno a seconda della visibilità. Con questo sistema Blue Eco Line ha già monitorato il fiume Po dal maggio 2021.
“River Cleaner” è il passaggio successivo. Sulla base delle informazioni raccolte dal “River Eye” questa ulteriore strumentazione “completa” il lavoro. Si tratta infatti di un sistema ecosostenibile in grado di raccogliere i rifiuti flottanti per essere poi smaltiti o riciclati. Come? Attivando una barriera nel corso d’acqua per intercettare i rifiuti che sono presenti. Una volta raccolti li trasporta direttamente al piano stradale per la raccolta, rendendo il processo efficiente e riducendo al minimo l’impatto ambientale.
Ciò che rende il sistema progettato dalla startup speciale, è la sua capacità di funzionare in maniera autonoma, senza richiedere la presenza di personale sul posto. Questo significa che l’impianto può operare a ciclo continuo, intercettando i rifiuti flottanti in modo costante e senza interruzioni.
L’impianto “River Cleaner” è in fase di test in Toscana, per la precisione nel canale emissario San Rocco, a monte del Porto di Marina di Grosseto. Il finanziamento per la realizzazione dell’impianto è stato fornito dalla società Estra spa, che ha supportato Blue Eco Line nel programma di accelerazione E-qube. La realizzazione dell’impianto ha richiesto una stretta collaborazione tra vari enti e organizzazioni. Regione Toscana, Comune di Grosseto, Consorzio di Bonifica Toscana Sud, Consorzio 6 Toscana, Ecolat srl e Blue Eco Line hanno firmato un protocollo d’intesa per sostenere l’iniziativa e contribuire alla sua implementazione.
«L’impianto di raccolta delle plastiche a Marina di Grosseto – spiega Blue Eco Line – segna un importante passo avanti nella lotta all’inquinamento marino. Grazie all’implementazione di tecnologie all’avanguardia e alla collaborazione tra diverse parti interessate, la comunità di Grosseto sta dimostrando il proprio impegno per la tutela dell’ambiente e la promozione di un futuro più sostenibile».
«Facciamo i complimenti a tutti gli amministratori che si stanno attivando – commenta Antonio Rancati, segretario generale di Plastic Free che da oltre due anni promuove i progetti River Eye –. I rifiuti galleggianti, soprattutto rappresentati dalla plastica, sono un male del nostro secolo. I fiumi devono diventare sorvegliati speciali».
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