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Le 10 regole per orientarsi al meglio quando si è davanti al banco del pesce
Quali prodotti allevati o selvatici scegliere? Qual è l’impatto dell’acquacoltura? Tonni, spada e squali si possono vendere? I consigli di Worldrise per i consumatori
Che impatto ha la nostra alimentazione sul mondo? Quali scelte possiamo compiere per avvicinarci ad una dieta più sostenibile? In una società rispettosa dell’ambiente, le azioni quotidiane di ogni singolo cittadino sono importanti. Comprese le scelte che facciamo al banco del pesce. Worldrise, associazione no-profit che agisce per la salvaguardia del mare, ha stilato un decalogo per una spesa consapevole svelando alcuni segreti e facendoci riflettere su alcuni falsi miti.
1 Il tonno rosso non può essere allevato. Quando si parla di allevamento ci si riferisce alle gabbie da ingrasso, in cui gli animali vengono alimentati con pesce azzurro pescato in tutto il Mediterraneo impattando più di una specie.
2 I tranci di smeriglio sul banco del pesce appartengono allo squalo Isurus oxyrinchus, la cui popolazione mediterranea è stata dichiarata a rischio di estinzione dall’Iucn.
3 La polpa di granchio non contiene granchio. Il surimi è un mix di pesce tritato, addensanti, insipidenti e coloranti.
4 La pesca dei ricci di mare è regolamentata. Sono una risorsa importante, economicamente ed ecologicamente, gestita con fermi primavero-estivi da due a sette mesi. A oggi non vi sono tecniche di allevamento.
5 Il salmone di allevamento è dannoso per quello selvatico. Circa il 70% del salmone commercializzato proviene da acquacoltura. Se questi si riproducono con quelli selvatici, ne degradano il patrimonio genetico e li rendono più deboli.
6 Sono due i tipi di acquacoltura più sostenibili: cozze, vongole e ostriche non necessitano di mangimi perché si nutrono filtrando microrganismi; le alghe sono tra i principali “sequestratori di CO2”.
7 Dal 2014, tutti i prodotti ittici, freschi o surgelati, pescati o allevati, sono soggetti a una normativa europea che indica le informazioni da includere nelle etichette per consentire ai consumatori scelte più responsabili.
8 L’acquacoltura del polpo presenta varie difficoltà: l’impatto ambientale dovuto all’uso di antibiotici e soprattutto l’aspetto etico e l’alimentazione.
9 Mangiare pesce riduce le emissioni legate al consumo di proteine animali. L’allevamento di animali ha un impatto importante sull’ambiente. Il pescato ha una minore impronta ecologica sia per le emissioni sia per il consumo di acqua dolce. La situazione nell’acquacoltura è simile a quella degli allevamenti di bovini, ma bivalvi e alghe rappresentano un’eccezione.
10 Tonno e pesce spada possono avere alte concentrazioni di mercurio. Essendo sostanze che non vengono eliminate dall’organismo, più alto è il livello, maggiore la potenziale concentrazione inquinante.
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