Il Tirreno

La traversata per l’ambiente

L’atleta 36enne Giorgio Riva ha nuotato da Capraia all’Elba

di Martina Trivigno
L’atleta 36enne Giorgio Riva ha nuotato da Capraia all’Elba

Un’impresa di 35 chilometri lungo la rotta dei cetacei contro le microplastiche in mare

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Da Capraia all’Elba. Una traversata in solitaria lunga 35 chilometri lungo la rotta dei cetacei. Con un obiettivo: sensibilizzare le persone al rispetto per l’ambiente, il mare, la natura. Per far comprendere quanto le microplastiche siano dannose per gli esseri umani, ma anche per le specie animali. Una bracciata dopo l’altra, davanti agli occhi una distesa blu, il mare si confonde con il cielo, all’orizzonte. Al suo fianco, Giorgio Riva ha un kayak con a bordo Giuseppe Debernardi di "Sea kayak Italy": è lì per lui, per accompagnarlo e monitorare la sua impresa del tutto "green".

Riva, 36 anni, di Varese, è un atleta e per arrivare a quella traversata tra le due perle della Toscana - Capraia e l’Elba - si è preparato per mesi. Nulla può essere lasciato al caso quando, da solo, devi raggiungere un traguardo così impegnativo. Che, prima di tutto, è una sfida contro te stesso. E il posto scelto non è casuale: la "rotta dei cetacei" si trova all’interno del Parco arcipelago toscano ma anche del Santuario Pelagos, un’ampia zona di mare racchiusa tra il sud della Francia, la Liguria, la Toscana, la Corsica e il nord della Sardegna: un’area protetta in pratica, dedicata soprattutto ai cetacei. «La traversata è stata organizzata con il supporto del Centro cetacei dell’isola d’Elba - racconta il nuotatore di fondo - e l’obiettivo è stato proprio quello di compiere un’opera di sensibilizzazione sulla salvaguardia di tutto l’ecosistema marino». Non è raro, infatti - e lo confermano gli studiosi - che le microplastiche siano state ritrovate in delfini e anche balene. Per questo l’attenzione dell’uomo deve essere massima per evitare di inquinare (e dunque contaminare) i nostri mari. Da qui l’idea di Giorgio Riva di mettersi in gioco, in prima persona, "sfruttando" la sua immagine per lanciare un messaggio e diventando così un testimonial del rispetto del mare. «L’idea di questa impresa è nata tre anni fa - sottolinea il nuotatore - Io ho un portale di montagna che si chiama "Saliinvetta" e, con la mia fidanzata Manuela, abbiamo recensito la Grande traversata elbana (Gte), l’itinerario più significativo della rete escursionistica dell’isola d’Elba. E tutto è iniziato anche grazie all’incontro con Matteo Galeazzi di "Refill now": lui, infatti, è l’ideatore di un progetto sostenibile attivato per la prima volta in Italia nel 2019 con l’obiettivo di sviluppare strategie sostenibili per ridurre il consumo delle bottiglie e dei materiali di plastica usa e getta. Così è nata l’idea di compiere un’impresa e mi sono detto: spostiamoci verso l’Elba». Già l’anno scorso, Riva ha compiuto a nuoto il giro intorno all’isola, mentre quest’anno - il 27 maggio - ne ha realizzata un’altra, da Capraia all’Elba. «Queste iniziative hanno un bel riscontro mediatico e l’idea, prima di tutto, è di lanciare un messaggio di valorizzazione ambientale. Il paesaggio deve essere tutelato - conclude il nuotatore - Ma servono mesi di preparazione. Durante tutto l’inverno, infatti, ho percorso circa 10 chilometri al giorno per un totale di 50 o 60 chilometri alla settimana, inserendo ogni tanto anche qualche doppio allenamento».

Quando, dopo 12 ore di nuoto, Riva raggiunge l’Elba, tira un sospiro di sollievo, il suo volto è raggiante. E la mente corre veloce già alla prossima impresa.

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