Gioco
Il Marco Polo di Marina di Pisa punta a una raccolta dei rifiuti capillare
Lo stabilimento e la sua storia sono legati a doppio filo con il litorale pisano. Tutto iniziò negli anni Trenta quando il padre di Valdes Ghelardi fu risarcito dal re dopo un infortunio con un pezzo di spiaggia
Materiale isolante sui tetti delle cabine, per offrire ai clienti un micro-clima più confortevole. Ma non solo, il bagno Marco Polo di Marina di Pisa da tempo ha in funzione un sistema che grazie al calore del sole, nelle belle giornate, attraverso un impianto composto da tubicini, permette all’acqua delle docce di diventare calda, risparmiando così energia elettrica. E poi c’è la raccolta differenziata, capillare su tutta la spiaggia, e molto apprezzata dai clienti.
Piccoli e grandi accorgimenti che hanno permesso al bagno Marco Polo di mettere in pratica azioni legate all’ecosostenibilità. Anche in spiaggia. «Ci abbiamo sempre creduto - spiegano Gabriele Ruberti e Cristiano Scarpellini, i soci-titolari - Il nostro è anche un bagno che ha sempre avuto un occhio di riguardo verso le persone con disabilità, quindi molto accessibile a tutti, con possibilità di arrivare in cima all’arenile grazie alla sedia Job, nata proprio per abbattere le barriere architettoniche e permettere alle persone diversamente abili di gustarsi a pieno un tuffo refrigerante».
Ruberti e Scarpellini sono da sempre impegnati in prima linea. «Tre anni fa abbiamo rinnovato anche l’arredamento sulla spiaggia, con nuovi ombrelloni, lettini e sdraio - affermano i due soci - E se non ci fosse sulla nostra testa la spada di Damocle della Bolkestein avremmo sicuramente intrapreso la strada dei pannelli solari, per rendere lo stabilimento ancora più autonomo a livello di energia. Ma per investimenti del genere, molto importanti, occorre stabilità e una visione imprenditoriale di lungo tempo che in questo momento noi non abbiamo».
La storia del bagno Marco Polo è legata a filo doppio con il litorale pisano. Tutto iniziò negli anni Trenta, quando il padre di Valdes Ghelardi, cocchiere al servizio della famiglia Savoia in San Rossore, a causa di un infortunio, fu risarcito dal re con un pezzo di spiaggia a Marina. Quello fu l’inizio: il bagno iniziò a prendere forma tra le dune. All’epoca, a Marina, si arrivava in calesse e le spiagge non erano attrezzate come adesso, ma trascorrere qualche ora in riva al mare piaceva già. E tanto, anche. Passarono gli anni e il testimone finì in mano al figlio Valdes e alle sorelle di lui, Marta, Annamaria e Vangelina. E intanto lo stabilimento cresceva e modificava il suo aspetto, incrementando allo stesso tempo i servizi. Dal 1997 il timone del bagno Marco Polo (anche il nome venne scelto dal padre di Valdes, come omaggio al grande esploratore veneziano) è passato in mano a Cristiano Scarpellini, figlio di Vangelina, un marinese doc, nato e cresciuto sul mare ed in particolare al ristorante Toto, locale storico della famiglia Scarpellini e poi al suo socio Gabriele Ruberti.
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