Il Tirreno

Mozziconi vade retro

Smoking area, multe ed educazione, i consigli anti-cicche di Plastic free

di Giuseppe Boi
Smoking area, multe ed educazione, i consigli anti-cicche di Plastic free<br>

Due fumatori su tre li abbandonano nell’ambiente e, inevitabilmente, arrivano nel mare uccidendo pesci e alterando anche la catena alimentare

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Basterebbe non gettarli in strada o nell’ambiente. E non lo fanno due fumatori su tre. Oppure trovare un luogo dove smaltirli. Ossia il cruccio degli smokers cortesi. Ma tanto i cittadini quanto le amministrazioni non danno il giusto peso alla questione “mozziconi”. Brutti e maleodoranti invadono le nostre spiagge, ma la loro presenza rappresenta un problema che va oltre l’estetica. Pieni di veleni, finiscono in mare e non solo mettono a rischio la vita di pesci e animali marini, ma comportano rischi anche per la catena alimentare. Eppure, come detto, basterebbe poco: la ricetta di Plastic free, associazione no-profit impegnata contro l'inquinamento da plastica e non solo, è quella di creare delle smoking area, inasprire le multe ai trasgressori e investire tempo e denaro in educazione.

L’abbandono dei rifiuti è un problema che assilla la nostra società. Il littering, dall’inglese abbandono, è un malcostume che vede i rifiuti gettati o abbandonati con noncuranza nelle aree pubbliche. Questo fenomeno sempre più in crescita, si è amplificato con le nuove abitudini alimentari e di tendenza, come ad esempio, il take-away. Abitudini che si sono andate a sommare a un “classico” come buttare via o abbandonare per strada i mozziconi di sigaretta. Un fenomeno di noncuranza e ignoranza su cui occorre vigilare, ma anche prevenire con l’informazione e la formazione consapevole dei cittadini, grandi e piccoli.

«La finalità è quella di sensibilizzare tutti, e in particolar modo i fumatori, sul corretto smaltimento e sui rischi connessi all’inquinamento e alla salute dell’incivile gesto di gettare per terra i mozziconi – spiega Antonio Rancati, segretario generale di Plastic free –. In Italia si stima che ogni anno finiscano nell’ambiente 14 miliardi di mozziconi di sigarette. All’interno di ognuno ci sono 4mila sostanze chimiche, molte delle quali tossiche e cancerogene, compresi arsenico, formaldeide, ammoniaca, acido cianidrico e nicotina. Queste tossine danneggiano gli ecosistemi marini e rappresentano un rischio anche per i più piccoli che, inconsapevolmente, possono mettere in bocca un mozzicone lasciato per terra».

«Si stima che circa il 65% dei fumatori non smaltisca correttamente i mozziconi delle sigarette, così oggi una grande quantità invade fiumi, coste e spiagge finendo inevitabilmente in mare – prosegue Rancati –. Scambiati per cibo, vengono inghiottiti da uccelli, pesci, tartarughe e altri animali marini, che possono arrivare anche a morire a causa di avvelenamento da tossine o soffocamento. Inoltre, le nanoplastiche contenute al loro interno impattano negativamente nella catena alimentare. Basti pensare che la quantità di polveri sottili prodotte da una locomotiva sono pari a quelle rilasciate da cinque sigarette nello stesso lasso di tempo».

La soluzione al problema? Più semplice di quanto appaia. «In pochi anni, grazie ai nostri 250mila volontari, abbiamo rimosso dall’ambiente oltre un milione di mozziconi di sigarette – conclude Rancati –. È un argomento che ci sta a cuore e che abbiamo inserito nella mozione Plastic Free presentata a Montecitorio lo scorso 30 maggio, dove chiediamo la creazione di smoking area per il rispetto dell’ambiente e delle persone, risorse per enti e associazioni per contrastare il fenomeno con controlli e sensibilizzazione nonché l’inasprimento delle multe per i trasgressori. Per questo riteniamo che sia essenziale il ruolo degli educatori e della scuola nei confronti dei più piccoli, insegnare loro fin dalla tenera età ciò che è giusto o ciò che è sbagliato anche attraverso dei giochi ludico-ricreativi».




 

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