La manifestazione
La sfida delle 4r per l’Arcipelago
Riduci, riusa, ricicla e recupera per preservare la grande bellezza
Obiettivo 4R. Vale a dire riduci, riusa, ricicla e recupera. È il modello di gestione sostenibile dei rifiuti suggerito da Legambiente e Cnr-Iia (l’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale di ricerca). Puntare alle 4R – promuovendo politiche di riutilizzo delle risorse, campagne plastic free e di informazione – è uno dei sette obiettivi proposti nel 5° rapporto “Isole Sostenibili-Le sfide della transizione ecologica nelle isole minori”. Uno studio – curato, per l’appunto, dall’Osservatorio sulle isole minori di Legambiente e Cnr-Iia – per monitorare lo stato di salute delle piccole realtà insulari italiane. Realtà in cui le perle dell’arcipelago toscano e i loro Comuni hanno un ruolo chiave. Su Capraia, Elba e Giglio emerge un quadro a tinte chiaro-scure. La piena sostenibilità è ancora un traguardo lontano, ma sono stati fatti passi avanti per colmare i ritardi rispetto alla gestione dei rifiuti, della mobilità a zero emissioni, del ciclo delle acque, dell’energia da fonti rinnovabili e della lotta al consumo di suolo.
Ecosistemi unici
Tendere alla piena sostenibilità è un obiettivo tanto per la “terraferma” quanto per le realtà insulari, che però rappresentano un unicum dal punto di vista ambientale. «Le isole sono dei paradisi di biodiversità – commenta Francesco Petracchini, direttore del Cnr-Iia –. Ecosistemi unici ma allo stesso tempo fragili e stressati da flussi turistici condensati nei periodi estivi. Il Cnr, capofila del Centro nazionale per la biodiversità, è in prima linea nello studio anche di simili contesti e nella ricerca di soluzioni ai problemi che tuttora persistono. In tale ottica, le isole si presentano come laboratori ideali per lo sviluppo di idee innovative nella direzione della transizione ecologica e all’incremento della tutela dei propri territori. I fondi del Pnrr isole verdi sono inoltre da questo punto di vista un’opportunità unica da cogliere nei prossimi anni per mettere in cantiere progetti virtuosi nel percorso verso la sostenibilità».
L’indice di sostenibilità
Insomma un’opportunità per migliorare l’indice di sostenibilità delle isole dell’Arcipelago. Un valore che è stato calcolato per la prima volta proprio nel rapporto “Isole sostenibili”. Per individuarlo sono state valutate le performance legate a temi come consumo di suolo, rifiuti, acqua, energia, aree protette, mobilità e regolamenti edilizi. L’indice medio un tutte le 27 isole minori italiane è pari al 40 percento. Capraia e il Giglio spiccano con un risultato migliore di quello delle altre consorelle: si attestano infatti, rispettivamente, al 47 e la 45 percento. In ritardo, invece, l’isola d’Elba con un indice pari al 26 percento.
I sette obiettivi
La fotografia scattata dall’indice di sostenibilità individua, in sintesi, quei settori di intervento su cui bisogna lavorare e accelerare il passo perché la transizione ecologica passi anche dall’Arcipelago toscano. Secondo Legambiente e Cnr-Iia, gli obiettivi che Capraia, Elba e Giglio si devono prefiggere sono sette. Oltre all’obiettivo 4R di cui abbiamo già scritto, un ruolo chiave ha la governance con un coordinamento tra isole e ministeri. Altro obiettivo è l’adattamento (puntando a zero consumo di suolo) e la mitigazione (puntando ad avere isole 100 percento sostenibili entro il 2050). Ci sono infine gli “obiettivi zero”: zero perdite (efficientando la rete idrica e aumentando il recupero delle acque piovane e grigie), zero pollution (migliorando i sistemi di depurazione, anche nelle stagioni di alto tasso turistico) e la mobilità sostenibile a zero emissioni al 2050 (promuovendo sistemi di sharing mobility, zone pedonali e limitazioni alle auto più inquinanti)
Le quattro azioni
Per raggiungere questi obiettivi Cnr-Iia e Legambiente hanno anche individuato quattro azioni pratiche da mettere in campo. In particolare occorre: istituire una cabina di regia unica presso il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica per migliorare e supportare la governance dei territori; poi redigere i Piani di sviluppo sostenibile al 2030; quindi creare un coordinamento unico sulla gestione dei fondi del Pnrr, per sfruttare al meglio e in maniera efficace le opportunità offerte; infine potenziare il ruolo dell’Associazione dei Comuni delle isole minori. Perché, come dice il proverbio, l’unione fa la forza.
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