Gioco
Ieri il mare blu, oggi la plastica: come aiutare pesci e animali marini nella battaglia contro gli imballaggi
L’utilizzo sbagliato della plastica sta cambiando per sempre il pianeta. PlasticFree: «Si può invertire la rotta»
Nel rapporto tra il mare e l’uomo c’è un prima e un dopo. E a segnare la scoperta è l’invenzione della plastica. O meglio del “moplen”, il polipropilene isotattico inventato negli anni cinquanta dal chimico italiano Giulio Natta, vincitore del premio Nobel per la chimica del 1963. La sua diffusione come materiale per produrre gli oggetti più svariati, il suo utilizzo di massa, il fatto che sia un materiale indistruttibile e non degradabile ha cambiato per sempre l’ambiente. E, poiché alla fine tutto finisce in mare, la plastica lo ha invaso. «Negli ultimi 60 anni ci siamo resi responsabili di un inquinamento senza precedenti: 150 milioni di tonnellate di plastica sono già presenti nei mari di tutto il mondo. Per fare un paragone, è l’equivalente del peso di circa sette milioni di camion con rimorchio», spiega Antonio Rancati, segretario generale di PlasticFree, un’associazione di volontariato nata nel 2019 con un doppio scopo: informare e sensibilizzare più persone possibili sulla pericolosità dell’inquinamento da plastica; spiegare come con semplici gesti si possa dare un proprio contributo ecologico. Piccole azioni come limitare l’uso della plastica monouso, differenziare e smaltire correttamente i rifiuti plastici, non disperderli nell’ambiente.
Un mondo “imballato”
Per far capire l’impatto della plastica sul mare, PlasticFree ha lanciato una campagna social in vista dell’estate che comincia oggi. Una serie di banner (vedi infografica a destra) che mostrano come un palloncino o una rete da pesca possano impattare su pesci e animali marini. «La triste realtà è che pesci e animali soffrono a causa delle nostre scelte: un semplice bicchiere di plastica può rovinare la vita di un essere vivente – sottolinea la onlus –. Una comodità dell’uomo che si sta trasformando in una scomodità per l’intero pianeta. Plastica, microplastica, reti e fibre sintetiche stanno letteralmente uccidendo il nostro Pianeta. Infatti finendo nell’ambiente non solo inquina bensì uccide o cambia drasticamente la vita di tanti esseri viventi».
Gli effetti di un uso distorto
Il tutto nasce da un uso distorto della plastica. Negli anni ‘50 era stata pensata come materiale durevole ed economico. Doveva, ad esempio, sostituire il vetro o la ceramica usata per bicchieri e piatti. E così è stato ma l’uomo, vista l’economicità, ha cominciato ad abusarne e soprattutto a trasformarla in un rifiuto e fatto entrare il pianeta Terra in una nuova era: il plasticene. aSe davvero vogliamo dare un valore alle immagini della nostra campagna di sensibilizzazione – sottolinea Rancati – dobbiamo iniziare fin da subito ad analizzare le nostre abitudini di vita errate per renderle sostenibili facendo scelte sempre più plastic free. Ogni anno i nostri consumi errati alimentano questo inquinamento facendo arrivare nell’ambiente altri 12 milioni di tonnellate di plastica. Eppure l’importanza degli oceani è determinante per il nostro futuro: producono il 50 percento dell’ossigeno che respiriamo».
Un piccolo impegno
Eppure, per invertire la rotta, basta poco: cambiare le nostre abitudini e il rapporto con la plastica, magari dopo aver partecipato a una delle iniziative di pulizia ambientale di PlasticFree: oltre 1.000 nel primo semestre del 2023 con quasi 500 tonnellate di rifiuti raccolti. «Sulla spiaggia – rivela Rancati – i nostri volontari raccolgono sempre più rifiuti, in gran parte plastica restituita dalle onde. Se vogliamo garantirci un futuro, dobbiamo cambiare abitudini e smettere di vivere il mare come una grande discarica che inghiotte tutto facendocene dimenticare».
Il ruolo delle istituzioni
Per farlo occorre l’impegno dei cittadini e l’aiuto delle istituzioni. «Con la Legge Salvamare l’Italia può rendere protagonisti del cambiamento anche gli stessi pescatori, custodi del mare: ci auguriamo che presto vengano emanati i decreti attuativi che la rendano operativa», dichiara il segretario generale di PlasticFree che conclude: «Le nostre azioni concrete sul territorio acquisiscono ancora più forza quando sono affiancate dalle istituzioni e, soprattutto, quando ci viene data la possibilità di fare proposte per creare o migliorare leggi. Le nostre proposte hanno differenti oggetti ma un comune divisore: la salvaguardia dell’ambiente. Continueremo ad affiancare le istituzioni fino al raggiungimento del risultato finale a beneficio del nostro Paese e del nostro Pianeta».
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