Il Tirreno

Il personaggio

Carlo, una Guinness insieme a Bono: un lucchese nel film sugli U2

di Lorenzo Mei
Carlo Puddu insieme a Bono
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Carlo Puddu insieme a Bono

A rendere possibile l’incontro è stato il musicista irlandese Glen Hansard: Carlo Puddu appare nel documentario sulla band disponibile su Disney+

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LUCCA. Chissà se qualche lucchese, guardando il recente documentario “A sort of homecoming with David Letterman”, dedicato agli U2 e disponibile su Disney+, a un certo punto avrà sgranato gli occhi riconoscendo una faccia già vista.

La seconda parte del film, diretto dal premio Oscar Morgan Neville e prodotto da Ron Howard, si svolge in un pub dove Bono e The Edge passano una serata a bere e cantare con un gruppo di musicisti irlandesi. Quando gli U2 entrano nel locale viene inquadrato il bancone, e a quel punto, proprio accanto a Letterman, si vede un volto che molti a Lucca conoscono, quello di Carlo Puddu, anche lui musicista, dipendente comunale, storica guida turistica e direttore di Liberation Route Italia, l’associazione che ricorda luoghi ed eventi della Resistenza. Più avanti addirittura Bono sembra fare il suo nome durante una specie di brindisi, e più volte Puddu appare mentre canta insieme a una compagnia zeppa di personaggi come il fotografo e regista Anton Corbijn. Per spiegare perché un lucchese è finito in un documentario su un gruppo che ha segnato la storia del rock, bisogna fare un passo indietro, e fare il nome di chi ha voluto Puddu a Dublino: Glen Hansard, un altro musicista irlandese che con la città ha da anni un rapporto particolare.

«La storia tra Glen e Lucca – racconta Carlo Puddu – è quasi troppo incredibile per essere vera. L’inizio risale al luglio del 2014, e a un momento magico capitato davanti al negozio di dischi Sky Stone & Songs, che prima di trasferirsi in via Veneto era in piazza Napoleone. René Bassani e Carla Vannucci, i titolari, erano da anni grandi fan di Glen Hansard, e cullavano il sogno di organizzare un suo concerto a Lucca, senza averci ancora provato. Durante un live di Nile Rodgers al Summer Festival a un certo punto Hansard, che era in vacanza in zona, si materializzò proprio di fronte al negozio, venne invitato a entrare e nacque subito una simpatia spontanea con noi che eravamo lì, tanto che due giorni dopo organizzammo un concerto privato in una ex tipografia, in centro». Proprio in quei giorni Carlo Puddu raccontò ad Hansard che uno degli eventi che avevano cambiato la sua vita di appassionato di musica era stato un concerto degli U2 a Modena, nel 1987. Glen rispose che quel tour era stato un’epifania anche per lui, e i due fecero amicizia.

Passano gli anni, Hansard torna a Lucca altre due volte, partecipa a due eventi pubblici, nel 2015 la presentazione al Comics di un vinile con due sue canzoni e fumetto allegato pubblicato proprio dallo Sky Stone per beneficenza, e nel 2021 al Festival della contemporaneità sotto le mura, cantando nove canzoni dopo un incontro dedicato a Bob Dylan. Naturalmente in entrambe le occasioni ci sono stati due nuovi concerti segreti, sempre gratuiti, sempre per amicizia. Arriviamo quasi ai giorni nostri e nel dicembre 2022 Puddu riceve una chiamata da Glen Hansard. «Mi chiede se ho impegni per il 14 e 15 dicembre, e alla mia risposta negativa mi dice di tenermi libero, perché mi vuol far conoscere Bono e The Edge. Mi spiega che si ricorda quella confidenza che gli avevo fatto sul concerto dell’87, e che vuole farmi un regalo. Così pochi giorni dopo mi ritrovo in una specie di sogno, partecipando a due eventi che compaiono nel film. Il primo è un concerto acustico di Bono, The Edge, Glen Hansard e altri musicisti all’Ambassador Theatre, e il secondo, ancora più pazzesco, è una serata al pub, in parte ripresa dalle telecamere, con gli stessi protagonisti. Quando sono entrato ho visto su uno sgabello il mio nome e su quello accanto le iniziali DL, quelle di Letterman. Per due ore tutta la compagnia ha brindato, suonato e cantato ripresa dalle telecamere. Poi, spenta l’attrezzatura, siamo rimasti lì altre quattro ore a chiacchierare, cantare e bere».

E qui si può dire che i sogni di un fan degli U2 si sono avverati: «Ero a un tavolino con Imelda May, una musicista irlandese, ed è arrivato Bono, si è seduto con noi e mi ha chiesto se volevo una Guinness, che naturalmente ho accettato. Poco dopo mi sono ritrovato a parlare di Lucca con Anton Corbijn, che la conosceva perché era stato al Film Festival, e si è avvicinato The Edge. Corbijn me l’ha presentato e abbiamo continuato a parlare della zona: il chitarrista degli U2 non è mai stato in città, ma nei dintorni sì, e mi ha raccontato della Locanda di Sesto a Sesto di Moriano, dove aveva mangiato».

Il 1° luglio Glen Hansard suonerà a Peccioli al Festival 11 lune, e nella band ci sarà anche Piero Perelli, batterista lucchese conosciuto proprio in uno dei concerti segreti, che è diventato un suo collaboratore, tanto da partecipare al prossimo tour americano. Molto probabilmente anche stavolta Glen passerà da Lucca, che ormai per lui sembra una specie di posto del cuore, ma anche un ritiro dove scrivere canzoni.
 

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