Il Tirreno

La Toscana da scoprire

Talamone: mare e silenzio. Quando in epoca etrusca era una potenza

di Stefano Adami
Talamone: mare e silenzio. Quando in epoca etrusca era una potenza

Nel borgo si fugge dai clamori quotidiani tuffandosi in panorami di rara bellezza

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Il viaggiatore che attraversa questa nostra Toscana dell’anima che qui raccontiamo, raggiunge l’antico abitato di Talamone seguendo una strada serena, calma, che costeggia le acque e le lunghe pianure verdissime del Parco dell’Uccellina, tesoro verde della Maremma. Pianure che sono ogni tanto punteggiate da macchie di alberi ed animali che l’abitano, dalle lunghe ombre delle vacche maremmane e degli aironi che scrutano gli orizzonti in sentinella.

Lunghe pianure punteggiate anche da vecchi edifici, una piccola pieve con una sorta di antiporta e di minuscoli portici, un piccolo cimitero di paese che ricorda un po’ Edgar Lee Masters. E che si annuncia allo sguardo del viaggiatore curioso con la strana costruzione del Mausoleo Vivarelli, che sembra un torrione d’Oriente, e pare alzarsi al cielo come una grande fiamma, con ampi intarsi in pietra attraverso cui passano le infinite luci del giorno, della mattina e della sera.

Seguire il silenzioso percorso che arriva al paese ed al porto di Talamone, crea una strana sensazione, nel momento in cui ci si allontana sempre di più dal violento clamore del mondo. Il paese, infatti, si annuncia subito al viaggiatore con la nota inconfondibile del suo grande silenzio. Un grande silenzio, che cura, e che è dovuto di certo ai flutti, al porto che ci si trova davanti appena arrivati. Il mare, infatti, in questo piacevole golfo perfetto che adesso osserviamo, assorbe tutto, assorbe ogni rumore, ogni violenza. Con tutto quello che succede là fuori, con tutto l’assurdo clangore del mondo, Talamone ci promette sempre il sereno, l’oblio. Possiamo infatti passeggiare a lungo seguendo le banchine del porto, osservando gli infiniti colori delle correnti, ascoltando la loro profonda poesia.

Nel terzo secolo avanti Cristo, Talamone già recitava l’imponente poema della sua storia, e del suo rilievo, in qualità di potente città di mare della nazione etrusca. Il nome infatti deriva proprio dalla risonante parola etrusca Tlamun, che ebbe poi anche versioni in greco ed in latino, perché ormai la città era diventata un luogo d’incontro per tutte le culture del mare d’età antica. Era un porto talmente fortunato, per la sua perfetta posizione geografica. I latini poi la conquistarono, e la romanizzarono in modo capillare, distruggendo, purtroppo, ogni vestigia della cultura etrusca.

La passeggiata nel borgo è oggi particolarmente gustosa, ed offre numerosi luoghi da osservare in profondità e da attraversare. Uno di essi è certo l’imponente Rocca Aldobrandesca, che si vede già da molto lontano e che è ormai uno degli emblemi di Talamone. Costruita a metà del tredicesimo secolo, per la difesa dall’abitato, fu nel corso del tempo distrutta da alcune nere incursioni dei pirati. Uno dei momenti importanti nella storia della Rocca è quando servì da punto di raccolta per tutti i volontari che vi si trovarono per raggiungere Garibaldi quando sostò proprio a Talamone nel corso della sua spedizione dei Mille. Fu da qui, infatti, che partì la famosa Divisione Zambianchi, che volle sconfinare nei vicini terreni dello Stato pontificio, e che sparò alcuni colpi contro gli uomini dell’esercito papalino. E in una piccola piazza del paese c’è ancora un monumento dedicato proprio a Garibaldi ed alla sua permanenza nel luogo.

Il viaggiatore può poi seguire l’intero perimetro delle mura che cingono e difendono il paese, ed osservare dai vari saliscendi l’immenso colpo d’occhio sul mare, che si apre spesso su belle cadute di roccia che sembrano tuffarsi tra i flutti cristallini. Come accade, per esempio, al Bagno delle Belle Donne. Sono percorsi e panorami che l’osservatore non si stanca mai di attraversare con lo sguardo e con il cuore.

Il paese poi, tra le sue mura, ci offre anche numerosi edifici religiosi, come la Chiesa di Santa Maria Assunta, inizialmente risalente alla metà del 1300, ma distrutta dai bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale, e completamente ricostruita a fine del conflitto. Nel paese è possibile anche trovare un Acquario, che raccoglie esemplari di specie che abitano le lagune di queste zone. Dante stesso ha nominato l’abitato di Talamone, il suo porto e la sua grande attività come porto militare e civile, nel tredicesimo canto del Purgatorio. Ma quello che resta a noi, che l’attraversiamo, è la sua silenziosa bellezza, e la sua profondità.
 

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