Sicurezza
Viaggio nella mostra che l’Europa invidia
In esposizione i “nostri” artisti del Rinascimento e la pluralità dei linguaggi della Pianura Padana
Al centro dei rinnovati spazi espositivi dalle pareti sui toni del bordeaux di palazzo dei Diamanti ci sono sì le opere Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa ma anche la pluralità dei linguaggi che attraversano la Pianura Padana intorno alla metà del XV secolo e che sono proprio evocati nella prima sezione dell’esposizione che inaugura oggi. Fin dal 1443 Donatello è attivo a Padova e il suo magistero è portato a Ferrara da Niccolò Baroncelli e Domenico di Paris, autori delle statue bronzee dell’altare della Cattedrale che ne riflettono lo stile rivoluzionario. La grande Crocifissione di Vicino da Ferrara, concessa dal Musée des arts décoratifs francese, dichiara l’impressione che questa impresa ebbe sugli artisti locali. Non mancano Mantegna (che fu a Ferrara nel 1449, chiamato da Lionello d’Este), Giovanni Bellini e Marco Zoppo, a illustrare le diverse declinazioni dell’idioma squarcionesco i cui echi risuonano nella produzione cittadina.
Il giovane de’ Roberti
È nella decorazione del Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia, eseguita tra il 1469 e il 1470, che esordisce il giovane Ercole de’ Roberti, e da qui idealmente prende avvio la mostra. Per ricreare il clima di Schifanoia saranno infatti presentate ai visitatori opere di Cosmè Tura (la personalità dominante del periodo, che parte della critica considera il regista dell’impresa), del cosiddetto Maestro dagli occhi spalancati (anch’egli attivo nel salone, ma esponente di una cultura più arcaica) e di Gherardo da Vicenza, nella bottega del quale Ercole è documentato nel 1467. La terza sala racconta della “fuga” di Ercole de’ Roberti al seguito di Francesco del Cossa (conosciuto sui ponteggi di Schifanoia) a Bologna. I due pittori, insieme, realizzano il polittico per Floriano Griffoni nella chiesa di San Petronio: saranno in mostra gli scomparti eseguiti da Ercole, provenienti da importanti raccolte pubbliche; tra essi spicca la predella della Pinacoteca Vaticana, un microcosmo animato da un’infinità di figure sparse tra architetture e paesaggi immaginifici. Una delle principali sezioni della mostra (oltre venti opere) è quella dedicata alla prima maturità di Ercole de’ Roberti: i ritratti di Giovanni II Bentivoglio e della moglie Ginevra Sforza, provenienti da Washington, testimoniano il rapporto che molto presto Ercole allaccia con i signori di Bologna. Risalgono a questo periodo la Pala Portuense, il solo dipinto di Ercole che disponga di una cronologia documentata (1481), e la predella per la chiesa bolognese di San Giovanni in Monte, alla quale si collega un disegno degli Uffizi, presente in mostra, unica prova grafica certa dell’autore. Ercole de’ Roberti trascorre gli ultimi dieci anni della sua vita a Ferrara: di questo periodo rimangono la serie di pannelli raffiguranti celebri personaggi femminili della storia antica (come la Porzia di Fort Worth, in Texas, che compare nel manifesto della mostra). Conviene altresì citare, tra le opere più notevoli in mostra, la preziosa Madonna con il Bambino della Gemäldegalerie di Berlino, e le quattro tavole della National Gallery di Londra, che per la prima volta lasciano tutte assieme il museo inglese. L’ultima impresa di Ercole, mai portata a termine, è il monumento equestre del duca, che sarebbe dovuto sorgere al centro dell’attuale piazza Ariostea: ne rimane il basamento scolpito su suo disegno, a dimostrazione di un’abilità tecnica non limitata alla sola pittura. La scomparsa di Ercole, nel maggio del 1496, cade in un periodo di grandi cambiamenti nel panorama artistico dell’Italia settentrionale. A Milano l’esperienza di Leonardo sta giungendo alle sue estreme conseguenze, a Cremona approda una pala di Perugino di impianto semplice, a Bologna si sta affermando la formula protoclassica di Francesco Francia. Per sostituire Ercole, a Ferrara viene chiamato il cremonese Boccaccio Boccaccino, interprete di una pittura dolce e soave, che tuttavia vi rimane tre anni. La pluralità di registri espressivi in auge a Ferrara a cavallo dei secoli è ripercorsa in questa sezione, che accosta opere di artisti molto diversi tra loro, ma tutti operanti in un medesimo tempo e nello stesso luogo: Francesco Marmitta, l’ancora misterioso Maestro della Dormitio Virginis Massari, Michele Coltellini e Giovanni Francesco Maineri, ultimo interprete dello stile di Ercole
Lorenzo Costa
Ci sono poi le sezioni su Lorenzo Costa, il vero erede di Ercole de’ Roberti. In mostra sono riuniti per la prima volta quattro pannelli della serie delle Storie degli Argonauti, sulla quale la critica ha tanto dibattuto, oscillando tra i nomi di Lorenzo e dello stesso Ercole. Si potrà poi ammirare la Natività del Musée des Beaux-Arts di Lione, e pale d’altare degli anni Novanta del Quattrocento. Il più classicheggiante Lorenzo Costa si potrà ammirare la Sacra Famiglia dal Museo di Toledo in Ohio; mentre per documentare il periodo mantovano, finora meno frequentato dagli studi, interverranno la Santa Veronica del Louvre, il Ritratto di cardinale del Minneapolis Institute of Art (che torna in Italia dopo 200 anni), sino all’ultima opera nota, la Madonna e santi della chiesa di Sant’Andrea a Mantova, datata 1525.
Il Lorenzo Costa di Mantova si trova nella penultima sala (la 13) con opere come la Veronica, del 1508 (Olio su tavola, cm 65 x 54 Parigi, Musée du Louvre, Département des peintures); Venere (1505-10 Olio su tavola, cm 156 x 65 Collezione privata); Cristo portacroce, 1515-18 (Olio su tavola, cm 52 x 48 Bergamo, Sant’Alessandro della Croce); Figura femminile con cornucopia (Allegoria dell’Abbondanza?) del 1515 circa (Olio su tavola, cm 37 x 27,5 Parigi, collezione privata); Cleopatra (c. 1515-20 Olio su tavola, cm 54,5 x 41,8 Modena, Galleria Estense); San Giovanni Battista (c. 1520-25 Olio su tela, cm 144,5 x 106 Porto Ercole, Sant’Erasmo e San Paolo della Croce, Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello); Angelo annunciante (c. 1520 Olio su tavola, cm 15 x 15,5 Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini); Vergine annunciata (c. 1520 Olio su tavola, cm 16 x 16,5 Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini); San Francesco che riceve le stimmate (c. 1520 Olio su tavola, cm 15,5 x 16 Parigi, collezione privata, courtesy Canova Fine Art Ltd, Londra); San Girolamo penitente (c. 1520 Olio su tavola, cm 15,5 x 16 Parigi, collezione privata, courtesy Canova Fine Art Ltd, Londra); Madonna col Bambino in trono fra i santi Sebastiano, Silvestro, Paolo, Agostino, Elisabetta, Giovannino e Rocco (1525 Olio su tela, cm 267 x 245 Mantova, Basilica di Sant’Andrea apostolo); Madonna col Bambino (c. 1530 Olio su tela, cm 44,5 x 35 Collezioni d’Arte del Comune di Parma, Pinacoteca Stuard – Musei Civici di San Paolo).
Fine mostra
L’ultima sala è dedicata alla “fortuna di Ercole de’ Roberti”: Francesco Carboni detto Carboncino da Ercole de’ Roberti (Due frammenti di Crocifissione, c. 1610 Tempera e olio su tela, rispettivamente cm 225 x 178 e cm 225 x 154 Bologna, Pinacoteca Nazionale, in deposito nella sacrestia della Cattedrale di San Pietro); Pittore bolognese (?) da Ercole de’ Roberti (Frammento di Dormitio Virginis, inizio XVII secolo Olio su tela, cm 256 x 203 Parigi, Musée du Louvre, Département des peintures); Epigono dello stile ferrarese della fine del XV secolo Pittore moderno, 1930-1940 (?) già attribuito a Francesco Marmitta (Madonna col Bambino Olio su tavola, cm 58,5 x 45,8 Cremona, Pinacoteca Ala Ponzone, deposito Fondazione Walter Stauffer, 1975). Fra le curiosità si segnala la dimensione particolare dell’opera di Ercole de’ Roberti I miracoli di san Vincenzo Ferrer, 1470-73 Tempera su tavola, cm 30 x 215 Città del Vaticano, Musei Vaticani.
INFORMAZIONI UTILI
Orari e biglietti
Il prezzo intero è di 15 euro, sale aperte anche per Pasqua
La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 20 (la biglietteria chiude 45 minuti prima). È aperta anche a Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno. Aperture serali straordinarie: 8 marzo, 9 e 30 aprile, 17 e 19 maggio, 2 giugno fino alle 22.30. La biglietteria di Palazzo dei Diamanti è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19.15, durante il periodo di apertura della mostra. È possibile acquistare il biglietto presso la biglietteria il giorno stesso della visita, ma è consigliato l’acquisto del biglietto online che garantisce l’accesso diretto alla mostra, riducendo il tempo di attesa. Il costo della prevendita è di 1 euro (scuole escluse). Biglietto intero 15 euro, Ridotto 12 euro (dai 6 ai 18 anni compresi, visitatori con invalidità inferiore al 67%, over 65, studenti universitari dal martedì alla domenica e festivi).
Le agevolazioni
Tagliando scontato per gli under 27, biglietto con Pinacoteca: 17 euro
Queste le agevolazioni: Gruppi 12 euro (minimo 15 persone, massimo 25, prenotazioni allo 0532 –244949) Categorie convenzionate 12 euro (Alatel Seniores Telecom, Arci, Auser, Bper, Card Cultura, Coop Alleanza, Ente Palio, FAI, Ferrara Expo, ICOM, Ikea, Italo, Manifattura Berluti, Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, Museo di Casa Romei, MyFE Card, Pinacoteca Nazionale di Ferrara, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Touring Club, Tper)Family 10 euro (due adulti con uno o più bambini dai 6 ai 14 anni). Si può acquistare un biglietto unico a 17 euro per visitare la mostra e la Pinacoteca.
Speciale giovani 9 euro. Tariffa valida tutti i lunedì (festivi esclusi) per i visitatori fino ai 26 anni compiuti e per gli studenti universitari (acquistabile solo in biglietteria).
Come arrivare
In auto, treno, autobus o aereo. Ecco alcuni consigli pratici per raggiungere corso Ercole I d’Este
Alcuni suggerimenti pratici su come arrivare alla esposizione di Palazzo dei Diamanti, a Ferrara in corso Ercole I d’Este:
Auto: A13 Bo-Pd, uscita Ferrara Nord e Ferrara Sud.
Treno: Trenitalia, Venezia-Firenze-Roma Milano-Bologna/Bologna-Ferrara; Italo, Venezia-Salerno; Trasporto passeggeri Emilia-Romagna (Tper), Mantova-Ferrara-Codigoro.
Bus: autobus 3 dalla Stazione FS per Palazzo dei Diamanti, autobus 4 da Palazzo dei Diamanti per la Stazione FS, telefono 0532– 599.490.
Aereo: Bologna | Aeroporto Marconi, 051– 647.96.15; Get a Ride! Collegamenti aeroporto di Bologna e centro storico di Ferrara.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
