Lutto
Scopriamo le app che ci aiutano a non sprecare cibo
Con un click si può risparmiare, riciclare ed evitare un enorme sperpero di risorse
Nel mondo sprechiamo oltre un terzo del cibo prodotto, di cui l’80% sarebbe riutilizzabile. L’Italiano getta in pattumiera oltre 595 grammi pro capite a settimana di alimenti, oltre 2 chili al mese, in prevalenza frutta, verdure, pane. Ce lo dice l’indagine di Waste Watcher International Observatory on Food & Sustainability promossa dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market con il monitoraggio di Ipsos.
Indagine che in estate ha registrato un ulteriore incremento a 674 grammi per un costo annuale di più di 9 miliardi di euro. Cifre a cui vanno aggiunti i 6,4 miliardi associati all’energia utilizzata per produrre quegli alimenti, all’acqua e alle altre risorse che intervengono nel processo. Perché un alimento gettato non è uno spreco solo in se stesso, bensì anche per la terra in cui è stato prodotto perché è stata inutilmente sfruttata, per l’acqua impiegata, i fertilizzanti. Fino a raggiungere una spesa evaporata nel niente che complessivamente ci costa 15,6 miliardi l’anno. Senza contare le emissioni di gas serra, l’8% delle quali è imputabili al cibo buttato in pattumiera. A dimostrazione che tutti noi, anche con l’impercettibile gesto di accortezza nel preservare uno scampolo di vita in più a un alimento, compie un’azione di ben più ampia ricaduta.
Li chiamano waste warriors. E si fa lotta allo spreco alimentare anche con l’aiuto di alcune app, scaricabili gratuitamente sul cellulare, attraverso cui è possibile aggiudicarsi dolcetti, pane, frutta invenduta a fine giornata che se non trovasse una busta della spesa in cui cadere, rischierebbe di finire al macero. Too Good To Go è decisamente la più gettonata, primo premio ai Tech5 Awards tre anni fa, nata in Danimarca nel 2016, è la numero uno in Italia dove è sbarcata nel 2019. Attiva in 15 paesi europei, negli Usa e in Canada, conta 64 milioni di utenti, 6 milioni e mezzo dei quali italiani in prevalenza fra i 20 e i 30 anni, in oltre 600 comuni per 20mila esercizi commerciali aderenti. Intuitiva da utilizzare, localizza i negozi aderenti che a fine giornata (o mattinata) cedono a un prezzo stracciatissimo la loro merce nelle nostre vicinanze. Si paga con la carta di credito e poi si ritira nella fascia oraria indicata. Dal primo osservatorio realizzato da Too Good To Go tre anni fa, 9 italiani su 10 riconoscono che il cibo gettato è un problema ambientale, tuttavia l’86% ammette lo spreco, il 70% di loro compra alimenti in eccesso e oltre la metà si vergogna a portare a casa gli avanzi dal ristorante.
«L’ostacolo più grande nella lotta agli sprechi alimentari continua ad essere quello sociale e culturale – si legge sul sito di Too Good To Go – nonostante la ormai larga disponibilità dei ristoranti ad offrire doggy bag o altre soluzioni». Ma sempre il medesimo sondaggio fatto in collaborazione con Al.ta Cucina, ha mostrato che l’81% degli utenti interpellati ha confermato l’interesse a comprare l’invenduto della giornata di negozi e ristoranti ad un prezzo conveniente prima che si perda nell’oblio.
C’è poi Eco Food Prime, ideata nel 2019 da due ragazzi siciliani, permette ai consumatori di accedere a prezzi vantaggiosi a prodotti freschi invenduti, ma anche di condividerli con associazioni o persone che potrebbero averne bisogno attraverso il “frigo virtuale”.
Le altre si chiamano Phenix, creata in Francia nel 2014, in Italia diffusa solo al nord dallo scorso settembre, per cui ci aspettiamo che sbarchi presto anche in Toscana. E poi My Foody che contiene le segnalazioni dei supermercati vicini con prodotti in scadenza e ceduti a meno della metà del prezzo. Curiosando sono molte, più o meno radicate sul territorio.
Regusto è invece una piattaforma umbra che dal 2016 collega imprese, produttori, grande distribuzione ed enti no-profit per smaltire stock di prodotto invenduto attraverso donazioni o a prezzi scontati. Tra gli strumenti: la spesa sospesa, un progetto di economia circolare nato durante la pandemia per aiutare chi si trova in difficoltà e insieme contrastare lo spreco. “Best performer” dell’economia circolare 2022 di Confindustria, ogni mese vede transitare 120 tonnellate di beni alimentari e non, per un totale di quasi 3 milioni di kg di prodotti recuperati, tradotti in oltre 4 milioni di pasti distribuiti, quasi 4 milioni di kg di anidride carbonica evitata e quasi 10 milioni di metri cubi di acqua risparmiata. In Toscana è collegata ad oltre 20 enti no profit ed oltre 20 aziende food e non. Fra queste c’è Sammontana che nel corso del 2022 ha donato al Banco Alimentare prodotti surgelati per oltre 15 tonnellate con un impatto positivo a livello sociale e ambientale che si è tradotto in oltre 30mila pasti ed oltre 50 tonnellate di anidride carbonica evitata grazie alla ridistribuzione dei prodotti donati che non sono entrati nel ciclo dei rifiuti. l
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