Il Tirreno

A Vetriano il teatro è una miniatura

di Stefano Adami
A Vetriano il teatro è una miniatura

Pescaglia, la minuscola sala da sogno realizzata dove prima c’era un fienile

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Un luogo che colpisce con forza la mente e resta nel cuore dell’osservatore in cammino in Toscana è certo il minuscolo teatro di Vetriano, uno dei più piccoli teatri del mondo. E a riguardarlo bene, il piccolo teatro sembra davvero una meravigliosa miniatura, che si allunga come uscendo dalle pagine di un manoscritto antico, dipinto con pazienza da fedeli copisti.

Il teatrino si apre infatti d’improvviso, e offre al viaggiatore una vista memorabile, che abbraccia la piccola platea, con le sue file di sedili soffici in rosso, che termina in un palco che, nella sua piccolezza, racconta l’intero mondo. E guardando verso il palco, seguendo le linee di fuga che si rincorrono per unirsi nel suo centro, il teatrino sembra ancora un vascello, stretto fra le sue minute linee di palchi che sembrano oscillare nell’aria, ed il tetto incurvato che confina con il cielo.

Eccolo qui, il teatrino di Vetriano, un luogo davvero di meraviglie. Già la sua storia, la vita di questo luogo incredibile, è a suo modo una meraviglia. Nel lontano 1889, un certo ingegner Virgilio Biagini lasciò alle cure dei cittadini del piccolo borgo di Vetriano un suo fienile, con l’impegno di ristrutturarlo e trasformarlo in un teatro. Secondo la storia, che qui sembra sconfinare nella leggenda, gli abitanti costituirono una apposita “società paesana” per l’edificazione del teatro. Società che riuscì a completarne la costruzione in un solo anno, ed aprirlo nel 1890.

L’ex fienile, adesso riadattato, misurava 71 metri quadrati, e presentava 60 posti in platea, mentre ne aveva disponibili altri 20 nei due ordini di balconate rialzate. In quella chiusura di secolo, offrendo cosi pochi posti al pubblico, il minuscolo teatrino di Vetriano non rappresentava un affare per nessuna compagnia teatrale, di nessuna parte del mondo. Quindi erano spesso gli stessi cittadini a mettervi in scena dei testi, anche di opere musicali, a volte rifacendosi a testi tradizionali, o creandone di appositi loro stessi.

Con il passare degli anni, il teatrino divenne famoso in tutta l’area circostante, per le opere messe in scena. Per le rappresentazioni, si narra che spesso il pubblico usasse portarsi addirittura la sedia da casa. Nel corso del ’900, però, purtroppo la società che i paesani avevano costituito per curare il teatro si sciolse, ed il piccolo edificio fu abbandonato a se stesso. Nel 1997, infine, toccò al Comune del vicino abitato di Pescaglia, ed al Fai, prendersi cura di questo minuscolo luogo. E oggi il viaggiatore può ammirare il piccolo teatro così come era negli anni della sua costruzione, a fine ’800. È possibile, per esempio, visitare anche i piccoli spazi dietro le quinte, ed i camerini con tutto il necessario per il trucco degli attori/paesani. Si può sostare ammirando anche il fondale dipinto del palcoscenico, con il sipario affrescato, restaurato grazie all’aiuto di artisti locali e non. Per dare nuova vita al piccolo teatro, inoltre, negli ultimi anni si è cercato di ospitarvi produzioni teatrali di richiamo, ed anche opere liriche. Il viaggiatore oggi può attraversare il piccolo spazio alla ricerca di quell’emozione unica che si deve provare assistendo ad uno spettacolo in un luogo così particolare.

Se poi il viaggiatore, finalmente, vuole uscire dal sogno per rientrare nella realtà, non ha che da uscire dalla piccola miniatura del teatro. Può così passeggiare lungo le vie del borgo di Vetriano. Nel piccolo abitato si può ammirare l’antica chiesa dei Santi Simone e Giuda, con i suo animali fantastici scolpiti nella pietra. Un altro borgo di grande fascino da attraversare è certo il vicino abitato di Pescaglia. Il borgo è immerso nel verde, ed è particolarmente ricco di angoli suggestivi da osservare. Molti di essi sono architetture religiose, come l’elaborata Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. O come la bella Pieve di San Giovanni Battista a Monsagrati, che risale al 1100.

Ma oltre i numerosi, importanti luoghi di culto, Pescaglia è anche famosa per la sua frazione nota come Celle del Puccini. Si tratta infatti dell’abitato da cui ebbe origine la famiglia del grande compositore. Puccini, grande amante della storia della sua Toscana e di quella della sua famiglia, riscoprì il piccolo borgo e la casa stessa dei suoi avi. Casa che oggi è un museo dedicato proprio al grande musicista e alle sue origini. E sembrano, queste, tutte storie messe in scena nel minuscolo teatrino di Vetriano.
 

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