Gioco
Il respiro della Terra, il Parco delle Biancane a Monterotondo fra soffioni e crateri di acqua bollente
I suggestivi panorami delle Colline Metallifere incastonati fra boschi e meravigliosi giochi di colori prodotti dalla natura
Vedere la terra respirare, vederla vivere, mentre in genere l’uomo la considera follemente un oggetto inanimato da usare in piena libertà, è sempre un’esperienza unica, potente, radicale. Un’esperienza che cambia ogni volta profondamente chi la vive. Ed è questa visione incredibile che promette al viaggiatore il Parco naturalistico delle Biancane, vicino a Monterotondo Marittimo, nella parte nord della provincia di Grosseto al confine con quella di Pisa.
Il luogo degli dei
Per gli antichi simili aree dove si verificavano importanti fenomeni geotermici, erano i luoghi in cui gli dei comunicavano con gli uomini, e davano segno tangibile, e terribile, della loro presenza. In tutta quest’area, infatti, si può assistere in varie forme a fuoriuscite di vapore caldo dal terreno, a soffioni, e ad altri interessanti fenomeni della vita profonda della terra. Dalle fratture nelle rocce, escono vapori che hanno la temperatura di almeno 100 gradi. I vapori interagiscono poi con le rocce calcaree creando incrostazioni di gesso, dal caratteristico colore chiaro. È per questo che l’intera area si chiama delle Biancane. In altre zone dell’area delle Biancane l’acqua termale rimane all’interno di vasche naturali, in alcuni crateri, detti lagoni. L’acqua è allora in perenne ebollizione. Sembra essere quasi vivente, ed ha una temperatura di 100-150 gradi. Questi siti erano già noti in epoca etrusca, quando, da una parte, venivano venerati come luoghi sacri. Dall’altra, i sacerdoti etruschi sapevano già come utilizzare l’acqua termale per curare alcune malattie della pelle, e per altre terapie depurative di organi interni. Inoltre, già in epoca antica, queste acque erano usate anche per la lavorazione del ferro, dei metalli e di altri materiali. Questo è infatti il motivo per cui uno dei lagoni presente nell’area si chiama Lagone cerchiaio: le sue acque erano infatti utilizzate per lavorare meglio i metalli che avrebbero costituito i cerchi delle botti.
I pozzi geotermici
Passeggiare in tutta l’area è in realtà un’esperienza unica. Perché in essa si vedono uniti i panorami tipici dell’alta collina, con i boschi e i grandi alberi a chioma che si alzano possenti verso l’infinito, e le grandi aperture della roccia che mostrano le crepe bianchissime, e fanno sentire il profondo respiro della terra. Altri punti importanti dell’area delle Biancane da osservare sono i vari pozzi geotermici. Si tratta di interessanti strutture industriali che furono edificate nell’area ormai più di un secolo fa. I pozzi geotermici erano stati disegnati già all’inizio del secolo scorso per imbrigliare l’energia dei soffioni geotermici, e per trasformare la loro potenza in energia sfruttabile dall’uomo. Ancora oggi, infatti, le strutture di tali pozzi inviano direttamente il vapore a delle apposite turbine che lo trasformano in energia elettrica. Una volta sfruttata la forza del vapore, l’acqua che ne resta viene raffreddata e di nuovo reimmessa sotto terra. Già nel 1918 i vari pozzi geotermici di quest’area erano collegati ad una centrale elettrica di ampie dimensioni produttive, che è stata poi ulteriormente modernizzata nel 2002. Il cammino nel parco delle Biancane, dunque, passa dall’esperienza della meraviglia per la vita nascosta, interiore della terra, per il modo in cui gli antichi la interpretarono, e per come oggi quelle forze sono sfruttate per le necessità del quotidiano.
Il borgo di Fucini
Una volta attraversato il parco, il viaggiatore può sostare anche presso il vicino borgo di Monterotondo Marittimo. Che è uno dei borghi importanti delle colline metallifere della Maremma toscana. Il borgo, immerso in un territorio verdissimo, nacque in età medievale come abitato collegato all’abbazia pisana di Monteverdi Marittimo. In seguito, durante il 1200, il borgo di Monterotondo passò poi sotto il controllo della potente città di Massa Marittima. Che lo tenne fino alla seconda metà del ’300, quando divenne di proprietà di Siena, per poi passare sotto il Granducato di Toscana nel 1500. Numerosi sono gli edifici religiosi che si possono visitare passeggiando lungo le vie centrali di Monterotondo. Ma, durante la passeggiata, vale la pena anche di pensare allo scrittore Renato Fucini, che proprio tra le vie di questo antico borgo vide la sua nascita, nel 1843. È dunque la sua grande ombra che ci accompagna lungo le vie silenziose di Monterotondo.
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