Il Tirreno

Vetrina Toscana

Experience Maremma per scoprire i luoghi e le bontà della tavola

di Irene Arquint
Experience Maremma per scoprire i luoghi e le bontà della tavola

Itinerari nelle zone più suggestive del territorio ed i piatti della tradizione nei locali aderenti

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Si dice che nessuno più di chi lo viva, sia l’anfitrione perfetto per svelare i segreti e le curiosità di un luogo. Regola aurea anche per la Maremma, in cui Confcommercio Grosseto sta realizzando una serie di itinerari attraverso le bellezze della provincia. Per ora quattro, prenotabili da un catalogo pubblicato sul sito della rete delle imprese grossetane, ma dato che la prima uscita a Roccalbegna nell’ultima domenica di novembre, ha registrato il tutto esaurito, il numero crescerà.

Anche perché la Maremma è ricca non solo di luoghi d’interesse quanto di prodotti nati da una tradizione gastronomica molto generosa. Se infatti è vero che anche la tavola è cultura, ogni percorso culminerà in uno dei ristoranti aderenti a Vetrina Toscana, il progetto di Regione e Unioncamere Toscana dedicato ai ristoranti e alle botteghe alimentari sostenitrici delle produzioni locali. Qui, rilassati e affamati, i partecipanti degusteranno i piatti della memoria e le bontà a filiera corta. Per prenotarsi basterà un semplice clic sul sito di Confcommercio Grosseto, scegliendo per ora fra: Roccalbegna e il monte Labbro, le città del tufo, le Colline Metallifere, i borghi dell’Amiata. Quattro idee che fondono insieme bellezze paesaggistiche, storiche ed eccellenze gastronomiche.

I gruppi di visitatori di "Experience Maremma food and wine, what else?" troveranno ciceroni di tutto rispetto nelle guide professioniste associate ConfGuide Confcommercio Grosseto che, più volte all’anno, al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti, si metteranno in moto.

Così potremo optare per l’affascinante paese dell’entroterra maremmano, Roccalbegna, con la visita alla chiesa dei SS. Pietro e Paolo dove si trova il piccolo museo dell’oratorio del Santissimo Crocifisso, custode di opere d’arte di grande valore, tra cui il polittico di Ambrogio Lorenzetti e il crocifisso di Goro Di Gregorio. In via del tutto eccezionale verrà riaperto il piccolo museo della Focarazza nella frazione di Santa Caterina, all’interno di un’ex fucina, a documentare le ritualità legate al fuoco e all’albero. Occasione perfetta per carpire notizie sulla Focarazza, uno dei riti più antichi e suggestivi del monte Amiata, legato al martirio di Santa Caterina d’Alessandria, patrona del paese.

Prima destinazione delle colline Matellifere, sarà invece Montieri. In questa opzione la guida partirà dal borgo medioevale minerario sfiorando la via delle fonderie, la zecca del vescovo di Volterra, le case torri signorili, la chiesa di San Paolo e Michele, il Cassero, un’ex miniera d’argento. La sosta alla chiesa di San Giacomo Apostolo, sarà la scusa per ascoltare la storia di Giacomo Papocchi, accusato di furto di argento nel XIII secolo e condannato all’amputazione della mano destra (con cui aveva rubato) e del piede sinistro (perché aveva tentato di scappare). Dopo la conversione, decise per penitenza di essere murato vivo in una cella adiacente alla Chiesa. La bella passeggiata nel bosco, condurrà quindi alla Canonica di San Niccolò, luogo misterioso e ricco di fascino, unica chiesa in Italia a pianta esapetala.

Sovana e Pitigliano sono invece le città del tufo. La Rocca Aldobrandesca, la chiesa di Santa Maria e la Cattedrale (con le reliquie di San Massimiliano conservate all’interno della cripta) , sono alcuni dei gioielli del primo centro storico, da cui il gruppo si sposterà verso Pitigliano incrociando una via cava etrusca. Infine, raggiunto il centro storico di Pitigliano, sarà d’obbligo un passaggio al Ghetto ebraico per ammirare la facciata della Sinagoga, il quartiere di Capisotto fino a raggiungere la Cattedrale intitolata ai Santi Pietro e Paolo, con i quadri sulla storia di papa Gregorio VII ad opera di Pietro Aldi.

Il borgo medioevale di Arcidosso, è invece uno dei più suggestivi e caratteristici dell’Amiata, con il Castello Aldobrandesco, il museo del Medioevo e quelli delle Armi, di Davide Lazzeretti, di arte e cultura orientale. Una visita tutta culturale che toccherà il museo etnografico "La casa dei Secchi e dei Triachi", generosa raccolta di attrezzi, oggetti ed immagini che raccontano la vita in zona fra l’800 e il’900. Ed ancora: il museo della Filarmonica nata nel 1824 ed ancora attiva, e la galleria Artereastra che accoglie l’intera opera psicodidattica di Maurizio Pizzetti. 

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