Il Tirreno

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Valdarno di Sopra Doc internazionale

di Simona Bizzarri (Ais Toscana)
Valdarno di Sopra Doc internazionale

È la Tenuta Setteponti ad aver aperto le porte del mondo a questo territorio

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La denominazione Valdarno di Sopra, che è compresa tra Arezzo e i colli fiorentini, è relativamente giovane ma in realtà ha una storia antica. Insieme a Chianti, Pomino e Carmignano era citata nel famoso bando di Cosimo III de’ Medici del 1716 che indicava le zone più vocate per la produzione di vini di qualità. Il territorio beneficia della protezione degli Appennini che, oltre a favorire le escursioni termiche, rendono il clima temperato e freddo d’inverno e mediterraneo in estate, consentendo una maturazione ottimale delle uve.

Nel corso dei secoli i vini prodotti nella zona erano stati legati alla denominazione Chianti Colli aretini che risultava riduttiva rispetto alla complessità delle produzioni locali. Accanto al sangiovese erano stati introdotti vitigni internazionali che avevano dato origine a “Supertuscan” di fama. Il Valdarno ha trovato giustizia con il riconoscimento della Doc nel 2011.

Tante sono le produzioni di qualità ma l’azienda che ha aperto le porte del mondo al territorio è sicuramente Tenuta Setteponti. Nata per volontà del duca Amedeo d’Aosta, l’azienda viene acquisita negli anni ’50 da Alberto Moretti Cuseri ma il vero progetto vinicolo nasce con il figlio Antonio. Innamorato dei vini di Bordeaux, negli anni ’90 dà vita ad Oreno, un blend di uve bordolesi che trovano in questo angolo di Toscana un terroir che esalta le loro caratteristiche e che ha ricevuto i più alti riconoscimenti a livello internazionale. Ma non poteva mancare un vino che fosse espressione pura del vitigno principe della denominazione: il sangiovese. L’ultimo nato dell’azienda, proviene da una vigna acquistata nel 1935 dal duca d’Aosta e che, nel 1936, con la proclamazione dell’impero, prende il nome, appunto di Vigna dell’Impero. L’omonimo vino ha visto la sua prima vendemmia nel 2012 e si lega in maniera indissolubile con la tradizione: vigna vecchia, terreno ghiaioso, terrazzamenti con muretti a secco, macerazioni lunghe e invecchiamento in botti grandi ne fanno un prodotto che esprime tutta l’eleganza e la longevità del sangiovese nelle zone d’elezione.

La conduzione del vigneto è rigorosamente biologica in linea con la battaglia intrapresa dalla Doc Valdarno di Sopra per diventare la prima Doc totalmente biologica d’Italia.
 

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