Gioco
Le sale cinematografiche tornano alla vita con la carica dei cinefumetti
In sala “Wakanda forever” e il nuovo Diabolik funzionano. Idee, sorrisi e commozione con “Il principe di Roma”
Il cinema agonizzante riceve una trasfusione di sangue dal fumetto. Dopo il successo di “Black Adam” targato DC, il nuovo “Black Panther” della Marvel, nei primi giorni di programmazione, ha incassato addirittura di più. La risposta nostrana è “Diabolik”, un fumetto così vintage da avere compiuto sessant’anni e quindi destinato a rivolgersi a un pubblico più attempato rispetto a quello dei ragazzi fan dei supereroi. A rimpolpare la truppa italiana in cerca di spettatori, escono due opere anomale, lontane dallo standard delle commedie usuali, che sarebbe un peccato snobbare.
Wakanda forever
Di Ryan Coogler con Letitia Wright, Angela Bassett, Damai Gurira. Usa.
Anche i super eroi piangono. La Marvel elabora il lutto per la scomparsa di Chadwick Boseman, l’interprete di Black Panther, con un’avventura più seria e dolente del solito. Bandita ogni ironia, reso sentito omaggio all’inizio e alla fine del film, Ryan Coogler dirige una storia tutta al femminile, nella quale l’eredità dell’eroe morto passa alla mamma e alla sorella, con l’aiuto di una studentessa prodigio. I rari maschi sono malvagi o inetti. Ne consegue la moderazione della violenza e il ripudio della vendetta, con un finale moralmente sacrosanto ma poco convincente dal punto di vista narrativo. La regia di nerbo garantisce uno spettacolo di qualità, che non deluderà i fan del genere, anche se la lunghezza eccessiva prevede ridondanze e zeppe che dilatano il ritmo. Effetti speciali di lusso e una protagonista, Letitia Wright, molto brava. Voto: 7
Ginko all’attacco!
Dei Manetti Bros, con Giacomo Gianniotti, Miriam Leone, Valerio Mastandrea. Italia.
Il secondo episodio delle avventure cinematografiche di Diabolik esalta i pregi e i limiti del primo film. Trasferendo sullo schermo l’albo numero 16 del giornalino, i Manetti perfezionano la tecnica del cinefumetto, raggiungendo un’aderenza all’atmosfera delle strisce e una fedeltà allo spirito delle sorelle Giussani da rasentare la perfezione filologica sia nell’impaginazione visiva che nei testi dei dialoghi. Così rischiano però di distaccarsi dalle regole del cinema, imbrigliando ritmo, recitazione e progressione narrativa in nome del culto di un’estetica fumettistica vintage. Strepitosi i titoli di testa con la musica di Diodato, fotografia, scenografie e costumi da Oscar. Sostituito Marinelli con Gianniotti, il risultato non cambia: il punto debole sta proprio nella difficoltà di trovare un Diabolik carismatico. Voto: 7
Il principe di Roma
Di Edoardo Falcone con Marco Giallini, Giulia Bevilacqua, Sergio Rubini. Italia.
A Edoardo Falcone bisogna riconoscere una vena felice e aggraziata, insolita rispetto ai consueti prodotti nostrani, incline a una spiritualità venata di ironia, arrangiata in chiave fiabesca. Dopo i riusciti “Se Dio vuole” e “Io sono Babbo Natale”, lo conferma questa storia in costume che, dietro la buccia da “Il marchese del Grillo”, nasconde una polpa alla Frank Capra. Dirigendo bene per la terza volta il protagonista Marco Giallini, Falcone trasporta “La vita è meravigliosa” nella Roma ottocentesca del papa re, miscelandola col “Canto di Natale” di Dickens. Visto che “Roma è piena di anime inquiete”, i fantasmi di Giordano Bruno e Beatrice Cenci insegnano a un riccone cinico e avaro quali sono le cose che contano e gli mostrano la vita (e la morte) miserabile che lo aspetta, portandolo sulla retta via. Idee felici, varietà di umori, sorrisi e commozione. Voto: 7,5
Notte fantasma
Di Fulvio Risuleo con Edoardo Pesce, Yothin Clavenzani, Elisa Pierdominici. Italia.
Tutto in una notte. Un diciassettenne di colore e cicciottello cede alla richiesta di un amico di comprargli un po’ di hashish ma viene subito fermato da un poliziotto che, anziché portarlo in commissariato, lo accompagna in giro per Roma in una serie di avventure imbarazzanti e assurde. Si capisce che il tipo non ha tutte le rotelle a posto e il giovane, intimidito e sconcertato, non sa che pesci prendere. Edoardo Pesce e il giovane Clavenzani sono bravissimi in due ruoli difficili, a rischio dell’eccesso e del ridicolo. La Roma notturna è inedita e suggestiva. Peccato che, dopo un’ottima partenza che incuriosisce e coinvolge, la sceneggiatura perda vigore e credibilità, ripiegandosi su se stessa. Il bilancio è comunque positivo, perché Risuleo gira con abilità e i pregi prevalgono sui difetti. Però poteva essere un capolavoro e invece è così così. Voto: 6,5l
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