Il Tirreno

I Puccini Days ora sono un ponte con il Giappone

di Gabriele Rizza
Una celebre foto di Giacomo Puccini al pianoforte
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Una celebre foto di Giacomo Puccini al pianoforte

Un cartellone fra Lucca e Viareggio

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I percorsi pucciniani trovano per così dire un porto sicuro. Non che prima Lucca non lo fosse ma l’approdo diventa ora istituzionale. Puntando sull’internazionalismo del compositore, non solo in termini di diffusione delle sue opere ma anche in virtù di un repertorio che ha superato le mura di casa (vedi “Madama Butterfly”, “La fanciulla del West” e “Turandot”) Jonathan Brandani, direttore artistico del Teatro del Giglio, ha conseguito un brillante risultato: il riconoscimento da parte del Ministero dei “Lucca Puccini Days” come veri e propri festival e non più dettati da favorevoli coincidenze. E allora le tre succitate eroine sono i nomi attorno a cui ruotano le linee guida programmatiche di ciascuna edizione del festival, distribuito nel triennio 2022-2024.

Sguardo sul mondo

«Con sguardo aperto verso il mondo – osserva Brandani – Giacomo Puccini, lucchese di nascita ma cosmopolita per vocazione, è sempre stato molto ricettivo e sensibile verso il fascino delle culture extra europee, rendendo omaggio con i suoi lavori alla bellezza e alla profondità di mondi lontani. I Puccini Days in questi tre anni vogliono gettare un ponte tra la lirica italiana e le secolari tradizioni musicali fuori d’Europa». La prima tappa vola in Giappone, sulla scia del kimono e delle lacrime di Cio Cio San, incontra la cultura del Sol Levante in un calendario di sedici serate con oltre cento artisti, tre conferenze, una masterclass sul belcanto e un laboratorio di scrittura teatrale.

Da sabato al 29 dicembre

Anticipato sabato (12 novembre) da un incontro pubblico, il Puccini Days 2022 scatta poi il 16 al Giglio con un concerto che riallaccia i rapporti tra Lucca e Nagasaki, avviati già nel 1996 in occasione del 50° anniversario del bombardamento atomico, per offrire un suggestivo excursus tra danze e musiche tradizionali, eseguite su strumenti originali (quali koto, shamisen e shakuhachi) alla scoperta di quelle che furono fra le principali fonti di ispirazione di Puccini per la rievocazione del mondo sonoro della Butterfly.

Gli appuntamenti clou del cartellone, che si dipana fino al 29 dicembre toccando anche le piazze di Viareggio e Torre del Lago, sono quelli che ruotano attorno ai giorni pucciniani “forti”, il 29 novembre e il 22 dicembre, in coincidenza rispettivamente con la morte e la nascita del compositore. Il 28 novembre il Teatro del Giglio ospita il duo comico musicale formato dal violinista russo Aleksej Igudesman e dal pianista anglo coreano Richard Hyung-ki Joo, che presenta in esclusiva per Lucca un esilarante carrellata di sketch dedicati a Puccini e al mondo dell’opera, mentre il 23 dicembre, sempre al Giglio, va in scena il Concerto di Natale “Quanto cielo, quanto sole, quanto mar”, ovvero “Il fascino del Giappone nell’opera europea”, che vede Jonathan Brandani sul podio dell’Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini, solista il soprano nipponico Yasko Sato, muoversi fra pagine di Puccini, Messager, Saint-Saëns, Mascagni, con l’aggiunta della prima esecuzione italiana di brani del compositore giapponese Ikuma Dan (1924-2001). Infine il 29 dicembre, la chiusura della manifestazione, è affidata al soprano Angela Gheorghiu, voce fra le più blasonate della ribalta lirica, che al Giglio interpreterà una selezione di arie di Puccini e Catalani.

Proposte per tutti i gusti

Fra le tante proposte vale la pena segnalare un originale tributo ai musicisti della dinastia Puccini, dal 1739 organisti della cattedrale di Lucca, con protagonista Claudiano Pallottini, titolare della Cappella musicale del Duomo di Pisa, che terrà tre concerti dedicati alle composizioni per organo di Domenico e Giacomo Puccini junior. E poi la serata del 14 dicembre al Giglio, quando l’ensemble del coro della Scala “Italian Harmonists”, composto dai tenori Andrea Semeraro, Giorgio Tiboni, Luca Di Gioia, Michele Mauro, dal basso Sandro Chiri e dal pianista Jader Costa, ci condurrà nella vita e nel mito di Enrico Caruso, fra curiosità e aneddoti, dentro e fuori le quinte. E ancora: la conferenza sul tema “Parenti serpenti” sulla mancata rappresentazione di “Madama Butterfly” a Lucca nel 1906; l’avvio del percorso che prevede l’esecuzione integrale delle partiture di Antonio Bazzini (1818-1897) che fu insegnante di Puccini e Catalani al Conservatorio di Milano, mentre la bellezza della natura e del paesaggio, narrati attraverso uno spettacolo di teatro e danza per bambini e ragazzi, a cura della pratese Compagnia Tpo, sarà protagonista de “Il giardino giapponese” in programma il 7 dicembre sempre sul palcoscenico del Giglio.

Info 0583.465320. Programma completo su www.teatrodelgiglio.it.

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