La protesta
È tempo di marroni e i locali in Mugello ci invitano a tavola
L’iniziativa che unisce tradizione e qualità coinvolge 39 attività da ora a fine anno
Novembre: tempo di marroni. Il Mugello della tavola punta sulla tradizione e sulla qualità delle sue produzioni alimentari coinvolgendo ristoratori e botteghe. Sono loro gli ambasciatori di ingredienti e ricette che rappresentano un patrimonio da non disperdere, ma anzi su cui investire per renderlo ancora più accattivante per turisti e appassionati.
Da ora a fine anno
Ecco perché, da qui alla fine dell’anno, varcando la soglia di una quarantina di attività i cultori del buon cibo con una storia da raccontare, troveranno in menù o sugli scaffali le eccellenze agroalimentari che questa terra, arrampicata verso l’Appennino subito alle spalle di Firenze, offre in autunno. L’iniziativa “Mugello tradizione e qualità in cucina” fa capo a Confesercenti Firenze e fa propri i principi di Vetrina Toscana, la realtà nata su iniziativa della Regione e Unioncamere Toscana per raccontare le nostre migliori esperienze enogastronomiche, valorizzando e promuovendo i prodotti tipici del territorio.
Il progetto coinvolge nove Comuni: Barberino del Mugello, Borgo San Lorenzo, Dicomano, Firenzuola, Marradi, Palazzuolo sul Senio, San Godenzo, Scarperia e San Piero, Vicchio. E anche dieci Centri Commerciali Naturali; ristoranti e botteghe che fanno rete in Vetrina Toscana accomunati dal piacere di promuovere la tipicità e l’identità locale in modo da far conoscere, a turisti e residenti, le produzioni che contraddistinguono l’offerta della ristorazione mugellana.
Coinvolte 39 attività
Sono trentanove in tutto i ristoranti e le botteghe che hanno aderito all’iniziativa. Per Barberino del Mugello: L’Oste in Piazza, Antica Osteria di Montecarelli, Trattoria da Alberto, Icche c’è c’è e poco altro, Macelleria Roberto, Riva Sud, Il Colle è. A Borgo San Lorenzo: Passaguai, La Combriccola, Gelateria Badiani, mentre a Dicomano: Il Ghiottone. A Firenzuola: i ristoranti Pako, La Rocca, Da Paolo e Alba, Piccola Firenze e la gelateria Le Delizie. Marradi, nota per una versione speciale della torta di marroni cotti in acqua e latte e poi passati al setaccio per essere mescolati ad alchermes e rum (oltre ai classici ingredienti da dessert): Al Cantuccio, Palazzo Torriani, Il Borgo di Villa Cellaia, Le Delizie del Miele, L’Emporio di Martina, La Bottega di Marradi, Panificio Costicci, Il Camino. A Palazzuolo sul Senio: La Bottega dei Portici e Locanda Senio, mentre a San Godenzo: bar Il Muraglione. ss67 e a Scarperia e San Piero: Il Torrione, Osteria Nandone, Bonaugo, La Torre Osteria et Bottega, Osteria all’Aglione, Ristorante San Barnaba, Locanda Le Isole, La Macelleria, Panificio Fioravanti, Market Mugello. Infine a Vicchio: Locanda Antica Porta di Levante, La Casa del Prosciutto.
L’avventore, in queste attività troverà prodotti locali di qualità e di stagione, freschi o elaborati dai ristoratori e dalle realtà che hanno abbracciato il progetto di Vetrina Toscana, realizzato da Confesercenti Firenze e dalla Camera di Commercio di Firenze con il contributo della Regione, Toscana Promozione, Fondazione Sistema Toscana ed Unioncamere Toscana.
Prodotti d’eccellenza
Varia la materia prima da cui questi moderni artigiani del gusto partono, ma soprattutto due gli ingredienti di punta: il marrone da una parte e il tortello di patate dall’altra. Piatto simbolo della tradizione culinaria mugellana quest’ultimo, fa da contraltare ai castagneti dell’Appennino che producono un frutto di altissima qualità, fregiato della Igp (indicazione geografica protetta, attribuita a quei prodotti agricoli e alimentari di pregio reperibili in un preciso ambito territoriale). Ma come dicevamo, il paniere mugellano da cui attingono le insegne aderenti alla campagna “Mugello tradizione e qualità in cucina” è ricco e gustoso: dai formaggi alla birra artigianale, dalla carne al latte, dai legumi al vino. Prodotti con radici in una terra dove le coltivazioni sono ancora estensive e in larga parte biologiche, dove i bovini pascolano nelle campagne e si nutrono di fieni e cereali locali, in aree ricche di boschi e acque. E dove la cultura alimentare che affonda le radici in quella contadina, è garanzia di sapori veri e genuini.
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