Gioco
Zalone, il tour teatrale parte da Firenze: «Parlo di politica, guardatemi negli occhi»
Il comico: «Troppo lontano dalla gente durante la pandemia. E basta social»
FIRENZE. Tre anteprime in provincia, a Senigallia, naturalmente esaurite e blindatissime (niente stampa, foto, video, omaggi, solo pubblico pagante giusto per sondare gli umori) prima del debutto ufficiale di questa sera, martedì 8 novembre, a Firenze, nello spazio in bilico fra palazzetto e anfiteatro di Palazzo Wanny, dove atterra il ciclone Checco Zalone col suo “Amore + Iva”, irresistibile one man show scritto a sei mani con Sergio Maria Rubino e Antonio Iammarino, prodotto da Arcobaleno Tre e Mzl, con l’organizzazione generale di Lucio e Niccolò Presta. Una piccola impresa, che vede Zalone sul palco accompagnato da quattro musicisti (lo stesso Iammarino alle tastiere, Felice Di Turi alla batteria, Egidio Maggio alla chitarra e Pierpaolo Giandomenico al basso) e due performer (Alice Grasso e Felicity), che si snoda per 365 giorni lungo lo stivale, da Trieste a Napoli, da Torino a Benevento, inanellando al momento 72 serate (ma sicuramente altre si aggiungeranno stante le richieste) per più di 100mila biglietti staccati in prevendita. Abbronzato, apparentemente rilassato, berrettino in testa, consapevole del ruolo di “coscienza critica” dei nostri tempi che ha saputo ritagliarsi, pronto ala sfida del palcoscenico dopo 11 anni di assenza, Zalone gioca a tutto campo tenendosi sulla difensiva, inutile strafare o anticipare le mosse, chi vedrà giudicherà e farà le sue riflessioni. Che non saranno solo “semplici” cittadini, già a cominciare da stasera con il presidente Giani in platea emulato domani da Renzi. «Certo che parlo di politica – dice Zalone – come potrei evitarla, c'è anche Putin, un Putin inedito che ti fa riflettere per le cose che dice, che si redime, e se mi chiedete della Meloni vi dico che ho visto poco la tivù e comunque mi ha colpito positivamente la sua capacità di comunicare. Però non sono più i tempi di Berlusconi che ha dato da mangiare a una fitta schiera di comici. Oggi ci sono i social che sono fortissimi e velocissimi, alla fine si mangiano tutto l'orizzonte mediatico. Chi puoi prendere in giro senza correre il rischio di risultare banale o scontato? Anche per questo io che i social non ce l'ho, ho scelto di andare nei teatri, evitando per quanto possibile i grandi spazi, perché nei palasport il pubblico punta l'occhio sullo schermo e a te nemmeno ti guarda». Ma perché quel titolo, “Amore + Iva”, una provocazione, una constatazione? «Dico solo che di questi tempi l'amore ha molti prezzi e mi fermo qui sennò divento volgare». E allora parliamo di musica. «Durante il lockdown me ne stavo chiuso in casa a suonare il pianoforte. È vero, mi sento un pianista mancato come mi ricorda sempre Francesco De Gregori. Non ho beni di lusso, l'unica cosa costosa che possiedo è un Fazioli, pare che ad averne uno in Italia siamo solo io e Pippo Baudo. Mi sono nutrito di musica, le canzoni di Mina, i dischi di Vasco Rossi e le lezioni di Riccardo Muti su Rai 5. Ho scritto anche “Arterioslerosi”, pensando a Celentano e alla Tigre di Cremona, ma non l'hanno voluta cantare. Mi piace il jazz, amo i cantautori, Dalla, De Gregori, Fossati e Jannacci di cui ho scoperto “Vincenzina e la fabbrica”, straordinaria, che nello spettacolo ho convertito in “Vincenzina davanti allo smartphone”. E poi c'è Bollani, ecco vorrei suonare come lui». Repliche domani 9 novembre, l'11 e il 12 , sempre alle 21. Biglietti su www.ticketone.it.
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