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Torna l’indie-pop all’italiana: ecco il nuovo album dei Coma Cose

di Luca Trambusti
Torna l’indie-pop all’italiana: ecco il nuovo album dei Coma Cose

Il duo è composto da Fausto Lama (pseudonimo di Fausto Zanardelli) e California (pseudonimo di Francesca Mesiano). Il grande successo è arrivato con Sanremo. Sulle nuove canzoni: «Un meraviglioso modo di salvarsi» nasce anche da una crisi di coppia

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MILANO. I Coma Cose, duo in arte e nella vita arrivano dal mondo dell’indie, della musica “alternativa”. Con la partecipazione al Festival di Sanremo 2021 la loro notorietà è arrivata al grande pubblico cambiando la realtà del progetto. «Siamo partiti da niente – dice Fausto Zanardelli, in arte Fausto Lama – la nostra era una scommessa e tutto è stato rocambolesco, dal conoscerci al far partire il progetto. Poi è arrivato Sanremo che ci ha fatto confrontare con un nuovo pubblico, un nuovo giornalismo e la possibilità di accedere a contesti per noi diversi e nuovi. Ci siamo sentiti spaesati, con la paura di perdere l’ingenuità di fondo di un progetto che è naif». Così lui e California (la sua compagna, al secolo Francesca Mesiano) hanno dovuto e voluto rivedere molte cose a partire dal loro rapporto interno e artistico in una mutata situazione. Il periodo di riflessione ha portato alla nascita del nuovo album dal titolo “Un meraviglioso modo di salvarsi” (disponibile da oggi).

«Salvarsi da cosa? – dice Fausto Lama – Innanzitutto da noi stessi e da ciò che ci circondava in un momento della carriera che ci ha fatto perdere il nostro contesto».

Questa voglia di salvataggio li ha portati, partendo dal loro io, a scoprire un nuovo mondo interiore e a raccontarlo. «Per questo disco – prosegue Fausto – non ci siamo censurati e ciò che prima avremmo buttato via ora è a pieno diritto nell’album. Sinora abbiamo sempre cercato di essere ciò che “dovevamo” essere, dimenticandoci cosa siamo realmente. Era necessario salvare ciò che siamo noi, le nostre identità più intime. Prima che nell’arte dobbiamo funzionare come coppia, altrimenti non siamo in sintonia come Coma Cose».

«Ogni giorno – aggiunge California – occorre capirsi e accettarsi per l’evoluzione della personalità. Io posso essere California, Francesca o chiunque altro. Mi domando ciclicamente chi sono e per fortuna non lo so. Ricerco sempre nella vita la voglia di non essere costretta all’interno della propria e unica identità. Quindi – conclude California – non so chi sono perché mi creo altre identità».

Il nuovo approccio che ha portato a questo album è passato anche attraverso una crisi di coppia che Fausto spiega così: «Non è stata una vera crisi, ma un ricercarsi nel profondo che è una ricerca da fare in solitaria. Così ci siamo separati per riflettere, senza nessuna crepa sentimentale, solo un allontanamento geografico necessario per trovare la nostra parte intima. In quel periodo ho sentito l’esigenza di scrivere e quando è uscita “Sei di Vetro” ho chiamato California, gliel’ho fatta sentire e ho capito che ce n’era ancora». Un’altra cosa da cui si sono allontanati sono stati i social.

«È stato necessario farlo per avere il tempo per capire chi e cosa siamo oggi e costruire il domani – dice California – siamo contenti perché questa scelta ha contribuito alla costruzione del disco e ci ha dato un senso di libertà. I social oggi sono totalizzanti, quando abbiamo iniziato la nostra carriera il loro uso era diverso. Se devi comunicare qualcosa la piazza più frequentata è quella dei social, ma usare questi canali senza avere niente da comunicare ma solo per fruirne è limitante perché non creano un tuo pensiero». Il risultato è un album intenso, variegato e maturo.

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