Il Tirreno

Bere bene

La tipicità dei Doc Colline Lucchesi

di Leonardo Taddei (Ais Toscana)
La tipicità dei Doc Colline Lucchesi

I bianchi freschi e profumati o i rossi strutturati sono subito riconoscibili

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L’interesse per il vino di Lucca risale al primo Medioevo. Intorno al 1400, Sante Lancerio, bottigliere di Papa Paolo III e primo sommelier della storia moderna, ne cita la produzione nell’areale lucchese insieme a quella dell’olio e delle sete preziose.

Una decisiva innovazione si vede nella metà dell’800 da parte di Elisa Bonaparte Baciocchi e Maria Luisa di Borbone con l’importazione di vitigni internazionali come merlot e chardonnay, già conosciuti in Toscana come “uve francesche” a indicarne la provenienza dalla Francia. Queste uve, che hanno tempi di maturazione diversi dalle autoctone, consentivano di differenziare i tempi di vendemmia, dato non trascurabile per un’epoca in cui il vino era parte integrante della dieta della popolazione.

È dal 1968 che la Doc Colline Lucchesi regolamenta la produzione di vino nei comuni di Lucca, Capannori e Porcari. I terreni argillosi ricchi di arenaria, le ottime esposizioni collinari, la strategica protezione montana degli Appennini, l’influenza di dolci ventilazioni e la presenza del fiume Serchio, donano ai vini un’espressività di territorio. La Doc Colline Lucchesi prevede bianchi e rossi da uvaggio, ovvero l’uso di uve differenti che, semplificando molto, si mescolano. Negli ultimi anni invece stanno avendo successo le produzioni da singola uva come nel caso del sauvignon o del vermentino caratterizzati da freschezza e profumi invitanti per i vini bianchi, oppure nei più caratteristici vini a base di sangiovese e merlot in purezza. Questi rossi sono particolarmente apprezzati per la loro struttura e il loro corredo tannico mai eccessivo, che li rendono immediati e sempre bevibili. Infine il Vin Santo Doc, immancabile in territorio toscano, dolce, seducente e per Lucca anche raro.

Il vero legame con i vini si manifesta poi negli abbinamenti gastronomici, con piatti locali come i tordelli, il biroldo o il buccellato per citarne solo alcuni.

Oggi una spiccata sensibilità verso una coltivazione rispettosa dell’ambiente attenta a non adoperare trattamenti in vigna, trova conferma in termini di qualità e riconoscibilità. Non è casuale che molte aziende, non solo di matrice vitivinicola, abbiano pensato di costituire nel 2016 “Lucca Biodinamica”.

Grazie a una visione rivolta ai mercati internazionali e all’accoglienza turistica di livello, Colline Lucchesi Doc sta diventando una meta toscana enoturistica imprescindibile.
 

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