Gioco
Badia Fiesolana, meditare fra l’arte e la spiritualità
La bella chiesa fra Romanico e Rinascimento poi il monastero con i suoi angoli preziosi
La Badia Fiesolana è un altro degli importanti luoghi del cuore e dello spirito che questo nostro cammino si propone necessariamente di attraversare. In realtà la Badia è in origine dedicata a San Bartolomeo, e fu consacrata nel 1025 nello stesso luogo in cui, nei secoli precedenti, era stato costruito un oratorio dedicato ai Santi Pietro e Romolo. La Badia che allora fu ricostruita si presenta ancora oggi al viaggiatore con una bella facciata romanica che solo nella parte inferiore fu completata con i marmi bianchi e verdi previsti. La restante cornice rimase nei materiali che non sono mai stati rivestiti, e che sembrano così alludere alla fede profonda che deve necessariamente soggiacere ad ogni movimento intrapreso nella ricerca delle verità spirituali.
Romanico e Rinascimento
La parte inferiore della facciata, quella compiuta, offre al viaggiatore che la osserva una fascia alla base con tre arcate cieche a tutto sesto, e una fascia superiore con tre finestre di forma rettangolare. Superando l’entrata, si può vedere chiaramente come il grande edificio della chiesa, all’interno, sia stato completamente rimaneggiato in epoca quattrocentesca. Il viaggiatore si trova infatti all’interno di un ampio edificio rinascimentale a croce latina, che ha ben poco da spartire con gli stili della facciata. L’edificio presenta tre parti, un’ampia navata centrale e due più piccole ai lati, con la volta a botte che, negli incroci, creano delle volte a vela con lo stemma dei Medici, sotto i quali esso fu risistemato.
La chiesa, inoltre, ospita alcune importanti opere pittoriche, come, per esempio, nel transetto sinistro, due belle e vivaci tele che raffigurano la Crocefissione, compiute dal maestro cremonese Bernardino Campi a metà del 1500. Nel transetto destro, invece, il viaggiatore può ammirare una Flagellazione di Gesù che, al momento, resta ancora senza precisa attribuzione. L’abside è poi impreziosito da un grande altare in marmi policromi, completato agli inizi del 1600.
Il chiostro silenzioso
Dopo aver visitato la chiesa, il viaggiatore può trovare, sulla destra, il grande corpo del monastero. Entrando in quest’altra struttura, il viaggiatore resterà di certo profondamente colpito dal chiostro rinascimentale, con un piccolo giardino centrale, che è luogo di ricerca interiore e di meditazione. E che, come tale, deve aver rappresentato la cornice naturale dei dialoghi interiori di generazioni di monaci. Una conversazione con i secoli che, forse, qui è ancora possibile seguire. Dal chiostro si accede poi ad un ampio refettorio, che mostra su una parete un grande affresco che accompagnava la refezione dei monaci. Si tratta del “Cristo nutrito dagli angeli”, compiuto nel 1629 dal pittore fiorentino Giovanni da San Giovanni.
Il prezioso lavabo
Una delle altre piccole cose preziose, inattese ed ammirevoli che sono incastonate nella grande struttura della Badia, è certo il luminoso lavabo rinascimentale. Piccola struttura che mostra l’importanza ed il rilievo dato all’opera quotidiana del lavacro delle mani, atto filosofico e religioso. Il lavabo infatti è costituito da una vasca allungata che si trova all’altezza delle mani di chi si avvicina. La vasca è scolpita entro una nicchia che ha, nella parte superiore, due piccoli putti, o angeli, che sembrano controllare lo scorrere delle acque, ed ancora altri motivi marini. Il lavabo, che sembra così quasi uno scherzo o un gioco d’immagini sul muro, è opera degli artisti fiorentini Francesco di Simone Ferrucci e Gregorio di Lorenzo.
Padre Balducci
Nel corso della seconda metà del Novecento, la Badia Fiesolana è stata molto importante a livello internazionale non solo come luogo di culto e d’arte, e come meta, dunque, di viaggi di ricerca e di studio. Negli anni ’60, infatti, la Badia fu il centro anche di riflessioni profonde sulla pace e su un rinnovamento spirituale dell’uomo che portasse alla costruzione di un nuovo mondo, libero, questa volta, da tutti gli aspetti oscuri dell’esperienza umana. Una riflessione quanto mai attuale nei nostri tempi, e che il ritorno alla Badia Fiesolana può e deve riproporre. Nel secolo scorso quella riflessione, che poi aveva posto con forza il tema del disarmo totale, si era svolta intorno ad una figura molto particolare di religioso che proprio all’interno della Badia Fiesolana operava, studiava e scriveva: padre Ernesto Balducci.
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