Il Tirreno

Pisa

Quelle “macchie” che fecero storia, mostra a Palazzo Blu

di Roberta Galli
Quelle “macchie” che fecero storia, mostra a Palazzo Blu

120 opere da Fattori a Borrani

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«Una mostra che consiglio a tutti. Piena di luce e di colori, carica di valori universali e luoghi toscani a noi particolarmente cari». Parola di Francesca Dini, storica dell’arte. E’ lei la curatrice de “I Macchiaioli", la grande esposizione invernale in corso fino al 26 febbraio 2023 a Palazzo Blu a Pisa. Il polo museale di lungarno Gambacorti ospita oltre centoventi opere, soprattutto capolavori, provenienti da collezioni private, spesso inaccessibili al grande pubblico. Un grande allestimento in grado di ripercorre l'entusiasmante evoluzione, ed insieme rivoluzione dei Macchiaioli, che hanno dato vita ad una delle più originali avanguardie nell'Europa della seconda metà del diciannovesimo secolo, i cui valori sono ancora attualissimi.

L'esposizione pisana offre in sostanza una delle più ampie retrospettive sul movimento, articolata in undici sezioni in grado di raccontare, la storia di questo gruppo di pittori, così come la Toscana, rappresentata nelle loro tele, terra di elezione per la loro esperienza artistica. A farci da guida nelle sale di Palazzo Blu è la stessa professoressa Francesca Dini.

«Il filo conduttore della mostra - spiega la curatrice - è sicuramente la luce che questi artisti riscoprono passando dal quadro classico con il soggetto storico al paesaggio, alla natura vista dal vero.

Si tratta di una natura quotidiana e non immaginata, in mezzo alla quale i pittori conducono la loro vita. Questa è una mostra molto coinvolgente che per la prima volta ricostruisce la vicenda della "macchia", un’avanguardia originalissima che vive un tempo molto ristretto, dal 1855 al 1870, e comunica allo stesso tempo una grande energia.

Gli artisti insomma vanno alla riscoperta del vero. Tutto questo grazie al loro strumento espressivo: i colori chiari e scuri. E quando sulle tele il paesaggio lascia spazio alla pittura d’interni, nelle opere si percepisce la vita di tutti i giorni, fatta di rapporti amicali tra famiglie che erano vicine all’entourage del movimento dei Macchiaioli, prevalentemente vissute nella campagna fiorentina di Piagentina, località non più esistente, regalandoci uno spaccato di vita molto semplice, per quello che si può percepire».

126 capolavori, da dove cominciamo?

«In questa mostra non c’è un’opera che meriti di essere ammirata più dell’altra. Per la comunicazione dell’evento abbiamo scelto "In Vedetta" di Giovanni Fattori che si trova nella sala numero quattro, una tela dove tre soldati effettuano una ronda di vigilanza sotto il sole, per testimoniare il particolare rapporto che questi artisti hanno avuto con la loro epoca.

I dipinti sono tutti bellissimi e ci forniscono uno sguardo di vita vissuta, ma con occhi diversi.

Sempre Fattori, nella stessa sala quattro, ci propone l’opera dal titolo “Il campo italiano dopo la battaglia di Magenta”, testimoniando però anche l'aspetto non eroico della battaglia, pur essendo i pittori tutti patrioti, bensì il ritorno dei soldati feriti sulle retrovie per essere assistiti dalle infermiere.

Un altro chiaro esempio, in questo senso, lo possiamo trovate nelle "Cucitrici di camice rosse" firmato da Odoardo Borrani. Nella tela alcune donne cuciono le divise e restano in attesa. Loro sono le sorelle, le madri, le moglie, le fidanzate di chi dall'altra parte, ovvero fuori dalla finestra e dall'apparente tranquillità domestica, sono impegnati nella guerra».

Anche i bambini possono apprezzare questa mostra?

«Sicuramente sì. Quella dei Macchiaioli è una pittura estremamente facile, dove i soggetti sono molto semplici e molti vicini a noi, quindi immediatamente comprensibili.

Per non parlare dei paesaggi che sono quelli che conosciamo, dal mare di Castiglioncello fino alla Liguria, oltre alla campagna toscana, bellissima. Quelle esposte, insomma, sono opere che parlano a chiunque.

Ed inoltre per i più piccoli, in collaborazione con gli organizzatori, sono a disposizione delle audio-guide in grado di sottolineare spunti divertenti e di riflessione».

Ma non solo, sempre per i bambini Palazzo Blu ha realizzato dei laboratori per permettere ai piccoli visitatori di familiarizzare anche con la tavolozza cromatica utilizzata dai pittori Macchiaioli per rappresentare i paesaggi, soffermandosi sul motivo della scelta di una tonalità anziché di un'altra.

L’organizzazione della mostra è a cura di Palazzo Blu, MondoMostre. E’ stata inaugurata lo scorso 8 ottobre e sarà visitabile fino al 26 febbraio 2023. Palazzo Blu sarà aperto dal lunedì al venerdì con orario 10-19: il sabato, la domenica e i festivi con orario 10-20. Per visite di gruppo: 02-92897793 (lun-ven 9-18), per visite singole 02-92897755 (lun-ven 9-18).

Sito www.macchiaiolipisa.it.
 

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