Il Tirreno

La scoperta

Le lettere segrete di Puccini

di Maria Cristina Ercini
Le lettere segrete di Puccini

Trovate circa 60 missive d’amore per la moglie e le numerose amanti che rivelano molto della vita privata del grande compositore lucchese

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Viareggio. Quanto era bello ricevere una lettera d’amore; oggi purtroppo, questo non esiste più, ma per fortuna ci sono stati tempi in cui i rapporti epistolari erano molto intensi e, ai tempi dei social, a farci sognare ci sono ancora le lettere di amore di una volta, fra queste un posto d’onore sono quelle scritte dal Maestro Giacomo Puccini, il quale teneva una intensa corrispondenza con la moglie Elvira, con le numerose amanti, con il figlio Antonio e con agli amici.

Di recente sono state ritrovate, nella Villa Museo del compositore a Torre del Lago alcune lettere inedite, circa una sessantina, che si prevede possano essere rese pubbliche nel 2024 in occasioni delle celebrazioni per il centenario della morte del compositore. «Puccini teneva una fitta corrispondenza con tante persone: con le sue donne, con il figlio ma anche con amici, le lettere conservate sono oltre diecimila — chiarisce Claudio Toscani, direttore del Comitato Scientifico della Fondazione Simonetta Puccini — quelle più intime e private stanno ora tornando alla luce. Tra le prime a venire trascritte e catalogate quelle con la moglie Elvira e quelle dell’amante Josephine von Stängel». Giacomo Puccini era notoriamente un uomo molto affascinante, famoso e potente, un vero rubacuori tanto da definirsi «Cacciatore di uccelli selvatici, libretti operistici e donne attraenti».

Le sue amanti erano per lo più cantanti, artiste e dame dell’alta società, come Sybil Seligman, moglie di un banchiere inglese o Rose Ader, bellissima soprano e ancora la baronessa Josephine von Stängel, tutte pazze d’amore per lui al quale scrivevano e dal quale ricevano lettere cariche di passione. Il periodo più fertile per Puccini è stato quello nella sua amatissima casa a Torre del Lago, nella quale si trasferì con la moglie Elvira ed il figlio Antonio nell’estate del 1891. Si innamorò subito di Torre del Lago, oasi naturalistica dove la natura è protagonista assoluta e nel 1899 decise di acquistare la casa che fece ristrutturare trasformandola nell’attuale abitazione Liberty con la suggestiva vista sul lago. Quello era il luogo della sua ispirazione artistica, qui nasceranno molte delle sue opere più belle: La Bohème, Tosca, Madama Butterfly, Manon Lescaut, La Fanciulla del West, La Rondine, Il Trittico e proprio da qui prenderà vita il suo vastissimo epistolario fatto da oltre diecimila fra lettere. La casa, trasformata in un Museo nel 1925 dal figlio Antonio, conserva intatto l’aspetto originale, rimasto immutato nel tempo, dove è possibile ritrovare l’ambiente in cui viveva il compositore e in cui si assapora l’atmosfera di questo luogo così unico dove il Maestro trovava l’ispirazione per le sue immortali melodie ma anche per scrivere numerose missive.

Proprio della Villa di Torre del lago sono stati ritrovate molte delle sue lettere e sono stati scovati molti dei suoi segreti e molti se ne troveranno ancora grazie al prezioso lavoro portato avanti dalla Fondazione Simonetta Puccini che ha lo scopo di tenerne viva e onorare la memoria attraverso la conservazione e la divulgazione del patrimonio culturale e artistico del Maestro. L’archivio della Villa, è stato dichiarato «di interesse storico particolarmente importante» dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliotecaria della Toscana, in quanto costituisce una testimonianza di straordinario valore per la ricostruzione della vita e dell’opera di Giacomo Puccini. La documentazione ammonta a circa 30mila documenti fra missive, manoscritti musicali, bozze di libretti, schizzi letterari, composizione di opere materiale fotografico, una rassegna stampa con migliaia di articoli dell’epoca, adesso stanno venendo alla luce carte inedite e preziose, come intimissime lettere alla moglie e alle amanti e chissà quali sorprese ci riserverà ancora il Maestro.


 

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