Il Tirreno

Contemporanea indaga il nuovo di danza e teatro

di Gabriele Rizza
Contemporanea indaga il nuovo di danza e teatro

A Prato tendenze e sperimentazioni

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A fare da apripista alle attività della nuova stagione del Teatro Metastasio di Prato, sarà ancora una volta Contemporanea, festival interdisciplinare di tendenza «dove la trasversalità dei linguaggi caratterizza marcatamente la ricerca compositiva e la metodologia della visione», come sottolinea il direttore artistico Edoardo Donatini. La rassegna si è consolidata nel corso degli anni confermando quella intraprendente vocazione di “laboratorio in divenire” che l’ha da sempre caratterizzata, muovendosi con occhio vispo e allertata curiosità su binari di una «teatralità adulta e consapevole con un’adesione alla contemporaneità che guarda alle trasformazioni dei contesti e rispecchia il progressivo affrancamento dai modelli di riferimento», come sottolinea ancora Donatini.

Il corpo come fil-rouge

Come a dire che lo spirito primigenio di Contemporanea resiste. Sfida non facile di questi tempi declinati al ribasso e al dejà vu. Guardare avanti non è facile. Il rischio di restare impantanati, più o meno soddisfatti, è dietro l’angolo. Il tema che si è dato quest’anno il festival giunto alla 20ª edizione, e attorno a cui ruota il programma, fa leva sul corpo, sulla percezione che ne abbiamo, profondamente mutata, polverizzata nella comunicazione globale. Dunque un corpo quasi non più necessario, svuotato, senza gravità, come in assenza di peso, declinato in sintesi e in espansione dai nomi, singoli e in gruppo, nazionali e internazionali che propongono spettacoli, performance e produzioni site specific di teatro, musica e danza, oltre a momenti di indagine e riflessione, scanditi da incontri e presentazioni editoriali, oltre a una residenza rivolta a curatori teatrali.

Produzioni internazionali

Spiccano nel cartellone che si apre venerdì 16 per chiudersi sabato 24 settembre – disseminato un po’ per tutta Prato fra Teatro Metastasio, Fabbricone, Fabbrichino, Centro Pecci, Manifatture Cinema, Magnolfi, Spazio K, Beste Hub, il Giardino Buonamici e la Piazza delle Carceri – due importanti, significative collaborazioni produttive: quella con l’italo-canadese Daniele Bartolini che con “Stil Novo” prosegue un percorso iniziato alla Biennale di Venezia come esperienza interattiva per uno spettatore alla volta, tesa a indagare la trasformazione di cui è vittima l’Occidente, e quella con il regista e drammaturgo argentino Fernando Rubio che presenta il progetto “Io non muoio più”, riflessione attorno alla violenza di genere, una performance alimentata dalla partecipazione diretta della cittadinanza, chiamata a lasciare la propria testimonianza, naturalmente avvolta nell’anonimato.

Esperienze dal mondo

Tra le presenze straniere, risaltano la regista franco-austriaca Gisèle Vienne con un lavoro ispirato a “L’etang” di Robert Walser, la coreografa svizzera Yasmine Hugonnet che in “Seven winters” gioca sull’interazione tra il simile e il diverso, il collettivo spagnolo El Conde de Torrefiel impegnato a ricreare uno spazio di memoria urbana in viaggio fra il presente e il passato, il performer bulgaro queer Ivo Dimchev, che sviluppa una nuova pratica di condivisione, in cui il pubblico che si fa dei selfie con lui durante l’esibizione, la coreografa belga Mette Ingvartsen con una performance che fa del pubblico il motore di un irrefrenabile vortice.

Fra danza e teatro

L’attenzione verso la coreografia italiana trova spazio nella compagnia Opera Bianco di Vincenzo Schino e Marta Bichisao, nel nuovo progetto di Nicola Galli ispirato agli studi di Claude Lévi-Strauss.

Mentre sul versante drammaturgico si muovono Francesca Grilli, Caroline Bagnoli e Michelangelo Bellani che in “Confessioni” rileggono i sei personaggi pirandelliani, per finire con i lavori di Rita Frongia, “Lilith”, prima compagna di Adamo che rifiuta la sottomissione sessuale, e del Teatro Elettrodomestico, “Rattenspiel”, da un testo di Andrea Bendini, drammaturgo incompreso, regista alcolizzato e crudele burattinaio, ambientato in un mondo punk e post-apocalittico in cui gli uomini e i loro traballanti ideali sono solo un vago ricordo.

Info 0574 608533, il programma completo su www.metastasio.it.
 

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