Il Tirreno

Il festival di Venezia

Amelio in corsa per il Leone con “Il signore delle formiche”

di Alessandra Magliaro
Una scena de “Il signore delle formiche” e Tilda Swinton sul red carpet a Venezia
◗
Una scena de “Il signore delle formiche” e Tilda Swinton sul red carpet a Venezia

Grande Tilda Swinton nel doppio ruolo di madre e figlia

3 MINUTI DI LETTURA





VENEZIA. Dopo la bolgia di lunedì, il settimo giorno di Venezia 79 è tornato alla routine festivaliera con anteprime, tappeto rosso, conferenze stampa, decine di eventi collaterali. Il film del giorno è “Il signore delle formiche” di Gianni Amelio, quarto dei cinque registi italiani in gara per il Leone d’oro, con Luigi Lo Cascio, Elio Germano, l’esordiente Leonardo Maltese, Sara Serraiocco. Mentre Walter Hill, il cineasta de “I Guerrieri della notte” e di “48 ore”, con il nuovo film, l’applaudito western al femminile “Dead for a dollar” con Willem Dafoe e Christoph Waltz, fuori concorso, è la passione cinefila di giornata. Per il concorso, oltre al nostro Amelio è stato il giorno del mistery drama “The eternal daughter” in cui la regista inglese Joanna Hogg offre alla camaleontica Tilda Swinton, affidandole tutto il film, la parte della figlia e quella della madre, l’opportunità per una vera «performance, quasi una improvvisazione, senza sceneggiatura e con pochi dialoghi», con al centro l’elaborazione del lutto. Un film di fantasmi e memorie, in cui la presenza materna è evocata giusto il tempo per lasciarla andare.

Con “Il signore delle formiche”, in sala da domani, si parla del Sessantotto, dei diritti civili, della società che considerava invertiti da curare gli omosessuali: «Una grandissima storia d’amore», ha detto il regista. Aldo Braibanti, poeta, drammaturgo, scrittore, artista di un paese della pianura padana, Fiorenzuola d’Arda, finisce sotto processo a Roma con l’accusa di plagio e condannato a nove anni per questo, dove plagio sta per storia omosessuale (che non era un reato però) con un giovane studente cui furono praticati l’elettroshock e le cure in ospedale psichiatrico per volere della famiglia. Lo studente “plagiato”, l’esordiente Leonardo Maltese, si chiama Ettore, non il vero nome del fidanzato con cui Braibanti andò a vivere a Roma. «È una scelta – ha spiegato Amelio – perché la sua famiglia vuole essere un simbolo di allora, la madre non è un mostro, per lei l’elettroshock è guarigione, vive all’interno di quella società, non voglio giustificarla ma voglio capirla per il suo tempo». Mentre Elio Germano è Ennio, un giovane giornalista dell’Unità che vuole raccontare il processo a Braibanti senza censure, costi quel che costi, in un’epoca in cui il Pci era un partito decisamente bigotto in tema di relazioni personali. «Sulle libertà individuali il Pci è stato sorpassato a sinistra e continua ad esserlo anche oggi, quel che rimane di quel partito è distante da certe questioni, le persone sono più mature dei propri rappresentanti politici. Gli italiani, secondo i numeri dei sondaggi, erano ad esempio contrari all’invio delle armi per la guerra in Ucraina – osserva Elio Germano – ma non avevano una rappresentanza politica su questo, un fatto grave per la democrazia».

La storia del film riporta indietro nel tempo, togliendo dall’oblio un caso clamoroso (c’è Emma Bonino in una immagine del film a ricordare l’impegno dei radicali), la persecuzione di un intellettuale e del suo compagno per motivi sessuali. Incredibilmente ci sembra tutto molto vicino. «In campagna elettorale una candidata ha detto accontentatevi delle unioni civili. Ancora oggi l’omosessualità è considerata devianza che può turbare i bambini, purtroppo la mentalità è confondere omosessualità con pedofilia che è il peggiore dei crimini possibili, mentre omosessualità è amore. Io spero tanto che “Il signore delle formiche” dia coraggio a chi non può averlo, vorrei fosse un film ottimista nonostante parli di una delle pagine più scure della giustizia italiana», ha concluso Amelio che ha svelato di «aver vissuto sul set una storia d’amore molto tormentata», mentre ha fatto rumore una polemica con un critico «per motivi personali», ha spiegato dopo, attaccato in conferenza stampa per il titolo di una sua passata recensione negativa sul film “Hammamet” di Amelio.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa