La manifestazione
Lola Ponce: «Essere nella terra di Puccini è un’emozione enorme, ne sono grata»
Vent’anni fa debuttava uno degli spettacoli musicali che sarebbe stato rappresentato in tutto il mondo diventando un vero e proprio cult. Le gesta di Quasimodo ed Esmeralda hanno ispirato generazioni di nuovi artisti che nell’assistere al Gobbo di Notre-Dame hanno sperimentato in molti per la prima volta la sorpresa e la meraviglia di una messa in scena che toglieva e toglie tutt’ora il fiato.
Nel ventesimo anniversario, tornano sul palco del Gran Teatro Puccini di Torre del Lago Giò Di Tonno e Lola Ponce pronti ad incantare il pubblico toscano dall’8 all’11 settembre.
Un’alchimia unica, e forse irripetibile, che porta innanzitutto la firma inconfondibile di Riccardo Cocciante per le musiche, definite da tutti sublimi; e con le parole, che raccontano una storia emozionante, scritte da Luc Plamondon. Ma cosa provano oggi i protagonisti? Il Tirreno ne ha parlato con Lola Ponce.
Vent’anni di Esmeralda, cosa vi siete date reciprocamente? Quanto siete cambiate insieme?
«Ho dato al personaggio di Esmeralda, ogni giorno, oltre il cento per cento, e lei ha dato a me oltre il cento per cento. Esmeralda è stata e continua ad essere una scuola d’arte. Ogni sera la mia Esmeralda è diversa. Passionale come sono io, italo argentina, ho sempre cercato di andare oltre l’emozione, oltre i momenti difficili, oltre il successo, oltre a tutto. Abbiamo raggiunto qualcosa di magico insieme».
In cosa vi assomigliate?
«Sicuramente c’è il rispetto per la libertà e un grande amore, l’onestà dei propri sentimenti. Esmeralda è anche una guerriera, una donna forte, decisa che ha un’essenza importante. Questi i suoi attributi più profondi, poi ci sono i doni della vita come la positività, la solarità, l’allegria, la gioia di vivere che sono cose che abbiamo in comune».
La Versilia in qualche modo ha visto la nascita di questo spettacolo, qui avete fatto gran parte delle prove oltreché molte rappresentazioni; che effetto ti fa tornare?
«Provo un’emozione e una gratitudine profonda che va oltre. Essere nella terra di Puccini è già di per sé una grandissima emozione, qualcosa di immenso, è davvero un grande onore essere nella vostra terra e questo mi rende davvero felice. Spero possa essere una grande festa in cui emozionarci insieme, una grande sorpresa per tutti noi. Sono vent’anni di tutti noi e quando dico noi intendo non solo i personaggi, ma anche le persone, il pubblico che ci ha seguiti ed applauditi. Io sono diventata la donna che sono adesso grazie al pubblico che mi sostiene da oltre vent’anni. Ho fatto tanto cinema, sono stata a Sanremo, ho inciso tanti dischi, hai fatto tantissimi concerti in tutto il mondo sempre grazie al sostegno del pubblico a cui sono davvero molto grata».
Oltre Esmeralda in questo momento nella tua vita quali altri progetti hai?
«Grazie a Dio tantissimi: sto lavorando a della musica nuova, che non vedo l’ora di farvi ascoltare, devo girare un musical in America e sono molto felice, credo che sarò una nuova Lola».
Hai detto prima che grazie a questo lavoro l’emozione va oltre…
«L’emozione va oltre perché penso che ci sono ragazzini che vent’anni fa ci hanno visto e magari ne avevano quattro e oggi ritornano e ne hanno ventiquattro, e spesso mi dicono che in questo tempo hanno consumato il Dvd, consumato Internet con i nostri video e questo è per me un grande amore, in grande rispetto. Oggi sono molto più consapevole di quanto questo personaggio abbia ispirato tantissime ragazze che dopo aver visto lo spettacolo hanno deciso di iniziare a cantare o recitare, danzare e non si può capire quanta emozione questo mi dia. Mi hanno scritto migliaia di lettere raccontandomi le loro storie, e sono davvero grata e felice che qualcosa sia andato a buon fine. Ispirare molte donne mi rende davvero tanto felice, mi riempie di gratitudine».
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