Il Tirreno

La chiacchierata

Carlo Verdone tra aneddoti e riflessioni: «La comicità rischia di sparire, siamo tutti moralisti in un mondo immorale»

Nicole Terribile
Carlo Verdone a Castiglione della Pescaia
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Carlo Verdone a Castiglione della Pescaia

L'attore si racconta a Castiglione della Pescaia: «I miei personaggi sono nati frequentando ambienti come bar di quartiere e bische. Mi considero un “predatore d’italiani”. Son stato in grado di catturare i loro tic e di trasferire battute e comportamenti divertenti sul grande schermo»

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Le risate risuonano a Castiglione della Pescaia. Impossibile trattenerle quando a parlare è il maestro della comicità italiana. Carlo Verdone. Prende in mano il microfono, pochi secondi e tutto il pubblico scoppia a ridere. «Sono molto contento di essere qui – racconta Verdone – Amo molto la Toscana, e credo di averla ben rappresentata nei miei film, soprattutto in “Al lupo, al lupo”». Nonostante l’inconfondibile accento romano del comico, infatti, il suo animo è in parte anche toscano. «Mio padre era senese, quindi dentro di me e dentro i miei fratelli c’è anche un po’ di Toscana».

Nella lista dei “posti del cuore toscani” di Verdone mancava proprio Castiglione. Il regista – nonché caro amico dell’attore – Giovanni Veronesi non si è lasciato scappare l’occasione e lo ha invitato come ospite speciale per la seconda giornata della Festa del Cinema di mare. Intervistato dalla giornalista e presidente dell’Accademia del cinema italiano Piera Detassis ha raccontato se stesso a castiglionesi e turisti, come solo lui è in grado di fare. «Ma non chiamatemi coatto», dice l’attore, famoso proprio per aver interpretato per 40 anni coatti, personaggi scorretti, tanto buffi quanto, a volte, insopportabili. Personaggi ispirati a persone vere. «Se fossi un coatto – dice – non avrei mai potuto parlare di questa categoria. I personaggi sono nati frequentando ambienti come bar di quartiere e bische. Mi considero un “predatore d’italiani”. Son stato in grado di catturare i loro tic e di trasferire battute e comportamenti divertenti sul grande schermo».

E l’attore racconta aneddoti, storie realmente vissute, dei veri coatti che abitavano nella sua zona. Da «quello che sollevò un secchio pieno d’acqua con l’organo genitale» a quello che per farsi bello davanti alle ragazze passava il pomeriggio «pettinandosi il ciuffo alla Elvis».

Solo Veronesi e Detassis fanno domande a Verdone. Il pubblico ascolta in religioso silenzio. Molti sembrano non credere che sia veramente lui, in carne e ossa. «Ma non ho mai rappresentato personaggi cattivi. Rappresentavano sempre la società che cambia sempre in peggio. Basta pensare ai bulli: presi insieme sono pericolosissimi, ma sono persone sole».

«I film più iconici di Verdone sono proprio figli degli anni Novanta – ricorda Detassis – Da Viaggio di nozze a Gallo Cedrone». Cult del cinema italiano che per quanto potrebbero essere considerati ancora oggi attuali, non potrebbero però più essere prodotti. «La satira va bene, se fatta con gusto. Oggigiorno rischiamo di perdere la comicità, di non far più ridere. Diventiamo moralisti in un mondo che è profondamente immorale. Se finisce tutta la scorrettezza, finisce la battuta», continua.

Altro tema riguarda la progressiva scomparsa del cinema in un mondo in cui sono le serie tv a farla da padrone. «Oggigiorno “Al lupo, al lupo” me lo farebbero fare solo se fosse una serie di otto episodi in cui alla fine uno dei fratelli muore. In Italia mancano film di qualità, perché mancano gli scrittori», dice ancora.

Dopo l’intervista-racconto al Caffè Manitoba nel cuore di Castiglione, Verdone ha presentato il suo film “Al lupo, al lupo” al Cinema Castello prima che venisse proiettato. Un film girato a Cala di Forno, a poche decine di chilometri da Castiglione, e che quest’anno festeggia 30 anni. I fan più sfegatati cercano per quasi un’ora di entrare nel locale per fare una foto con lui o stringergli una mano. Alcuni arrivano addirittura a fingersi giornalisti o funzionari del Comune pur di riuscirci. Personaggi che potrebbero far parte di un film...

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di Redazione web