Gioco
Una Bohème per Leopoli: a Torre del Lago il capolavoro di Puccini con artisti e maestranze dell’Ucraina
La dedica spicca sulla foto di Giacomo Puccini: “Alla bellissima ed affascinante Madama Butterfly”. Il maestro è debitore a Solomija Krušel'nyc'ka, soprano ucraina che in Europa è conosciuta come “primadonna wagneriana”. È lei che consentirà alla “farfallina” di Puccini di volare in alto, come scrive in una cartolina il poeta Pascoli da Castelvecchio all’amico Giacomo. Il compositore è affranto per i fischi della Scala - un’imboscata preparata dai fedelissimi di Verdi - a febbraio del 1904. Una ferita così grande che Puccini non debutterà più in vita con una propria opera a Milano: sarà Toscanini a riportare nel 1926 la Turandot, incompleta e postuma.
Rinfrancato dagli amici, Puccini non si arrende. E ritenta un secondo debutto “in provincia”, con Madama Butterfly: il 28 maggio 1904. Tre mesi di limature, di ritocchi, qualche taglio, e soprattutto la voce di Solomea che in Italia, fra l’altro, canta per la prima volta un’opera di Puccini, molto prima dell’incontro con il Maestro: Manon Lescaut.
Ma è la Butterfly che sancisce il trionfo e l’amicizia fra i due. Amicizia che è un destino. Solomiia, come la chiamano anche in Italia, incontra il sindaco di Viareggio, Cesare Riccioni, avvocato, se ne innamora e se lo sposa. A Buenos Aires, la città che al teatro Colòn le ha tributato immensi omaggi.
Nasce così un’amicizia lunga una vita fra Viareggio e l’Ucraina, sull’onda della cultura che neppure la distanza ha mai interrotto. Solomea (all’italiana) ha vissuto a Viareggio fino al 1938, in una casa sul lungomare diventata punto di incontro di intellettuali del Novecento. Poi ha ottenuto un visto per tornare in Ucraina e a Leopoli, dove aveva studiato, dove il teatro le è intitolato. Alla fine della Seconda guerra mondiale, infatti, l’Unione Sovietica non le dette mai il permesso di tornare in Italia. Così lei è sepolta lontano dal suo amato marito.
Ma, stasera, si riprende il discorso da dove era stato interrotto. A Torre del Lago, il festival Puccini alle 21,15 ospita uno speciale allestimento de La Bohème, grazie a 140 tecnici e artisti in arrivo da Leopoli, con il sostegno della Direzione per la diplomazia culturale, ministero degli Affari Esteri, in collaborazione con l’ambasciata di Kiev e l’Istituto italiano di cultura. Non è un caso che questo “gemellaggio culturale” si rinnovi quest’anno: nel 2022 si celebra il 150° anniversario della nascita del grande soprano. E questa viene considerata la migliore occasione per mandare un messaggio in risposta «agli orrori delle guerre, ai sentimenti di odio tra popoli». Gli artisti, italiani e ucraini, insieme dicono: «Noi pensiamo con la musica… noi crediamo, ancora, che la musica possa essere conduttore di pace e messaggero di solidarietà». Si tratta di un messaggio destinato ad arrivare lontano, visto che l’opera verrà trasmessa in streaming e condivisa con il mondo intero. Che ricorderà il nome di Solomea, la “Duse dell’Opera”, con la quale facevano a gara a cantare il grande Enrico Caruso e lo straordinario baritono pisano Tita Ruffo.
Nei panni di Mimì, vestiti tante volte anche da Solomea, stasera ci sarà il soprano Liudmyla Korsun; Rodolfo sarà Mykhailo Malafii; Musetta Marianna Tsvietinska; Marcello Petro Radeyko.l
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