La manifestazione
Le creature di Antonella: Boralevi in Versilia con la sua saga della famiglia Valiani
Presenta i suoi libri in piazza Maria Luisa a Viareggio e al Caffè della Versiliana a Marina di Pietrasanta
Antonella Boralevi è scrittrice di acclarata fama, autrice di romanzi, racconti, saggi e sceneggiature, tiene diverse rubriche su quotidiani e settimanali. È molto amata dal suo pubblico italiano e straniero (i suoi libri sono tradotti in Germania, Francia, Russia e Giappone) a cui sta regalando un’avvincente saga familiare, la storia della famiglia Valiani, iniziata l’anno scorso con “Tutto il sole che c’è” e portata avanti con “Magnifica creatura” appena uscito, ambedue pubblicati da La nave di Teseo. Due libri che si possono leggere anche singolarmente e raccontano le vicende delle sorelle Ottavia e Verdiana Valiani sullo sfondo di una magnifica Toscana.
Antonella Boralevi sarà in Versilia questa settimana, presenterà i suoi libri sabato alle ore 21,15 in piazza Maria Luisa a Viareggio e domenica alle 18,30 al Caffè della Versiliana a Marina di Pietrasanta. «È La prima volta che racconto una grande storia di famiglia – racconta Boralevi – che è un po’ anche parte della mia vita. Io sono fiorentina, vengo da una vecchia famiglia, e ho sempre fatto le vacanze a Forte dei Marmi».
Questa storia nasce quindi da sue esperienze?
«Come in tutti i miei romanzi è la storia che mi è venuta a cercare, ma alla fine il mio vissuto è venuto fuori come un sottofondo di esperienze non mie in senso stretto, perché è chiaro che negli anni Cinquanta e Sessanta, in cui sono ambientate le storie, io non ho fatto quelle esperienze, però qualcosa ha riecheggiato tra le pagine come la suggestione di quel vecchio mobile che avevo in casa, quel piatto che si cucinava».
Nella saga la cucina è molto presente.
«Sì, in entrambi i romanzi sono presenti le ricette delle due famiglie, un sapore che corrisponde anche alla Versilia, perché la Versilia fa parte della vita non solo della famiglia Valiani, ma di tante famiglie toscane. Le famiglie toscane si riconoscono nelle vacanze in Versilia, e quello che la mia saga racconta sono proprio gli anni in cui prima trionfa il mito di Viareggio, prima negli anni del fascismo e poi durante gli anni Cinquanta e Sessanta. Fino alla metà degli anni Cinquanta Viareggio era come oggi Saint Tropez, era il posto dove tutti volevano andare. Il Principe di Piemonte, per esempio, ha larga parte in questa storia, sia nel primo che nel secondo romanzo».
Lei ha sempre frequentato la Versilia.
«I miei nonni e bisnonni avevano un villino a Lido di Camaiore sul confine con Viareggio. Nella saga racconto il momento in cui Viareggio cede il posto al nuovo mito che è Forte dei Marmi. Il mito di Forte dei Marmi non è vero che nasce con casa Agnelli, che erano lì già negli anni Trenta. Nasce alla fine degli anni Cinquanta quando a Viareggio arrivano un certo tipo di persone che non erano più intellettuali come quelli del Quarto platano. Viareggio era la città di Lorenzo Viani, grandissimo pittore il nostro Van Gogh, mentre Forte dei Marmi era quella del Bagno Piero e delle spiagge private. Quando l’Italia diventa benestante Viareggio lascia il testimone a Forte dei Marmi mentre prima il denaro era collegato a Viareggio ora si collega a Forte dei Marmi, chi può si costruisce una villa a Roma Imperiale esattamente come fa Ottavia con il marito con l’aiuto di un architetto di grido».
“Magnifica creatura” non è solo il titolo del libro, ma anche un augurio, un’esortazione. Quando si finisce di leggere il romanzo, la forza, la luce e il coraggio di questa protagonista ci si scopre dentro di sé.
«Il titolo “Magnifica creatura” l’ho scelto non a caso, ogni romanzo è un viaggio che ognuno fa dentro se stesso. Ciascuno di noi è vittima di qualcosa di cui non tutti siamo consapevoli, io l’ho capito tardi, noi veniamo educati a pensare che noi siamo quello che gli altri ci dicono che siamo, e nel caso di Verdiana e Ottavia la situazione diventa esplosiva perché il confronto tra le due è stridente».
Gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza sono fondamentali per la costruzione della personalità.
«È vero. Di fatto Verdiana è stata fatta crescere come la brutta copia di Ottavia. Quando Ottavia entra in una stanza tutti la guardano perché ha fascino, mentre Verdiana risulta trasparente tanto che può spiare tutti senza che se ne accorgano. Così Verdiana vive la sua vita nell’ombra e nei suoi sogni sostituendosi alla sorella, il tema è capire che ciascuno di noi può diventare ciò che è, in ognuno c’è una magnifica creatura ma sta sepolta sotto i pregiudizi, le abitudini, la fretta. Bisogna rivalutare il concetto dell’ozio in senso filosofico e la lettura in qualche modo è ozio. Un momento in cui fai il vuoto nella vita e entri in una dimensione di contatto con la tua anima».
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