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Con i Genesis nel cuore

Luca Trambusti
Steve Hackett in concerto
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Steve Hackett in concerto

Il tour di Steve Hackett parte da Firenze: «La musica della band non mi stanca mai»

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Saranno sei le date in Italia di Steve Hackett. Il primo appuntamento sarà a Firenze, dove si esibirà lunedì prossimo (25 luglio) in piazza Santissima Annunziata nell’ambito della rassegna Musart, in scena fino al 26 luglio con tanta musica e altri spettacoli di varia natura. Quella dell’ex chitarrista dei Genesis sarà, da solista, la sua terza apparizione nel capoluogo toscano: la prima fu nel 2012, l’ultima il 18 luglio del 2019 sempre per Musart. Ma in genere, sin dai tempi della band il suo rapporto con l’Italia è sempre stato molto stretto.

Ancora una volta il bravissimo chitarrista (non pirotecnico ma di grande eleganza) porta in tour un disco del suo passato con i Genesis (dal 1971 con “Nursery Crime” sino al 1976 con “Wind & Wuthering”). Per questo 2022 Hackett ripercorre il doppio live “Seconds Out”, registrato durante il tour di “Wind & Wuthering”, il secondo senza Peter Gabriel, sostituito come frontman da Phil Collins. Le registrazioni furono effettuate al palasport di Parigi dall’11 al 14 giugno 1977, salvo “The Cinema Show”, registrata al Pavillon de Paris il 23 giugno 1976 nel precedente tour (quello di “The Trick Of The Tail”). Essendo “Seconds Out” un disco live la scaletta contiene brani del repertorio della band, quindi sarà, come già allora, l’occasione per un excursus nella carriera della formazione inglese. A questo poi Steve aggiungerà brani dal suo repertorio solista (il suo esordio in tale veste fu, ancora all’interno dei Genesis, nel 1975 con “Voyage Of The Acolyte”). Con lui sul palco alle tastiere Roger King; alla batteria, percussioni e voce Craig Blundell; al sax, flauto e percussioni Rob Townsend; al basso e chitarra Jonas Reingold; alla voce Nad Sylvan.

Hackett, lei sta ripercorrendo la sua carriera con i Genesis. Qual è l’album della band che ama di più?

«L’album dei Genesis che preferisco è “Selling England by the Pound” del 1973. Sento che ha una grande varietà musicale e mi è piaciuto molto il lavoro con la chitarra che ho fatto per quel disco».

Qual è invece il suo album solista preferito?

«Sono due: “Spectral Mornings” del 1979 e il mio album più recente “Surrender of Silence”. Sento che contengono dei fantastici paesaggi sonori».

Come si approccia oggi alla musica dei Genesis?

«Il mio modo di suonare la chitarra si è sviluppato nel corso degli anni; quindi, il mio suono è più forte e il mio vibrato è migliore di quanto non fosse ai tempi dei Genesis».

Non è stanco di suonare la musica dei Genesis?

«No, ho sempre amato la musica della band. Ha una qualità particolarmente speciale».

Dopo la band ha iniziato una carriera solista. Qual è la differenza con lo stare in un gruppo?

«Come artista solista ho autonomia. Con una band, è eccitante quando tutti contribuiscono allo sviluppo delle composizioni. Succede ancora oggi quando, ad esempio, Roger King o Jo Hackett portano idee, il che è fantastico. Ma alla fine sono io che decido, perché così si fa da solista».

L’ultima volta che l’abbiamo vista in Italia è stato nel 2019. Quanto le è mancato l’aspetto live?

«Durante il lockdown ho scritto e registrato due album, l’acustico “Under A Mediterranean Sky” e l’elettrico “Surrender of Silence”. Mi mancava molto il tour, ma mi piaceva anche poter lavorare su tanta musica creativa. Ho avuto pure la possibilità di finire la mia autobiografia “A Genesis in my Bed” e di pubblicare un Dvd live dello spettacolo del 2019. Sono molto sollevato ora di poter tornare in tour dopo così tanto tempo».

L’Italia c’è sempre nei suoi tour. C’è uno stretto legame con il nostro paese. Cosa le piace?

«Amo suonare in Italia. Il meraviglioso pubblico ha sempre risposto così bene sia alla musica dei Genesis che al mio lavoro da solista. La cultura è incredibile con una storia così ricca e con tanti bei posti. Tutti sono così cordiali e il cibo è fantastico. Amo Roma, Venezia, la spettacolare Costiera Amalfitana e tanti posti. Non vedo l’ora di tornare in Italia».

Non è la prima volta che suona a Firenze. Cosa le piace di questa città? Quali altri luoghi della Toscana conosce?

«Sono stato a Firenze molte volte. È una città particolarmente bella. Ha i musei e gli edifici più incredibili. Adoro suonare in quelle piazze meravigliose. La Toscana è una regione speciale con quelle belle colline e i cipressi. Amo anche Siena con i suoi splendidi edifici».l


 

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