Gioco
Una Marianne per Toscani: «Cerco un volto che rappresenti la bellezza intensa della nostra regione»
Il fotografo spiega: «Non voglio una modella truccata ma un’immagine che sia efficace, senza tempo, con carisma e non volgare»
Toscani cerca la toscana per la Toscana. Quello che sembra un gioco di parole in realtà nasconde un casting con cui il grande fotografo e comunicatore Olivero Toscani sta selezionando una donna toscana che dia volto alla regione Toscana. «In Francia – dice Toscani – hanno la “Marianne” che negli anni è stata abbinata a bellezze come Brigitte Bardot o Letizia Casta. In Italia non esiste una tale iconografia. È impensabile – dice – che la Toscana non abbia una sua immagine di bellezza, perché quando dici Toscana in giro per il mondo tutti dicono: che bella!».
Per candidarsi come volto toscano al contest – di cui Il Tirreno è media partner – occorre, a partire da oggi sino al 15 settembre, caricare sul portale www.latoscanaditoscani.it da uno a tre ritratti fotografici “al naturale” e un breve video (massimo un minuto) in cui si racconta di sé e del legame con la Toscana. Seguiranno poi ulteriori selezioni.
«Sto cercando questo volto. Non è – specifica Toscani – un concorso di bellezza dove ci sono le Barbie e domina il marketing. Non sto cercando una modella truccata ma una bellezza che sia intensa, senza tempo, con carisma e non volgare. Ci sono tante donne con questa allure, con un carisma morfologico e uno sguardo che rispecchi la personalità». Quello che cerca Toscani per rappresentare la Toscana è dunque una bellezza senza tempo e senza censo. «La bellezza – dice – non ha età, e quella popolare è molto simile alla nobiltà».
E così Toscani spiega la sua idea di bellezza. «È qualcosa di interiore. È l’accettarsi in maniera naturale e non artificilizzarsi. La bellezza è una sicurezza culturale, non è solo un fatto estetico, deve nutrirti culturalmente. È un qualcosa di soggettivo e personale, altrimenti è una bellezza artificiale che piace a tutti e così rientra nei canoni comuni, standardizzati, una bellezza da “centro commerciale”, che omologa e spersonalizza».
Quello dell’omologazione è un tema caro a Toscani che in merito ragiona così: « Invito soprattutto i giovani a staccarsi dai conformismi. Attenzione perché tutti i conformisti si vestono da anticonformisti – dice categorico – I conformisti che fanno gli anticonformisti si assomigliano tutti, influenzati dai social. Il falso anticonformismo è il male della società moderna. I veri anticonformisti sono una piccola minoranza e quella prenderà in mano il potere, mentre gli altri, sempre più uguali tra loro e convinti di essere il gruppo vincente, sono solo lì per consumare. In tutto questo hanno una grande responsabilità i social, che – aggiunge paradossalmente – sono i grandi campi di concentramento moderni. Lì venivi deportato, qui ci entri volontariamente».
In una società, come l’attuale, in cui l’immagine è fondamentale e la bellezza è un valore aggiunto, spesso quest’ultima diventa oggetto di scontro, di derisione. «Dei “carnefici” – afferma il fotografo – penso che abbiano paura, cercano consenso in modo strano. Non si vogliono bene, non si fidano di loro stessi e si odiano per primi, non rispettano nessuno e pensano in modo violento». Nella sua analisi della società che parte dalla bellezza Oliviero Toscani arriva anche a ragionare sul periodo che abbiamo vissuto negli ultimi anni e nel quale siamo ancora immersi. «Penso che questi due anni di Covid risulteranno utili per rinforzare la coscienza dei più giovani. In questa realtà ci siamo resi conto di certe difficoltà e di certe realtà. È una coscienza dolorosa – dice – Ci siamo confrontati con delle idiozie. Non ne siamo usciti bene – dice Toscani – siamo tutti scioccati, come “shakerati”, sballottati. Pensavamo che il lavoro a distanza, i computer fossero le soluzioni. Cazzate! L’umanesimo è la cosa più importante, Se questo è stato percepito sino in fondo non lo so, ma a qualcuno è arrivato».l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
