Il Tirreno

Firenze

Questione di Dna, è l’estate di Frida

Luca Trambusti
Questione di Dna, è l’estate di Frida

La figlia di Bollani e Magoni suona a Firenze: «Eredità pesante, cerco di essere me stessa»

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Firenze. Nonostante non abbia ancora 18 anni Frida Bollani Magoni è al centro dell’attenzione mediatica. Il suo “Primo tour” farà tappa a Firenze dove si esibirà mercoledì 13 luglio nel Cortile degli Uomini all’Istituto degli Innocenti in piazza della Santissima Annunziata nell’ambito del Musart Festival. Figlia d’arte (il padre è Stefano Bollani, la madre Petra Magoni) è cresciuta ovviamente nella musica, avvicinandosi fin da bambina, con una formazione artistica molto ampia, prima al pianoforte e poi al canto.

BABY PRODIGIO

«Ho iniziato a studiare il piano a 7 anni con gli spartiti in Braille essendo ipovedente – dice – e volevo fare la concertista classica. Poi ho scoperto, grazie anche a mio padre, il jazz e la musica moderna e allora ho allargato il repertorio. Un po’ più grande mi sono avvicinata al canto, che non puoi iniziare a studiare da piccola, perché crescendo la voce cambia.

Da lì ho scelto di unire voce e piano e accompagnarmi con lo strumento è un valore aggiunto».

INIZI IN TOSCANA

La carriera live a proprio nome, dopo le collaborazioni con padre e madre, è iniziata nell’estate 2020. Il suo primo concerto è datato 23 luglio a Pisa (dove Frida vive con la madre e il fratello Leon), il secondo il 30 agosto a Livorno. Da lì la sua carriera è cresciuta ed è arrivato recentemente anche il suo esordio discografico con un album registrato dal vivo. «Abbiamo pubblicato un live perché era già pronto e per dare un ricordo dei concerti al pubblico», confessa candidamente.

PER MATTARELLA

In mezzo anche l’esibizione per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione delle celebrazioni del 2 giugno 2021. «È stata una grande emozione, ero molto agitata, era tutto un po’ insolito e importante. L’occasione era anche dedicata ai giovani e io mi sentivo la responsabilità di essere la rappresentante di un gruppo di giovani artisti». Eppure la “pressione” non fa parte del mondo di Frida, che vive tutto quello che le sta capitando a livello di successo e attenzione mediatica con grande tranquillità. «Sto cercando di vedere il lato positivo delle cose che sono tutte belle. Sento una responsabilità, molto tra virgolette, perché questo è il mio lavoro e faccio ciò che ho sempre desiderato. Vivo serenamente e prendo il mio tempo». C’è anche una grande consapevolezza della sua attività: «Capisco e conosco i miei errori musicali e so cosa migliorare, devo studiare e lo faccio anche per la scuola, frequento il liceo musicale per cui lo studio fa parte della mia vita».

MAMMA E PAPÀ

Allo studio poi si aggiungono i consigli familiari. «Devo dire che questi sono cambiati. All’inizio mi davano più consigli, su cosa fare, sulla scaletta, sui brani da suonare, poi sono diventati sempre meno perché si sono accorti della mia crescita. In due anni sono cambiate molte cose e adesso lasciano che sia io a fare la mia strada. Ora più che consigli la loro è una “presenza”, un supporto. Sono grandi maestri di vita artistica e ho solo da imparare da loro». In particolare quella della madre è una presenza costante ma artisticamente defilata. «Al mio primo concerto c’erano entrambi – ricorda – e dopo tanto tempo si sono anche esibiti insieme. Ho avuto altre occasioni per suonare con loro ma adesso non lo vogliono più fare, anche per paura di rubarmi la scena.

La mamma spesso viene ai concerti e ammetto che cantare di fronte ai genitori non è così semplice, sono più tranquilla quando non ci sono».

A FIRENZE

Nel concerto fiorentino Frida proporrà con voce e pianoforte la rilettura di famosi brani del repertorio italiano e internazionale (Sting Ariana Grande, Robbie Williams). Non mancheranno le sue versioni di “Toxic” di Britney Spears e “Halleluja” di Coen (resa famosa da Jeff Buckley e riportata sul disco in versione “familiare”) ma anche “Caruso” di Dalla e “La Cura” di Battiato. Parte della scaletta compone anche “Primo tour”, il disco che fotografa i concerti dello scorso anno e che è uscito con la copertina in braille pensando proprio a chi, come lei, soffre di problemi visivi.l
 

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