Gioco
Viareggio con Tobino e Viani, la sognante eleganza del Liberty
Lo scorrere delle facciate lungo la passeggiata, il fascino dei grandi Caffé storici, le vestigia del bel mondo nella città di mare amata dagli artisti
L’inquieto viaggiatore che attraversa questi nostri itinerari privatissimi nella Toscana degli affetti, arriva finalmente a Viareggio a volte carico delle sue ansie, delle sue molte stanchezze. Stanchezze dovute, forse, alla sua singolare condizione di persona in continua ricerca, di soggetto consegnato al perenne movimento. D’altronde, è il destino, il sentire di questi nostri giorni. Un sentire che ci agita anche quando siamo fermi. Ed allora Viareggio interviene con una sua speciale magia. Che ci solleva dai nostri pesi, dai nostri carichi, rendendoci la passeggiata e l’incontro con questi luoghi insolitamente lieve, insolitamente felice.
La magia del Liberty
Questa singolare magia di Viareggio, infatti, si avvicina al viaggiatore già con l’elegante passeggiata a mare. Che sembra quasi scendere verso di noi da inusitate altezze. È una lunga passeggiata a mare ampia ed ariosa, qua e là punteggiata da ville imponenti, che sembrano musei, da grandi alberghi e indimenticabili facciate. È una lunga, affascinante carrellata che ricorda gli stili curiosi e floreali dell’inizio del secolo scorso. Da questo punto di vista, si può ben dire che Viareggio è la Brighton toscana, dove gli stili europei ed oltre europei sono stati fusi, nel corso del tempo, in una felicissima sintesi.
La Via Regia
Il grande Liberty viareggino del lungomare è infatti sempre in trionfo, un trionfo squillante. Che ben si fonde con le varie pennellate di toni diversi dell’ampia spiaggia e del mare. Da questo punto di vista, avevano infinita ragione gli antichi che chiamarono appunto questa via che attraversa tutto l’abitato Via Regia, la via reale, la regina delle arterie che da Roma conduceva verso nord, risalendo la costa toscana. Ed è proprio da una contrazione di quell’antico nome latino, che ne sancisce definitivamente la regalità, che nasce il nome della città di mare che stiamo adesso attraversando.
Al Caffè con Puccini
Ma bisogna provare poi a fermarsi nei grandi caffè storici, monumentali, sempre lungo la passeggiata a mare, che ci donano l’onirica impressione di essere un po’ a Parigi, un po’ a Lisbona, un po’ lungo certe coste meridionali della Francia raccontate da Fitzgerald, o dipinte da Gauguin. Basta fermarsi, per esempio, al Gran Caffè Margherita, del 1928, per avere l’impressione – o fu realtà? – di prendere un caffè e conversare per un po’ con Gabriele d’Annunzio, o con Puccini. I due artisti infatti erano clienti abituali di quel caffè.
Passeggiare con Tobino
Questa dimensione di sogno è la dimensione in cui si attraversa tutta la città. Ma Viareggio significa anche Mario Tobino. Il grande scrittore e psichiatra, infatti, nacque proprio nella città di mare nel 1910. E alla sua città d’origine, Tobino dedicò uno dei suoi libri più belli, dal poetico titolo “Sulla spiaggia e di là dal molo”. In quel delicatissimo libro, Tobino racconta la nascita di Viareggio, innanzitutto come piccolo paese di pescatori e di piccola gente. Fino alla sua faticosa trasformazione, lungo tutto l’Ottocento ed i primi del Novecento, in una delle grandi capitali del turismo colto e dorato del gran mondo. Una sorta di violenta trasformazione per il piccolo abitato di pescatori, il cui ricordo Tobino amava profondamente.
Come un quadro di Viani
Nel libro, inoltre, Tobino racconta anche la sofferta parabola di altri indimenticabili figli di Viareggio. Come, per esempio, il grande pittore del secolo scorso Lorenzo Viani. Che dedicò tutta la sua vita a dipingere ogni angolo della sua città. Basta guardare infatti una tela qualsiasi di Viani, per sentire in essa Viareggio. Il bel libro di Tobino, dunque, è il migliore compagno, la guida migliore, da portare con sé, lungo la scoperta degli angoli misteriosi e profondi di questa città. È infatti attraverso la lettura lieve di queste pagine felici, attraverso nostri i percorsi dentro l’elegante città, che il viaggiatore riesce finalmente a raggiungere il suo scopo. Che riesce finalmente a dimenticarsi, a sentire davvero questa luminosa, solare città di sabbie e di onde.
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