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L’occhio e la creatività L’arte di Siani


17 giugno 2022


Carrara “L’occhio nella creatività dell’arte”, questo il titolo della mostra di Francesco Siani a palazzo Binelli a Carrara, fino al 10 luglio.

La mostra si svolge al piano nobile del palazzo e ogni stanza è una piccola mostra a sé. Iniziando dalla saletta di ingresso nella quale si trova solo un ritratto in terracotta della madre del 1979. A seguire un assaggio del “popolo della memoria”, una serie di personaggi imponenti che con il loro unico occhio guardano l’osservatore. Dallo studio per la realizzazione di questi personaggi che, racconta l’autore, «sono arrivato a usare la tecnica acquisita ai piccoli personaggi delle opere letterarie che seguono nelle sale successive. Pinocchio, la prima che incontriamo è anche la prima con la quale mi sono cimentato. Al centro l’unica opera tridimensionale rappresenta Geppetto, creatore materiale del piccolo burattino. La mostra prosegue con il Mago di Oz e qui, come nelle successive troviamo al centro una installazione che è in connessione con tutti i personaggi. Nel caso del Mago di Oz la casa di Dorothy da cui parte l’intera storia, realizzata con uno specchio che riflette al suo interno i personaggi e osservatore». A seguire la sala dedicata a Dante con il poeta e Beatrice. Altri personaggi li guardano dalle pareti adiacenti, ognuno preso dal proprio ruolo o dalla propria “punizione”. Al centro una teca racchiude la corona d’alloro simbolo di cultura e sapere e da sempre associata al Poeta. «La mostra – spiega Davide Pugnana, curatore – da un lato, è la presentazione del catalogo generale della sua attività artistica, lungo l’arco di quarant’anni di ricerca; dall’altro, la traduzione in chiave figurativa di grandi classici della letteratura occidentale, a partire dai personaggi danteschi e da “Pinocchio”, passando da mito immortali del nostro immaginario come “Peter Pan” e “Il mago di Oz”. A un certo momento della sua attività artistica, spinto da motivi differenti Siani ha provato l’esperienza di illustrare un classico, di assimilarlo». E aggiunge il curatore: «Siani appartiene a questa schiera di lettori speciali per i quali la pagina scritta non si ferma al palcoscenico della finzione mentale; ma, con una spinta quasi fisiologica, tende a farsi corpo grafico, ossia richiama alla memoria la forma di cui è composta. Questa molla conoscitiva informa di sé tutta la ricerca di Siani, a partire dagli schizzi nei taccuini che, sia pure nella loro varietà espressiva, si configurano come un sismografo acutissimo nel registrare le dinamiche di più bruciante attualità e a mostrarne il volto ora grottesco e perturbante, ora passato al filtro di un innesto che unisce la visionarità combinatoria e la modernità. Anche nelle zone dove la resa dei personaggi delle tre fiabe si fa più lirica e intimista, lo stile di Siani mantiene la freschezza che abbiamo già visto, su scala maggiore, nel “Popolo della memoria”. Su quest’ultima chiave espressiva si allineano le figure di impianto iconografico più articolate e certo di maggior impegno interpretativo per l’osservatore.l

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