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Magliano, il borgo della Maremma che racchiude storie e leggende

Stefano Adami
Una veduta di Magliano in Toscana
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Una veduta di Magliano in Toscana

Il prezioso scrigno del borgo contiene numerosi luoghi di culto. Di particolare interesse è la chiesa di San Giovanni Battista, anch’essa rinascimentale. Gli interni della chiesa ospitano, nelle pareti laterali, degli interessanti affreschi di scuola senese

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Magliano in Toscana è il cuore di un territorio ricco ed importante a sud, in Maremma. Un territorio che è come una trapunta di olivi d’argento e di viti più dense e colorate. Sopra questa ampia trapunta, l’antico borgo di Magliano si disegna come una nave che taglia diverse sfumature di verde e marrone. Una nave difesa dai profondi parapetti delle mura antiche, e dalle precise, perfette curvature di otto torri circolari che entrano dentro il verde. Come una prua che spezza le onde compatte.

MURA, TORRI E PALAZZI

Le mura possono essere percorse quasi per intero lungo i camminamenti sopraelevati, a fianco di merlature ed archetti. Camminamenti che regalano l’emozione di contemplare il territorio del borgo proprio come l’avrebbe scrutato un osservatore medievale. Da un lato, i colli si addolciscono verso la pianura ben lavorata, fino ad allungarsi, nell’altro versante, dalla parte del Parco dell’Uccellina. Che si apre poi verso il mare. L’entrata principale nel borgo antico è per la trecentesca Porta di San Giovanni. Una grande porta ad arco pieno, tutta composta in luminosi blocchi di travertino. Da quella porta è possibile poi giungere ad uno dei luoghi focali del borgo, il Palazzo del Podestà. Costruito su un bell’arco a sesto acuto d’entrata, ed intarsiato in una bianca facciata quasi di smalto. Un’altra notevole facciata di palazzo del borgo, è quella del Palazzo di Checco il Bello. Edificio completato in età gotica, con tutti gli stilemi dell’epoca, e poi rimaneggiato in età rinascimentale, secondo gusti diversi.

IL MAGLIO

Il prezioso scrigno del borgo contiene numerosi luoghi di culto. Di particolare interesse è la chiesa di San Giovanni Battista, anch’essa rinascimentale. Gli interni della chiesa ospitano, nelle pareti laterali, degli interessanti affreschi di scuola senese. Nell’abside, invece, si vede un importante tabernacolo duecentesco inserito nelle mura portanti dell’edificio. Dentro il tabernacolo si trova il maglio, lo stemma della creativa comunità che abitava il borgo, che proprio da esso trasse il nome. Il maglio, strumento importante, già all’epoca, e valido aiuto allo sforzo umano, sia nell’ambito dei lavori delle campagne, che di quelli preindustriali. Ma il centro di Magliano racchiude numerosi luoghi importanti dal punto di vista storico e culturale, e vari conventi e santuari.

UNA LUNGA STORIA

Percorrendo il centro storico del paese, infatti, si può leggere nelle vie silenziose, e nei paesaggi che si aprono oltre le mura, la lunga storia di questo grande territorio. Territorio già abitato in età etrusca, quando l’antica città di Heba dominava i traffici tra la piana e i colli del Fiora e dell’Albegna. Oltre la pianura, infatti, si sale verso Scansano, attraverso luoghi che producono vini pregiati. Primo fra tutti il Morellino, ormai apprezzato a livello internazionale.

MONACI E LEGGENDE

Un altro luogo da visitare assolutamente, poco fuori del borgo, è il monastero di San Bruzio. Monastero ormai in rovina, di cui oggi sono rimasti solo alcuni archi rampanti della chiesa. Poche vestigia, purtroppo, ma di grande potenza e fascino. Parlano profondamente all’osservatore che attraversa la campagna per osservarle. La storia dice che il monastero fu iniziato attorno all’anno 1000 dai benedettini. Non è chiara la ragione per cui, completato l’edificio, esso fu abbandonato, pare, dopo il XIII secolo. Il territorio di Magliano, nei secoli, come quello del Parco dell’Uccellina, d’altronde, ha dato vita a numerose leggende. Leggende che narrano di monaci, o di ombre di monaci che, lievi ed oranti, tornano ad abitare a notte le rovine del monastero. Incrociando, qui e là, le strade percorse dai viaggiatori.

L’OLIVO DELLA STREGA

Altro luogo da non perdere assolutamente, è quello che si trova poco fuori dall’abitato di Magliano, e che ospita l’Olivo della Strega. Un olivo monumentale, uno dei più antichi d’Europa. Lo troviamo alle spalle della piccola chiesa della Santissima Annunziata. Pianta che, secondo molti studiosi, avrebbe almeno 3500 anni. Il grande fusto, in basso, verso le radici, è cresciuto intrecciandosi su se stesso. Sembra così contenere in sé tutte le mutevoli forme del mondo. Così l’Olivo della Strega, vecchio come la guerra di Troia, a contemplarlo, ed ascoltarlo, dispensa ancora la grande saggezza del tempo, che il viaggiatore qui profondamente ricerca.

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