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Lucca, la musica classica tra le note di Bach e le parole di D’Annunzio

Paola Taddeucci
Lucca, la musica classica tra le note di Bach e le parole di D’Annunzio

Nove giorni di concerti a Lucca con una giornata dedicata al jazz e il live del trombettista Paolo Fresu

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La sinfonia di Ezio Bosso dedicata al “bosco che suona” e il concerto silenzioso sotto le stelle. I capolavori biblici di Bach e il canto in volgare più antico. I testi di D’Annunzio e i virtuosismi di Segovia. Sono solo alcune perle del festival Lucca Classica – organizzato dall’associazione musicale lucchese con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio – che torna nella sua edizione primaverile dopo lo spostamento all’estate nel 2021 e le limitazioni dovute alla pandemia nel 2020. Nove giorni di totale immersione nella musica e nella cultura, da sabato al primo maggio, in alcuni dei luoghi più belli del centro storico e dei dintorni. Oltre ai concerti, sono previsti incontri con gli artisti e con intellettuali, spettacoli, itinerari, visite guidate e iniziative per bambini: più di cinquanta appuntamenti incentrati sulla musica classica che – secondo la formula del festival, arrivato all’ottava edizione – diventa pop, cioè popolare, coinvolgendo non solo gli appassionati. L’ingresso è gratuito per diversi appuntamenti, per altri è previsto un biglietto il cui costo varia (tutto su www.luccaclassica.it).

PASOLINI E BACH

Il concerto inaugurale, alle 21 di sabato nella chiesa di piazza San Francesco, vede protagonisti l’orchestra e il coro del locale istituto musicale intitolato a Boccherini, insieme con i solisti Silvia Chiesa, Valentina Caladonato e Maurizio Baglini e con la voce recitante di Sandro Cappelletto. In programma anche un omaggio a Pier Paolo Pasolini nel centenario della nascita e un’opera del compositore estone Arvo Pärt, quest’ultima di straordinaria attualità perché scritta nel 1968 per esprimere il senso di disintegrazione e la voglia di rinascita del suo popolo, allora sottomesso all’Unione Sovietica. Tributo a Pasolini anche domenica alle 16.30 nell’auditorium di piazza del Suffragio con il violinista Marco Rizzi e Cappelletto, autore della drammaturgia e voce narrante di “Un frammento di canto d’amore”, con musiche di Bach. È uno dei tanti appuntamenti della giornata che alle 21, sempre nell’auditorium, vedrà in scena il celebre violoncellista Mario Brunello con il suo spettacolo-concerto incentrato su Bach, in particolare sulle Sonate e Partite, profondamente legate alla liturgia e alla teologia cristiana. Brunello racconterà questa “storia biblica” in tre serate – oltre al 24, il 25 e il 26, stessa ora e luogo – anche con immagini di opere d’arte, suonando ogni volta brani diversi di Bach in un coinvolgente rapporto con il pubblico.

SEGOVIA E D’ANNUNZIO

La serata del 24 si concluderà, alle 23.30 nell’auditorium del Suffragio, con il “Concierto sin luz”: il “Notturno” di Gabriele D’Annunzio incontra la musica di Andres Segovia, il più grande chitarrista del XX secolo. Con Giampaolo Bandini alla chitarra e Amanda Sandrelli, voce narrante. Tra i tanti eventi del 25, poi, la musica dai campanili con l’Associazione campanari lucchesi (alle 16 in piazza San Frediano, con replica il 26 e il 27 nella stessa piazza, il 30 nella chiesa di San Pancrazio) e un concerto-lettura per la festa della Liberazione (alle 17 in piazza San Francesco). Sarà il teatro San Girolamo, invece, ad ospitare “L’arte della fuga”, spettacolo con l’attore Marco Brinzi e ispirato al pianista Glenn Gould, scomparso nel 1982 e considerato il massimo interprete di Bach nella storia (27 aprile alle 21 con replica il 28 alle 17.30).

LA SINFONIA DI BOSSO

La giornata del 29 vedrà tra i protagonisti il violinista Giuseppe Gibboni, vincitore del premio Paganini 2021 che alle 17 sarà presente ad un incontro nella chiesa di S. Maria Forisportam e alle 21 nella chiesa di San Francesco si esibirà accompagnato dall’orchestra Boccherini. Un concerto molto particolare, nel corso del quale verrà eseguita anche la Sinfonia “Under the Trees” Voices che il compianto Ezio Bosso compose nel 2010 in onore della foresta dei violini e del “bosco che suona”: miracoli della natura, in Trentino, dove crescono i cosiddetti alberi di risonanza, da cui fin dal 1600 – Stradivari fu tra i primi – vengono selezionati i legni per la costruzione delle tavole armoniche degli strumenti. Al maestro Bosso venne dedicato un albero, purtroppo abbattuto, come tanti altri, dalla terribile tempesta Vaia che nel 2018 ha decimato quei boschi. A conclusione della giornata la magia del concerto silenzioso in notturna avvolgerà dalle 23 il suggestivo giardino di Palazzo Pfanner con il pianista Andrea Vizzini. A tutti partecipanti verranno fornite cuffie ad alta fedeltà con cui ascoltare la musica proposta da Vizzini, che suonerà brani ispirati alla luna.

IL LAUDARIO DI FRESU

Tra i numerosi eventi degli ultimi giorni, quelli del 30, in occasione della giornata internazionale del jazz, con Paolo Fresu, uno dei trombettisti più famosi nel mondo: alle 15.45 incontro pubblico nell’auditorium di piazza del Suffragio e alle 21 nella chiesa di piazza San Francesco protagonista di “Altissima luce”, lavoro ispirato al Laudario di Cortona, il più antico esempio di composizione musicale in italiano volgare da lui rivisitato in collaborazione con Daniele di Bonaventura. Il 1° maggio, invece, a mezzogiorno in piazza San Michele il concerto degli Ottoni della Cappella Sistina, mentre il Quartetto d’archi della Scala e il pianista Simone Soldati si esibiranno alle 17.30 nell’auditorium di piazza del Suffragio: nel programma anche la Gavotta e la Fuga in sol maggiore per quartetto d’archi di Giacomo Puccini, al festival dopo la recente prima ripresa in tempi moderni al Teatro alla Scala. Preludio alla conclusione, intorno alle 18.45, con l’assegnazione del premio Lucca Classica al maestro Riccardo Chailly, direttore musicale della Scala. Dopo la cerimonia, la celebre bacchetta dialogherà con Oreste Bossini in una conversazione accompagnata da filmati delle sue direzioni pucciniane.

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