Gioco
Bombardieri e gli altri animali di Forte dei Marmi: «La mia arte per ritrovare il bambino dentro di noi»
L'artista ha inaugurata la mostra in centro dove le opere sono dislocate tra il Fortino e il Pontile: «L’intento è impattare sullo spettatore, spronarlo, e arrivare nel suo profondo»
FORTE DEI MARMI. Ritrovare il bambino che è in ognuno di noi, stuzzicare la fantasia e sensibilizzare lo spettatore nel suo rapporto con la natura. È l’approccio filosofico dell’arte di Stefano Bombardieri. Sue le nove opere monumentali in mostra in centro a Forte e che rimarranno fino al 16 luglio. Il progetto espositivo è nato dall’idea della Galleria Oblong Contemporary Art di Dubai e Forte dei Marmi, con le due socie e fondatrici Paola Marucci ed Emanuela Venturini. «Sono una serie di opere - spiega Bombardieri - davanti alle quali lo spettatore è chiamato a interrogarsi: deve riflettere sul rapporto che l’uomo ha con la natura e con la Terra, e quello che lasceremo in eredità alle generazioni future. È una sensibilizzazione a tuttotondo sull’ambiente».
Il titolo della mostra è "Bombardieri e altri animali", su idea del curatore Luca Beatrice che ha spiegato di aver accostato il cognome «meraviglioso» dell’artista con gli animali con i quali l’autore si confronta. «L’intento - prosegue - è impattare sullo spettatore, spronarlo, e arrivare nel suo profondo. Deve così pensare alla natura, si deve porre il problema di quello che lasceremo ai nostri figli». Ma alcune opere devono ingannare anche la razionalità, e lasciar fluire la fantasia. Come la prima di questo percorso espositivo: "Marta e l’elefante", davanti al Fortino. «Di fronte a questo bambino - va avanti -, che tira l’elefante, l’intento è quello di stimolarci a ritrovare il bambino che è in ognuno di noi e quindi ad usare la forza della fantasia. Un tratto che anche l’adulto di tanto in tanto deve tirare fuori».
La seconda opera si trova sempre in piazza Garibaldi, "Testa Rino", un’imponente testa di rinoceronte. La mostra prosegue con "Il peso del tempo sospeso/rinoceronte", un rinoceronte a grandezza naturale sospeso nello spazio tramite due fasce, nel parco di via Spinetti, mentre una scultura analoga si trova in via Carducci all’incrocio con via Veneto. In via Carducci c’è anche lo "Struzzo Rubik Whitehorse", dove uno struzzo, che notoriamente nasconde "la testa nella sabbia", si tuffa nel celebre e magico poliedro dell’ungherese Erno Rubik. Davanti al pontile due sculture: "Totem", e "Insegna torno" che si compone di cinque bocche sospese. La mostra si conclude nella Galleria Oblong, con sculture più piccole, a partire dall’opera "Balancing on the past", formata da quattro elementi scultorei che dialogano con un bambino. All’inaugurazione, davanti al Fortino, il presidente della Fondazione Villa Bertelli, Ermindo Tucci, e la vicesindaca Graziella Polacci.
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