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Dal rap a Sorrento al palco di Sanremo, Anastasio si racconta a TirrenOn: «Il mio segreto? L'improvvisazione...»
Il cantante ospite della nostra rubrica Instagram: il suo tour fa tappa a Firenze giovedì 7 aprile
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La sfida a colpi di freestyle a Sorrento vinta col nome di Nasta MC e la ribalta nazionale nei “panni” di Anastasio. «Perché “MC” faceva molto rap old school e quindi scelsi di inserirlo anche io nel mio nome d’arte, poi ho cambiato». Quindi l’esperienza a XFactor e la «festa gigantesca dopo l’ultima puntata, quella che mi ha incoronato vincitore. Una notte di musica e balli con il cast, i membri della giuria, i concorrenti. Non feci neppure un’ora di sonno. E il giorno dopo mi sono ritrovato in un’altra realtà, fatta di appuntamenti, conferenze stampa, interviste».
Dalle canzoni caricate su YouTube a “Mielemedicina”, il disco uscito il 25 febbraio, che dà il nome al tour in partenza mercoled' 6 aprile all’Estragon di Bologna. Giovedì 7 aprile alle 21 l’appuntamento a Firenze, al Viper Theatre. E poi altre sei date: il 14 a Milano, il 15 a Torino, il 21 a Roncade, il 23 a Trento, il 28 a Napoli e il 29 a Ciampino. I biglietti sono acquistabili su TicketOne.
Marco Anastasio si è raccontato martedì 5 aprile a “TirrenOn” (clicca qui per vedere la diretta), la rubrica sulla pagina Instagram de Il Tirreno che viaggia nelle vite dei giovani che, anche e soprattutto attraverso il web, hanno saputo costruirsi il successo.
Nato nel 1997 a Meta, nella penisola sorrentina, Anastasio ha frequentato il liceo classico. «E vi assicuro che non è una mia peculiarità, ci sono molti rapper che hanno studiato latino e greco da ragazzini. A me le versioni non riuscivano benissimo – rivela il 24enne che nel marzo 2018 tirò fuori il tormentone “Come Maurizio Sarri”, dedicato all’allora allenatore del Napoli – ma il liceo mi ha insegnato l’arte dell’improvvisazione, perché davanti ai prof non si rimane mai in silenzio, altrimenti ti distruggono. Mostrare sicurezza, sempre».
Un “trucco” che Anastasio ha utilizzato alla grande nel 2018, durante il talent XFactor, che poi ha vinto. «Cantavo “Generale” di De Gregori, arrangiata in chiave rap. Durante l’esibizione mi sono accorto di essermi dimenticato un pezzo del testo. Ho improvvisato e sono andati avanti. Il pubblico si è messo ad applaudire. Mi sono sentito Dio». Da uno show all’altro. Nel febbraio 2020 la partecipazione al Festival di Sanremo con “Rosso di Rabbia”. «Il Festival è una roba incredibile – racconta Anastasio –. La sera canti sul palco, ma la giornata passa da mille interviste, e devi dire sempre le stesse cose ma sempre col solito entusiasmo. È massacrante, ma ci ho fatto l’abitudine». La pandemia ha dato un duro colpo al mondo della musica, ma per Anastasio è stato un modo per caricare le batterie e prepararsi al grande ritorno.
«Un po’ di paura per la ripartenza sul palco c’è, ma di quella sana. Ogni tanto mi fermo a pensare al passato e a quella volta che mi sono esibito in pubblico in una gara di rap organizzata a Sorrento. Sono passati pochi anni – conclude Anastasio – ma sono cambiate un sacco di cose. E io la mia vita la voglio così, sempre in movimento».
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