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Le antiche fortezze della Garfagnana seguendo le tracce di Ludovico Ariosto

Paola Taddeucci
La rocca di Castelnuovo Garfagnana
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La rocca di Castelnuovo Garfagnana

Da simboli di potere a preziose testimonianze da ammirare fra Mont’Alfonso e Castelnuovo

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Secoli fa erano il segno del potere. Da lassù i signori potevano controllare il popolo e difendersi dai nemici, tanto che c’era una sorta di gara a costruirne sempre più alte, imponenti e inespugnabili. Oggi, per fortuna, non assolvono più a questi compiti e le fortezze della Garfagnana sono patrimonio di tutti, preziose testimonianze da ammirare e da scoprire.

MONT’ALFONSO

Oltre un chilometro di mura, sette baluardi, un camminamento per la ronda, due porte, diversi edifici su una superficie di circa sessantamila metri quadrati: quella di Mont’Alfonso, su un colle che domina Castelnuovo, è tra le fortezze più significative e importanti. Fu costruita per volontà di Alfonso II d’Este tra il 1579 e il 1586 per difendere la città e il dominio del suo casato – che occupò per secoli gran parte della Garfagnana – dalla Repubblica di Lucca e dai fiorentini. E fu costruita bene: la notevole mole e soluzioni architettoniche innovative scoraggiarono i nemici tanto che l’unico assedio di cui si ha notizia risale agli inizi del ’700. Venduta a privati alla fine dell’800, divenne un podere agricolo poi abbandonato, fino a quando fu acquistata nel 1980 dalla Provincia di Lucca, che l’ha restituita alla cittadinanza dopo il restauro sia della cinta muraria che degli edifici rimasti. Oggi è sede di uffici pubblici, ed eventi culturali e mostre. Secondo una leggenda la fortezza sarebbe collegata attraverso una galleria sotterranea alla Rocca Ariostesca di Castelnuovo: un passaggio segreto che, in caso di assedio, avrebbe permesso di rifugiarsi all’interno delle mura. All’aria aperta, invece, è il suggestivo sentiero pedonale dell’Ariosto che parte dal centro e arriva fino al colle.

IL SEGNO DI ARIOSTO

Nonostante la permanenza di soli tre anni dal 1522 al 1525, Ludovico Ariosto ha lasciato il segno a Castelnuovo, come dimostrano le ripetute intitolazioni e le iniziative che puntualmente vengono organizzate in suo onore. Nel 2022, in occasione dei cinque secoli dal suo arrivo, gli eventi sono già partiti e andranno avanti per tutto l’anno; verrà anche aperto un museo a lui dedicato. L’autore dell’Orlando Furioso fu governatore per conto degli estensi e visse nella fortezza a lui intitolata, simbolo della città. Costruita nel XI secolo e da sempre sede del potere, ancora oggi domina l’intero borgo dalla piazza principale con la sua mole a trapezio, alleggerita dalla presenza di due piccole corti interne. Nel corso del ’200 e nel ’300 subì modifiche e ampliamenti, compresa l’edificazione della torre civica con l’orologio, mentre è del 1675 la terrazza che guarda sulla piazza, eretta in concomitanza con l’apertura dell’arco monumentale di accesso al centro. Sede municipale fino alla Seconda guerra mondiale, nel 1944 subì pesanti bombardamenti che causarono seri danni, ai quali è stato posto rimedio con varie ristrutturazioni nei successivi decenni. Quest’anno è prevista la conclusione del nuovo restauro finalizzato alla creazione del museo.

IL DOPPIO TRAMONTO

Parla estense anche la rocca di Trassilico, borgo a oltre 700 metri di quota nel territorio comunale di Gallicano. Su un fortilizio già esistente fin dal XII secolo nel punto più alto del paese, gli Este ne fecero costruire uno più imponente e adatto alla difesa, visto che Trassilico era l’avamposto meridionale del ducato in una zona teatro di cruente lotte di confine con la Repubblica di Lucca. Proprio la posizione elevata, tuttavia, segnò la decadenza della fortezza che, troppo esposta a fulmini e forti venti, nel ’700 venne abbandonata come presidio militare e amministrativo per essere destinata a fini agricoli. In tempi recenti il restauro l’ha resa praticabile alle visite, valorizzando di nuovo la sua posizione privilegiata, questa volta non più per scopi bellici. Un panorama mozzafiato, infatti, attende chi sale sul colle, da cui si può godere, tra l’altro, lo spettacolo del doppio tramonto sul Monte Forato, cima delle Apuane con un insolito arco: in certi giorni dell’anno il sole scende dietro la prima vetta e poco dopo riappare per alcuni secondi attraverso il buco, prima di scomparire definitivamente dietro la seconda vetta. Una rara meraviglia della natura intrisa di leggenda e di misticismo.

MUSEO VIVENTE

Dalla metà del ’400 gli Este si insediarono anche nella maestosa fortezza di Verrucole, frazione di San Romano, modificando quello che fin dal X secolo era stato il centro del potere di altri feudatari. Le sue fattezze attuali risalgono principalmente a due periodi: l’epoca del marchese Leonello (circa 1450) e di Alfonso II (circa 1564) che la trasformarono in una cittadella costituita da due rocche, una quadrata e una circolare. Persa la sua funzione militare e utilizzata per altre funzioni, passata poi ai privati e infine messa all’asta, nel 1986 fu acquistata dal Comune di San Romano e in seguito restaurata. Dal 2013 è visitabile grazie al progetto Verrucole Archeopark che prevede la ricostruzione della vita all’interno della fortezza sotto forma di museo vivente, com’era quando era abitata in passato (info su www. fortezzaverrucolearcheopark. it o pagina facebook relativa).

LA FORZA DI CASTIGLIONE

Una delle poche comunità della Garfagnana non sottomesse agli estensi fu quella di Castiglione, che rimase fedele alla Repubblica di Lucca difendendola strenuamente da numerosi attacchi. La rocca attuale – di proprietà privata, ma visitabile su prenotazione rivolgendosi alla Pro Loco – risale alla fine del ’300, quando la cinta muraria venne ampliata fino a una lunghezza di 750 metri e un’altezza tra 11 e 17: un complesso fortificato tra i più suggestivi del territorio, tale da rendere Castiglione uno dei borghi più belli d’Italia.

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