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Ayle, il livornese in gara per il concerto del 1°Maggio

Dario Serpan
Ayle, il livornese in gara per il concerto del 1°Maggio

Elia Faggella canta e ricerca la felicità: «Sono alle preselezioni: che gioia!» 

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LIVORNO. «A maggio il mondo è bello e invitante di colori, ma ancora sugli alberi ci sono solo fiori». Lo canta Jovanotti in una hit degli anni ’90: magari ne è sbocciato uno nuovo a Livorno e porterà buoni frutti salendo sul palco del Primo Maggio a Roma, nel cast del concertone gratuito che ogni anno porta grandi nomi e nuove proposte. Tra quelle in lizza c’è anche Ayle, nome d’arte di Elia Faggella, giovanissimo cantautore livornese che ha passato la preselezione del contest 1M Next.

Saranno scelti un minimo di tre artisti che verranno invitati a esibirsi durante il live di piazza San Giovanni in diretta tv su Rai 3. Sono 150 quelli che hanno passato la preselezione: fino al 31 marzo si può votare online sul sito internet 1mnext.primomaggio.net.

Le preferenze del pubblico saranno sommate a quelle di una giuria di qualità composta da addetti ai lavori, quindi entro il 5 aprile usciranno i nomi di almeno 10 finalisti del contest. Tra i papabili, va detto, ci sono artisti che hanno già una certa esperienza, mentre Ayle deve farsi le ossa e ha un futuro davanti che, se a questo giro non dovesse andare bene, potrà mettergli sul piatto tante altre occasioni per crescere e fare conoscere la sua musica. Ma intanto, a 18 anni appena compiuti, gode già di una certa attenzione. Ettore Caretta, manager di Torino, lo ha accolto nella sua agenzia, mentre alcune etichette si avvicinano.

E poi ci sono i consigli e tutto il supporto di suo padre, Luca Faggella, affermato cantautore livornese. Com’è nata l’idea di partecipare al contest per il Primo Maggio? E quanto spera di farcela?

«È stato il mio manager a convincermi a iscrivermi: avevo dei pezzi pronti e gli sono piaciuti, così ci siamo buttati e sono già felice di essere entrato tra i primi 150. Vediamo come andrà, ma sono consapevole che ci sono altri artisti più grandi ed esperti di me; per alcuni di loro probabilmente è una sorta di ultimo treno. Per me invece è una porta aperta, ma non è fondamentale salire adesso sul palco del Primo Maggio. Sto lavorando per crescere e sentirmi più sicuro a livello di performance; adesso è questa la mia priorità».

Qual è lo stile di Ayle: è lui a raccontarlo. «Le mie prime canzoni erano sul genere trap, che però adesso non mi appartiene più. Era l’inizio di un percorso, ora mi sento cresciuto e voglio fare altro. Mi piacciono molto gli Smiths, ma in generale cerco di fare la musica che vorrei ascoltare, senza circoscrivermi in un solo genere, ma casomai spaziando dal pop al rock, dal punk alla techno». Già a 4 anni faceva musica. «Già dai 4 ai 10 anni ho studiato vari strumenti musicali: dalla batteria al pianoforte, dal violoncello alla chitarra. Poi ho smesso e per un periodo mi sono disinteressato della musica, dedicandomi allo sport: ho giocato a calcio per qualche anno. Poi è arrivata la pandemia e un po’ la noia e la necessità di stare a casa mi hanno spinto a ricominciare a suonare e iniziare a scrivere».

Di cosa parla nei suoi testi? «Di esperienze personali e problemi che ho affrontato, delle sensazioni che provo rispetto a ciò che mi circonda. Per me la musica è una forma di evasione: cerco la felicità nei miei brani, anche per riascoltarmi e riconoscermi». Che rapporto ha con suo padre, Luca Faggella? «Siamo stati distanti per un periodo, ma la musica ci ha avvicinati molto. Su quello che faccio ci mette bocca il giusto, ma apprezzo i suoi consigli». Sul petto, invece, ha un tatuaggio con scritto “Mariarita”: chi è? «Mia nonna materna, scomparsa non da molto. Era una pittrice e di recente c’è stata una sua mostra di quadro astratti in una galleria di Livorno. Ero molto legato a lei e voglio tenerla sempre con me».
 

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