Il Tirreno

musica

Il duo di strada dei Varuna incanta le piazze di borghi e città

Amanda Fincatti
Francesca Natali e Nicola Buscioni (il duo Varuna) durante un’esibizione a Roma
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Francesca Natali e Nicola Buscioni (il duo Varuna) durante un’esibizione a Roma

La potente voce di Francesca accompagnata dall’hang drum di Nicola arriva al traguardo della pubblicazione del primo album, “Tra il sacro e il profano” 

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PISTOIA. “Fra il sacro e il profano”: s’intitola così la concretizzazione del progetto musicale del duo Varuna, composto dalla cantautrice Francesca Natali e dal percussionista Nicola Buscioni, ambedue di Pistoia.

La pubblicazione del loro primo album, che ormai si avvicina, rappresenta il risultato di un percorso di dedizione e di studio iniziato nel 2020 in uno dei momenti più critici della pandemia. Compagni anche nella vita, Francesca e Nicola compongono il duo: lei, la voce, è anche l’autrice e lui, percussionista con l’hang drum, arrangia i brani. Insieme portano la loro arte per le strade delle città guidati da un’idea di libertà.

“Fra il sacro e il profano” è il loro primo progetto che a breve sarà pubblicato, nato appunto durante la seconda ondata di coronavirus in Italia, momento in cui Francesca e Nicola si sono trovati in isolamento domiciliare dopo essersi contagiati. «Sconfiggere il peggio della malattia ha coinciso con l’avvio del nostro progetto musicale, nato spontaneamente dalla necessità di passare il tempo e di esprimere i nostri sentimenti», raccontano. Da allora, sempre nel rispetto delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, il duo si è presentato al pubblico con un proprio repertorio muovendosi per le vie e le piazze di molte città e borghi toscani, a Pistoia, a Lucca, a Pisa, a Livorno, ma anche in Liguria e a Roma; più a sud la coppia si è esibita anche in Calabria.

«La strada è una grande maestra da cui imparare», osserva Francesca. «Il mio sogno più grande – continua – è sempre stato quello di sperimentare l’arte di strada, perché ci permette di interagire con il pubblico senza creare tante aspettative, così siamo liberi noi ed è libero il pubblico». Occasionalmente la coppia si è presentata anche in locali privati, ma la loro libertà di espressione artistica arriva anche oltre, come ad esempio sulla vette delle montagne dell’Appennino tosco-emiliano o in altri luoghi naturali. Lei da alcuni anni fa parte del coro femminile ed etnico “Agorà” di Pistoia; abbinare la sua potente e risuonante voce agli accordi del particolare suono che produce lo strumento di Nicola è stato per loro una sfida stimolante. Lo hang drum, come spiega lui, è uno strumento di ispirazione etnica creato in Svizzera negli anni ’90 e il suo suono, caratteristicamente melodico, consente l’attuazione di particolari esperimenti musicali. I Varuna, ispirati dalla divinità induista da cui hanno preso il nome, hanno iniziato facendo prevalentemente cover di brani di musica sacra, ma strada facendo (per davvero!) hanno incorporato nel proprio repertorio anche musica popolare e profana. I due artisti sono inoltre insegnanti di yoga e utilizzano, appunto, questo genere musicale nelle loro lezioni meditative e nei ritiri spirituali, trattandosi soprattutto di brani che inducono all’introspezione e al rilassamento. «È naturale che a noi piacciano certi tipi di canti e brani sacri che provengono dall’India, ma abbiamo allargato i nostri orizzonti e suoniamo musica di varia natura».

Il sostegno degli spettatori rappresenta un aspetto imprescindibile nella vita di chi promuove l’arte e nel caso del duo Varuna traspare la soddisfazione quando si parla del gradimento del pubblico. «Attuare questo genere particolare di musica attira grande curiosità nelle persone, fatto che ci spinge a continuare».

Per l’inizio di aprile i Varuna attendono il termine delle registrazioni e la presentazione ufficiale del loro lavoro a Pistoia.

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