Gioco
Il cinema di Pier Paolo Pasolini Pellicole in versione integrale di nuovo protagoniste in sala
I capolavori saranno proiettati sul grande schermo dello Stensen, La Compagnia e l’Odeon
FIRENZE. Riscoprire il cinema di Pier Paolo Pasolini in versione integrale, in copie restaurate e soprattutto riversato, come era all’origine, sul grande schermo. Si sintetizza così l’operazione “Pasolini 100”, lanciata dalla Cineteca di Bologna, depositaria del patrimonio filmico del regista, che distribuisce nelle principali piazze della penisola un pacchetto di 13 titoli, fra i suoi più significativi e identitari. Partner fiorentini dell’iniziativa sono, insieme al Gabinetto Vieusseux, tre sale: lo Stensen, La Compagnia e l’Odeon che offrono, da qui a giugno, una sostanziosa panoramica sull’immaginario visivo pasoliniano, quel suo radicale e traumatico volersi mettersi in relazione con la storia e le contraddizioni di una Paese uscito dalla guerra. Il realismo profetico che nasce dalle sue inquietudini, nei suoi film diventa una testimonianza drammatica e impegnata del suo tempo, capace di sfidare censure e ipocrisie. Perché prima di essere interprete “scomodo e corsaro”, Pasolini era un poeta. «Le sue idee – come dice Daria Maraini – correvano col suo stesso corpo e questo lo rendeva all’avanguardia anche quando appariva in retroguardia». E allora vedere (o rivedere) i suoi film può essere occasione utile, a distanza di tempo e con la giusta distanza ideologica, per coglierne il forte aspetto narrativo, la solida drammaturgia del “contenuto” (sia esso politico, culturale, sociale, antropologico) al di là della forma, del linguaggio, del metodo e della stessa impalcatura cinematografico produttiva.
La panoramica parte dall’esordio, dal mitico “Accattone” del 1961, che supera l’esperienza del neorealismo per restituire il dramma epico religioso di un mondo preborghese, e arriva all’epilogo nel 1975, il controverso “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, che Pasolini sintetizza come “la metafora di ciò che il potere fa del corpo umano, mercificandolo e riducendola a cosa”. Nel mezzo scorrono, tutti a loro modo imperdibili, “Mamma Roma” (inarrivabile nella sua “popolanità” Anna Magnani) , “Comizi d’amore”, “Edipo Re” con un cast eterogeneo che accanto a Franco Citti e Silvana Mangano vede Carmelo Bene, Julian Beck e Alida Valli, i capitoli della “Trilogia della vita” (“Decameron”, “I racconti di Canterbury”, “Il fiore delle mille e una notte”) , le location materane e le rivoluzionarie emersioni cristologiche “Vangelo secondo Matteo”, “Porcile”, “Uccellacci e uccellini” viaggio surreale e picaresco confezionato per la magnifica coppia Totò e Ninetto Davoli, “Appunti per un’Orestiade africana” fino alla “Ricotta”, magnifico apologo sul cinema che si fa sul set, maestro vita e portatore di morte, impresso nella “ricostruzione” della “Deposizione” del Rosso Fiorentino e nell’ingombrante presenza “apostolica” di Orson Welles. Il via alla carrellata è questa sera dall’Odeon con “Accattone”, in versione originale con sottotitoli in inglese. Da segnalare infine le “lezioni” pasoliniane presso la Mediateca regionale toscana svolte da Stefano Socci e il Gabinetto Vieusseux, che conserva le carte letterarie e cinematografiche di Pasolini, che curerà alcuni incontri di approfondimento sulla sua figura e il suo ruolo di intellettuale (stavolta sì scomodo e corsaro) durante l’edizione primaverile 2022 della “Città dei lettori”, il progetto della Fondazione CR Firenze e Associazione Wimbledon, diretto da Gabriele Ametrano. Per info www. cinemalacompagnia. it. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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