Sicurezza
Colori e profumi della primavera: alla Villa Reale di Lucca le camelie in fiore
La straordinaria dimora e il suo parco offrono al visitatore suggestioni storiche e un viaggio dell natura
Ce ne sono più di quaranta varietà, gran parte delle quali arrivate lì per la prima volta agli inizi del ’800. Da allora, allo sbocciare della primavera, oltre settanta piante regalano una straordinaria fioritura che per circa un mese e mezzo riempie di colori e profumi i viali del parco. Nel 2020 e nel 2021, per la chiusura dovuta all’emergenza Covid, nessuno aveva potuto gioire di questo spettacolo della natura, ma quest’anno le camelie di Villa Reale sono tornate patrimonio di tutti. Dal primo marzo è infatti riaperta la splendida tenuta di Marlia, nel comune di Capannori in Lucchesia, che tra l’altro fu la lussuosa dimora della sorella di Napoleone, Elisa Bonaparte Baciocchi, principessa di Lucca e Piombino oltreché granduchessa di Toscana, dal 1805 al 1814.
LE CAMELIE DI ELISA
Fu proprio Elisa a volere le camelie nel parco che, con un’estensione di 16 ettari, circonda la tenuta. Le fece arrivare nel 1808 dai giardini della Reggia di Caserta, dove regnava l’altro fratello Giuseppe, e all’epoca unico luogo, insieme all’Inghilterra, in cui era presente la pianta originaria dell’Asia. Quell’ingente spedizione floreale rappresenta la prima testimonianza certa dell’arrivo della camelia a Lucca. Parte da lì la sua diffusione in Lucchesia, tanto che da oltre trent’anni a Pieve e Sant’Andrea di Compito, poco più di dieci chilometri da Marlia sempre nel territorio di Capannori, si tiene la Mostra mercato delle antiche camelie. Una manifestazione di grande successo che torna con un ricco programma di visite guidate e iniziative: si svolgerà nei weekend 12 e 13, 19 e 20, 26 e 27 marzo. Un filo diretto collegherà la mostra a Villa Reale: visitando il camelieto di Sant’Andrea di Compito, dal lunedì al venerdì si potrà usufruire di uno sconto sul biglietto d’ingresso alla tenuta di Marlia che costerà quindi 11 euro invece di 18.
COME MALMAISON
Del resto la fioritura delle camelie è soltanto una delle meraviglie di questo complesso, di cui fanno parte il parco, la dimora principale chiamata appunto Villa Reale, due ville minori, due palazzine neoclassiche, due cappelle e altre architetture di pregio. Tutto in una diversità di stili che raccontano secoli di storia. Nata nell’Alto Medioevo come fortificazione militare, la proprietà passò poi a nobili famiglie di mercanti e banchieri lucchesi che trasformarono in un palazzo signorile quella che era l’originaria fortezza e allargarono ulteriormente la tenuta. Con l’arrivo di Elisa Bonaparte le fu data un’impronta precisa sul modello del Malmaison, il lussuoso castello napoleonico vicino a Parigi. Per Villa Reale fu un periodo d’oro e di grande fermento: basti pensare che nel seicentesco teatro di verzura, il più antico d’Europa, si esibiva regolarmente il grande violinista Niccolò Paganini. Dopo la caduta dell’impero, Lucca divenne ducato sotto i Borbone che scelsero Marlia come sede estiva della corte, ma nella seconda metà dell’Ottocento iniziò un periodo di traversie e dolorosi passaggi di proprietà.
REALI E VIP
Nel 1923 la tenuta venne acquistata dai conti Pecci Blunt che l’anno successivo commissionarono a Jacques Gréber, famoso architetto francese, il restauro del parco e dei giardini dove furono creati boschi, ruscelli, un lago ed elementi architettonici in stile liberty. Fu un altro periodo di mondanità e centralità culturale: a Marlia passarono celebri ospiti come i Kennedy, i Duchi di Windsor, Salvator Dalì, Alberto Moravia e molti altri. Nei decenni successivi, però, l’immenso complesso venne progressivamente trascurato, finché nel 2015 fu acquistato da una giovane coppia di imprenditori svizzeri, decisi non solo a restituirgli l’antico splendore ma anche a renderlo visibile: fino ad allora, infatti, era stato aperto al pubblico soltanto il parco. Da quel momento i nuovi proprietari hanno così dato vita a un’ingente opera di restauro che continua tuttora e negli anni ha permesso l’apertura, per la prima volta, della villa principale e di altri edifici.
COSA VEDERE
Al piano nobile della Villa Reale gli appartamenti della principessa sono tra gli esempi più completi dello stile che si impose negli anni di Napoleone. Le camere hanno letti di manifattura imperiale e pregiate carte da parati; ricchi decori ornano la biblioteca, le sale da gioco e da biliardo, il salone da ballo e quello della musica; il marmo bianco di Carrara domina nel bagno e nella grande terrazza, luogo ideale per assistere al fragoroso spettacolo del maestoso teatro d’acqua prospiciente. Il teatro d’acqua, seicentesco, è uno dei tanti elementi – architettonici e naturali – che arricchiscono la tenuta. Tra i tanti la Grotta di Pan, della metà del ’500, il più antico ninfeo delle ville lucchesi. Più recente, ma di grande importanza, il lago, uno dei primi progetti di Gréber, che oltre ad essere scenografico, garantisce il sostentamento idrico dei giardini nei mesi più caldi: l’architetto realizzò inoltre il canale che serpeggia nel bosco e si dirama per creare una suggestiva isola a forma di goccia prima di immettersi nel bacino lacustre. Firmata da Gréber, tra l’altro, anche la piscina, con gli spogliatoi liberty dai colori sgargianti e l’originale trampolino in legno: era innovativa per il periodo essendo dotata di un potente termosifone per il riscaldamento delle acque, tuttora attivo. Stessi colori per l’ex padiglione dei giochi, oggi trasformato in caffetteria. Della fine del 1600, invece, è la palazzina dell’Orologio, i cui interni ospitano un museo molto particolare – libri, dischi, bambole, miniature, riviste, cimeli – dove rivive l’eredità della contessa Mimì Pecci-Blunt.
Ma da vedere c’è molto altro: tutto su villarealedimarlia. it.
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