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Sanremo, il nostro pagellone da 10 a 0. Che verve Gianni, Drusilla è la regina, Fiorello flop

Måneskin: energia, lacrime e grande musica. La rivelazione è Dargen D’Amico. Male Lauro


06 febbraio 2022


Gianni Morandi (cantante in gara) 10: Non a caso lo chiamano da sempre l’eterno ragazzo. Ha più verve lui a 77 anni (per di più reduce da un brutto incidente) di molti dei giovani emaciati e tatuati che calcano il palco dell’Ariston. Il vero trionfatore di questo Festival è lui. Bella e trascinante la canzone che invita ad aprire tutte le porte, ottimista il messaggio che veicola. E sono state straordinarie tutte le performance di Gianni, dalle lacrime della prima serata al successo nelle cover con Jovanotti.

Drusilla Foer (co-conduttrice) 9: Elegantissima come il titolo del suo spettacolo, Drusilla riesce a farsi amare dal pubblico non solo per il personaggio en travesti ma anche per il suo humor e la sua umanità. Ottime le critiche salaci alla lunghezza della serata. Forse il monologo sull’unicità era un po’ alto per il pubblico sanremese e decisamente troppo a tarda serata. Ma la sua presenza all’Ariston non è passata inosservata.

Måneskin (ospiti) 8: Le lacrime di Damiano David al termine dell’esecuzione di “Coraline” resteranno certamente nell’album delle più belle immagini di questo Festival. La loro partecipazione come ospiti della prima serata è stata poi una indimenticabile sferzata di energia e di ottima musica. Se ne facciano una ragione gli haters: sono belli e sono pure bravi.

Dargen D’Amico (cantante in gara) 7: Se volete sapere dove si balla (quando potremo tornare a farlo) chiedetelo a lui. È una delle non molte rivelazioni di questo Sanremo. Simpatico, look a dir poco stravaganti, e una canzoncina che ti resta in testa per ore. Nell’edizione della gioia e dell’allegria Dargen guida il nutrito plotone dei motivetti orecchiabili e ballerini.

Noemi (cantante in gara) 6: È un’affezionata partecipante alla gara sanremese, ma sembra sempre che le manchi quel qualcosa per fare il salto di qualità che la possa proiettare nel livello più alto della canzone italiana. E anche questa volta è così. Eppure a Noemi le doti non mancano di certo: nella serata delle cover canta “Natural woman” la hit di Aretha Franklin e spettina tutti.

Checco Zalone (comico ospite) 5: Ci si aspettava di più dal talento comico di Checco. Divisiva, pur nelle buone intenzioni, la fiaba con la principessa transessuale: l'ennesima rappresentazione della prostituta brasiliana con la voce profonda: come far ridere con i classici rumori dell'ascella. Appena un po’ meglio quando si trasforma nel trapper Ragadi. Il massimo (relativamente parlando) lo tocca con il virologo cugino di Al Bano. Ma non è questo il vero Checco Zalone.

Meduza (ospiti) 4: Strizzare l'occhio ai giovani ha un senso ma i Meduza in versione Kraftwerk sembra un'operazione di marketing che serve solo ai più agée per dire "voglio stare al passo". La nota più stonata della performance (nella prima serata) è che mentre dentro all'Ariston si porta la dance a tarda notte, centinaia di discoteche e sale da ballo sono con l'acqua alla gola senza sapere se potranno riaprire a causa della pandemia.

Fiorello (ospite) 3: Meglio un no sincero che un sì ma però. Fiore non ci voleva venire a questo Festival, poi hanno prevalso il pressing e l’amicizia con Amadeus. Lo showman se ne voleva stare a casa davanti alla tv col plaid sulle gambe. E sarebbe stato meglio se si fosse dato retta. Un’incursione la sua, che ha lasciato il tempo che ha trovato. Le solite battute che ti aspetti da lui, pochi frizzi e lazzi, con l’aggravante del polemicone no vax.

Orietta Berti (ospite fissa) 2: Forse lo stylist di Orietta Berti pensa che conciarla in quella maniera sia ironico. La simpaticissima signora in alcuni dei collegamenti dalla nave Costa Toscana sembrava un esperimento genetico tra Elton John, un piuminio da cipria e il pulcino Pio. Speriamo per lo meno che sia stata lei a chiedere questi outfit. E poi questi collegamenti con la nave non è che abbiamo mai entusiasmato.

Ornella Muti (co-conduttrice) 1: Ma quanto è ancora bella Ornella? Basta. Le note positive della sua partecipazione al Festival si chiudono qui. La sua serata da co-conduttrice al fianco di Amadeus è passata via come una folata d’aria senza lasciare assolutamente nulla da ricordare. Impacciata, svogliata quasi, non riesce a dare un po’ di personalità nemmeno agli annunci della canzoni. Delle donne presentatrici ruotanti è decisamente la peggiore.

Achille Lauro (cantante in gara) 0: Ahi ahi ahi Achille! Alla quarta partecipazione di fila, Lauro stecca. Non nel senso che canta male, quello fa parte del suo stile. Nel senso delle esibizioni che nei Festival precedenti erano state la sua forza: provocatorie, divisive, dirompenti. Questa volta Lauro non buca il video, e le sue provocazioni – dall’autobattesimo in avanti – non provocano che qualche mugugno di circostanza.

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