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Sanremo, la donna più elegante è un uomo: Drusilla. E poi viva lo smoking
La donna più elegante di Sanremo è un uomo. Drusilla Foer, al secolo Gianluca Gori, l’alter ego della nobildonna toscana che ha illuminato il palco dell’Ariston è stata la più apprezzata fra le meteore durate una sola notte. Il successo, meritatissimo, è stato tale che il direttore di Rai 1 Stefano Coletta l’ha accreditata per una seconda serata seriale grazie all’intelligenza e all’ironia dimostrate sul palco del Festival. Otto cambi d’abito indovinatissimi e perfino lo stendino in scena per il gran finale con tutti gli outfit appesi, Drusilla incalzata da Amadeus-Amedeo-Coso, ha portato in tv classe, eleganza e ironia, magari l’avessero tutte le donne. I suoi abiti sono firmati dall’atelier fiorentino Rina Milano, che conta tra le clienti nobildonne vere, dalla marchesa Frescobaldi a Susan Sarandon.
Maria Chiara Giannetta ha portato sul palcoscenico una ventata d’aria fresca, bravura e leggerezza esattamente il contrario di quanto si è visto nelle prime due serate sul fronte delle co-conduttrici. Ornella Muti, dopo il forfait dell’ultimo minuto di Giorgio Armani, è stata dirottata su un poco appropriato Scognamiglio. Lorena Cesarini invece è riuscita a farci dubitare perfino di Valentino. A riscattarlo ci ha pensato Elisa, che ha indossato abiti della maison puntando sul bianco. L’immagine di Sabrina Ferilli, la musa di Amadeus per l’ultima sera, resta legata agli abiti da sirena pieni di curve come solo un circuito sa essere.
Abbiamo visto anche dei fanta-look, puniti perfino dal Fantasanremo: piedi scalzi sul palco, meno 10 punti. È il caso di Achille Lauro che in camerino ha dimenticato non solo le scarpe. Più 10 invece per i look monocromo. Sanremo è stato un tripudio di bianco, nero e rosa, il colore più gettonato del Festival anche per gli uomini, da Aka7even a La Rappresentante di Lista fino a Sangiovanni, che la considera la sua tonalità preferita e trasgressiva. In realtà nulla di nuovo sotto il sole di Sanremo. La tradizione del rosa è lunga. All’Ariston, comunque ha vinto lo smoking. Amadeus, Fiorello, Ranieri, Morandi, Jovanotti e persino Berrettini sanno come si fa: sui campi da tennis in mutande e sul palco del Festival in smoking, non il contrario!
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