Gioco
«La “Musicofilia” di Sacks mi ha aperto un mondo Il diario di Frida mi ispira»
Elodie Lebigre è un’artista poliedrica, proviene da una famiglia di maestri della cartapesta e anche in quel solco cammina. È Una dele carriste più affermate del Carnevale di Viareggio. È scultrice, musicista, cantante, coreografa, il suo mondo artistico è in continua evoluzione e non si stanca mai di trovare altri modi per portare nel mondo i suoi doni. Ma cosa legge una donna come lei?
Il consiglio
«Sono sempre stata considerata un’ipersensibile, semplicemente molte cose mi frastornano, e la mia vita è sempre stata un equilibrio precario fra immensa gioia e immensa tristezza, se sono felice mi scoppia il cuore se sono triste il cuore mi implode, e fra gli elementi più potenti che influiscono su di me la musica ha un posto di primissimo piano, infatti prima di trovare il coraggio di cantare e condividere col pubblico le mie emozioni, tendevo a tenerlo come un giardino segreto. È sempre difficile spiegare delle forti sensazioni, ma un giorno ho scoperto “Musicofilia” di Oliver Sacks e mi si è aperto un mondo, ho ritrovato descritti da un neurologo filantropo tutti quegli aspetti misteriosi, magici e taumaturgici che può avere la musica. Scritto in un modo scorrevolissimo, l’autore ci presenta tutta una serie di casi da semplici a complessissimi legati alla musicofilia, ovvero dell’attitudine di godere della musica, ma anche del mistero e delle potenzialità terapeutiche della musica sul nostro cervello».
Spesso rileggo
«Se li ho acquistati sicuramente li rileggo prima o poi, a parte i classici mi viene in mente un libro un po’ particolare che ho scoperto e mentre ascoltavo un documentario su “Franceculture”, un libro che mi ha emozionata: “La lunga strada di sabbia”, un reportage di Pierpaolo Pasolini realizzato per la rivista Successo, che nell’estate del ’59 lo vide percorrere sulla sua 1100 le coste dell’Italia da Ventimiglia fino a Trieste. È davvero un tuffo in quelle atmosfere descritte da un occhio d’eccezione, sensibile ed emozionato, lo rileggo scegliendo una delle sue tappe a caso, immagino quelle macchine quegli odori, mia nonna che torna da Parigi a trovare i suoi e poi al mare col bimbo piccolo a Baratti, è una sorta di viaggio nel tempo grazie alle descrizioni di Pasolini, ricche di dettagli ma anche di sensazioni, incontri e scorci che ti fanno sentire lì».
Il libro ispiratore
«I libri che mi hanno ispirato nella vita sono molti, quelli di formazione sono sicuramente della prima infanzia, ognuno appartiene a una stagione della vita, potrei dirne molti facendo torto a molti altri come ad esempio “Siddartha”, “Il piccolo principe”, “Il barone rampante”, “Il gabbiano Jonathan Livingston”. Ogni lettura scolastica è stata per me una rivelazione, e mi ha incuriosito al punto di voler sapere molto di più di questo o quell’autore, per cui ho cercato ispirazione in ognuna di queste. Sono stati anche mezzi creativi, ad esempio con una cara amica decidemmo di scrivere un racconto inviandoci lettere immaginarie ispirandoci ad una parte di “Oceano mare” di Baricco».
Un posto speciale
«Più recentemente, e legata alla mia necessità di esprimermi ed esistere come entità artistica, ho un posto speciale per i due volumi che compongono l’autobiografia di Niki de St Phalle. Dopo aver visitato il Giardino dei tarocchi sono rimasta talmente sconvolta che non me ne sarei più andata, per cui ho dovuto acquistare la sua autobiografia e dato che non c’era in una sola lingua ho preso il primo volume in francese ed il secondo in inglese, stavo vivendo un momento difficile, di profondo smarrimento in cui non sapevo più chi fossi e perché stessi facendo quel che facevo, e quei libri mi hanno salvata, ispirata e illuminata su tanti aspetti della creazione e della vita di un’artista donna, ma anche della vita semplicemente».
Sulla scrivania
«Sulla mia scrivania che in realtà è un tavolo da lavoro, sono circondata dai libri che mi hanno ispirato, fra tutti però spicca sicuramente il “Diario” di Frida Khalo, con la riproduzione delle pagine scritte a mano e dei suoi disegni, un documento molto forte, crudo a tratti, che trasmette amore, sofferenza e bellezza, la forza della bellezza e della vita». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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